I farmaci antipiretici dovrebbero essere impiegati nel bambino solo quando alla febbre si associ un quadro di malessere generale o dolore localizzato

La febbre è molto frequente nei bambini e, nella grande maggioranza dei casi, è l’espressione della risposta difensiva dell’organismo, prevalentemente nei confronti di infezioni virali o batteriche. La sede suggerita per la misurazione della temperatura corporea, anche nel neonato, è quella ascellare, utilizzando un termometro elettronico. La febbre non è una malattia e se il bambino la “tollera bene” può non essere necessario utilizzare farmaci per abbassarla (antipiretici). Sulla base delle recenti indicazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP) infatti, i farmaci antipiretici dovrebbero essere impiegati nel bambino solo quando alla febbre si associ un quadro di malessere generale o dolore localizzato, ma nell’uso comune viene spesso utilizzato l’antipiretico quando la temperatura corporea supera i 38,5°C. Paracetamolo e ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica dalla SIP. Sul loro utilizzo  la rivista Conoscere per Crescere ha ospitato l’intervento di Laura Serra dell’Unità Operativa di Pediatria della AUSL di Imola.

Il paracetamolo è il farmaco utilizzato da più tempo ed è sicuramente quello di elezione nella gestione della febbre. Possiede infatti un ottimo effetto antipiretico, oltre che mostrare una buona attività antidolorifica. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) indica il paracetamolo come il farmaco analgesico antipiretico di prima scelta. Costituisce il medicinale da utilizzare in prima battuta nel dolore lieve (mal di testa, dolore addominale, trauma, dolore da crescita, otalgia); non possiede attività antiinfiammatoria e, proprio per questo, può essere assunto anche a stomaco vuoto in quanto non gastrolesivo. Ne esistono diverse formulazioni (gocce, sciroppo, compresse orosolubili, bustine, supposte…), in diversi dosaggi. La somministrazione di paracetamolo per via orale è preferibile in quanto l’assorbimento è più costante ed è possibile precisare meglio il dosaggio. La via rettale è da valutare in presenza di vomito o di altre condizioni che impediscono l’impiego del farmaco per via orale. Occorre prestare attenzione ai dosaggi indicati e alle modalità di somministrazione, per non incorrere in situazioni di sovradosaggio che potrebbero comportare complicanze.

Tratto da “Conoscere per Crescere” numero 3 – 2011, clicca per leggere la rivista

L’ibuprofene appartiene alla categoria dei FANS, cioè dei farmaci antiinfiammatori non steroidei (non cortisonici). Rappresenta una valida alternativa al paracetamolo, con profilo di sicurezza sovrapponibile, laddove sia richiesta un’azione antiinfiammatoria (otiti, faringiti, laringiti). La formulazione in età pediatrica è lo sciroppo. Negli ultimi anni si è verificato un aumento nell’utilizzo dell’ibuprofene come antipiretico e presumibilmente in rapporto a tale incremento si è documentato un aumento del numero di reazioni avverse a tale farmaco. Pur ribadendo che l’ibuprofene, tra i FANS, è il farmaco con il maggior profilo di sicurezza in età pediatrica, sono state segnalate, come riportato nelle “Raccomandazioni del Working Group pediatrico dell’Agenzia Italiana del Farmaco”, reazioni avverse, comuni ad altri farmaci della stessa categoria, a carico della cute (le più frequenti) e dell’apparato gastrointestinale (tra le quali spiccano quelle emorragiche); inoltre sono stati segnalati alcuni casi di compromissione renale. In molti di questi casi l’utilizzo dell’ibuprofene in bambini disidratati, o con vomito, o inappetenti e quindi a stomaco vuoto (condizioni frequenti in caso di febbre) ha contribuito all’aggravarsi di tali effetti collaterali. Nella febbre è dunque opportuno ricorrere al paracetamolo come prima scelta in quanto garantisce una maggiore sicurezza in quei bambini che durante lo stato febbrile sono spesso disidratati e a stomaco vuoto e nei quali potrebbe essere dannosa la somministrazione di ibuprofene.

L’utilizzo dell’antipiretico deve essere condiviso con il pediatra curante; il dosaggio deve essere calcolato in base al peso del bambino e non all’età, per evitare il sovradosaggio del farmaco; deve essere somministrato utilizzando gli specifici dosatori acclusi alla confezione, evitando l’uso di cucchiaini da caffè/tè o da tavola.

DA RICORDARE:

- Nel contattare il pediatra informarlo in merito a: età, peso e condizioni generali del bambino, sintomi che accompagnano la febbre, durata di questi, eventuali condizioni patologiche di base, assunzione di farmaci.

- Nel rilevare la temperatura corporea utilizzare preferibilmente la sede ascellare con termometro elettronico.

- Non coprire eccessivamente il bambino febbrile, specie quando la febbre incrementa. L’uso di spugnature con liquidi tiepidi, bagno, applicazione di borse del ghiaccio è consigliato solo in caso di temperatura rettale uguale o superiore a 41,6°C.

- Non forzare il bambino ad assumere cibo, ma favorire l’assunzione di liquidi freschi e un po’ zuccherati.

- Paracetamolo ed ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica: attenersi alle dosi di antipiretico consigliate dal pediatra e utilizzare esclusivamente gli specifici dosatori acclusi alla confezione.

- La somministrazione di paracetamolo per via orale è preferibile. La via rettale è da valutare solo in presenza di vomito o di altre condizioni che impediscano l’impiego di farmaci per via orale.

 

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