Queste Raccomandazioni hanno lo scopo di fornire delle indicazioni pratiche e aggiornate al pediatra e al medico di famiglia per orientarsi in questa problematica.

Sono disponibili le Raccomandazioni congiunte della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana della Ipertensione Arteriosa “Ipertensione arteriosa in età pediatrica: prevenzione, diagnosi e trattamento” a cura del Gruppo di Studio Ipertensione Arteriosa della SIP. Redattori delle Raccomandazioni: Amedeo Spagnolo (ISFOL, già Istituto per gli Affari Sociali, Segretario Gruppo di Studio Ipertensione della SIP), Marco Giussani (pediatra di famiglia di Milano, Progetto PAB – Pressione Arteriosa Bambino, Direttivo Gruppo di Studio Ipertensione della SIP) e Simonetta Genovesi (Clinica Nefrologica e Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione Università di Milano Bicocca, Progetto PAB – Pressione Arteriosa Bambino, Società Italiana Ipertensione Arteriosa).

Queste Raccomandazioni non vogliono essere una trattazione esaustiva dell’ipertensione arteriosa in età pediatrica, ma hanno lo scopo di fornire delle indicazioni pratiche e aggiornate al Pediatra e al Medico di Famiglia per orientarsi in questa problematica, molto spesso misconosciuta. Vogliono inoltre rappresentare la declinazione nella realtà italiana delle raccomandazioni recentemente pubblicate dalla Società Europea dell’Ipertensione Arteriosa. Il documento presta un’attenzione particolare alle forme di ipertensione primitiva (essenziale), che rappresentano un problema crescente nel bambino e nell’adolescente. I soggetti esposti a un rischio maggiore di ipertensione sono quelli in eccesso ponderale, quelli nati di basso peso e quelli con un’anamnesi familiare positiva per ipertensione arteriosa. Non è tuttavia escluso che anche in bambini che non presentano questi fattori di rischio possano essere rilevati valori di pressione arteriosa elevati.

La pressione arteriosa deve essere misurata in occasione delle annuali visite di controllo con modalità e strumenti adeguati (box 2) e i valori vanno interpretati in relazione ai normogrammi più aggiornati, che fanno riferimento al sesso, all’età e all’altezza del bambino (tabelle 1a e 1b). In età pediatrica la diagnosi di ipertensione arteriosa e di pressione normale-alta si effettua sulla base di ripetute misurazioni ambulatoriali che risultino superiori ai valori di riferimento (box 1). Altre metodiche disponibili, quali il monitoraggio pressorio delle 24 ore e l’automonitoraggio a domicilio, al momento non hanno una sufficiente validazione per essere utilizzati con sicurezza come strumenti diagnostici. Per porre una diagnosi di ipertensione primitiva è sempre necessario escludere la presenza di forme secondarie. La probabilità di essere davanti a una forma secondaria è inversamente proporzionale all’età del bambino e direttamente proporzionale ai valori pressori. Dati anamnestici, clinici e alcuni esami ematochimici e strumentali possono, nella maggioranza dei casi, orientare la diagnosi differenziale tra forme primitive e secondarie (box 5). La prevenzione dell’ipertensione arteriosa, già a partire dall’età pediatrica, si basa su stili di vita e di alimentazione corretti. Il trattamento dell’ipertensione arteriosa primitiva nel bambino e nell’adolescente è quasi esclusivamente di tipo dietetico-comportamentale e prevede: i) riduzione dell’eccesso ponderale quando presente ii) riduzione dell’apporto di sodio con la dieta iii) aumento dell’attività fisica (box 6). Raramente e solo in casi selezionati sarà necessario ricorrere alla terapia farmacologica (box 7).

Scarica le Raccomandazioni [pdf 645 kb]

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