Perchè Internet e cellulari sono così importanti per i giovani?

L’approccio al mondo dei nuovi media è oggi quanto mai precoce e spesso caratterizzato da sorprendenti abilità tecniche dei più piccoli. Un mondo di relazioni e occasioni di apprendimento ma anche di pericoli, dall’adescamento alla dipendenza, soprattutto quando il mondo virtuale prevale su quello reale. Per avere consigli e stimoli di riflessione per favorire un utilizzo consapevole e prevenire i principali rischi, la rivista Conoscere per Crescere ha intervistato Elisabetta Papuzza, psicologa, Area Minori e Nuovi Media Save the Children Italia.

Perchè Internet e cellulari sono così importanti nella vita dei giovani?
I ragazzi di oggi nascono e crescono insieme ad Internet e al cellulare, e i nuovi media fanno parte della loro quotidianità. Iniziano fin da bambini, magari attraverso i videogiochi online e già tra i preadolescenti questi strumenti diventano indispensabili, come un naturale prolungamento delle loro vite, in quanto soddisfano bisogni profondi e primari quali la comunicazione, la socializzazione, la conoscenza, anche l’affettività; servono per sentire gli amici, rimanere sempre in contatto, condividere emozioni e ricordi, per “flirtare”. Possedere un blog personale o appartenere ad un social network contribuisce a definire la propria identità e personalità sociale; il numero di contatti su Messenger, le caratteristiche del proprio profilo personale, i gruppi di interesse a cui si è iscritti sono tutti elementi che definiscono il tipo di presenza e il proprio grado di “importanza” nella rete dei coetanei, nell’ambito di diritti umani fondamentali quali la partecipazione, il gioco, l’aggregazione, la libera espressione. Internet permette di esplorare differenti aspetti della propria personalità, di provare emozioni e sentimenti molto forti e di sperimentare forme di partecipazione e di libertà di espressione che difficilmente il mondo adulto garantisce ai giovani negli spazi reali del vivere quotidiano. La possibilità di far girare in Rete contenuti, prodotti attraverso cellulari o videocamere, rende la Rete ancora più interessante agli occhi dei ragazzi e consente loro di acquisire quella visibilità di cui, peraltro, sembra essi abbiano oggi incredibilmente bisogno. Il fatto di non vedersi e di non sentirsi direttamente, o di non entrare in contatto visivo, o anche di non conoscersi, abbassa la soglia di timidezze e inibizioni, per cui spesso nella comunicazione in Rete si raggiungono elevati livelli di confidenza e intimità e a volte, di seduttività, proprio perché l’altro/a può essere uno sconosciuto e come tale, liberamente immaginato e idealizzato.

Perchè Internet diventa spesso un campo di scontro fra genitori e figli?
L’utilizzo di Internet e soprattutto dei cellulari si presta particolarmente a evidenziare un profondo divario tra infanzia, adolescenza ed età adulta. Mentre bambini e adolescenti sono ormai tecnicamente espertissimi, non altrettanto si può dire per gli adulti, che spesso si sentono proprio esclusi da questo mondo; ciò contribuisce ad ampliare quella distanza “fisiologica” che i giovani pongono verso il mondo degli adulti (siano essi genitori o insegnanti) in questa fase della loro crescita. I ragazzi tendono a percepire la rete come uno spazio molto privato e non si rendono conto che invece “navigare” significa frequentare una piazza virtuale di relazioni e contatti, e tutto questo non dovrebbe rimanere totalmente estraneo alla vista degli adulti di riferimento, così come sarebbe opportuno che ogni genitore sia al corrente delle persone che i propri figli frequentano di solito e di come trascorrono il proprio tempo. Specularmente è comprensibile che i genitori provino ansia ed estraneità, soprattutto se tecnicamente inesperti, nell’utilizzo del computer e di Internet.

Quali sono i rischi principali associati all’utilizzo di tali strumenti?
Purtroppo è vero che siamo di fronte ad una realtà complessa e apparentemente priva di regole, nella quale trovano spazio, oltre a opportunità di comunicazione, scambio e apprendimento, anche contenuti e comportamenti potenzialmente dannosi per lo sviluppo dei più piccoli. Tra i principali pericoli ci sono l’esposizione a contenuti violenti e non adatti, i videogiochi diseducativi, il contatto con adulti sconosciuti (adescamento), pubblicità ingannevoli, scorrette informazioni su ricerche scolastiche, diete, l’acquisizione (download) di musica o film coperti dal diritto d’autore, molestie o maltrattamenti da coetanei (cyber-bullismo), l’uso eccessivo di Internet/cellulare (dipendenza), la mancata tutela della propria privacy.

Come promuovere la sicurezza d’uso di Internet?
Prima di tutto assicurandosi che l’utilizzo di tali strumenti tecnologici, nell’economia della giornata dei propri figli, non prevalga a scapito di spazi di aggregazione concreti, di attività sociali, ricreative, sportive. Non deve tanto preoccupare il fatto che i bambini e ragazzi usino Internet e cellulari, quanto piuttosto come li utilizzano, per soddisfare quali bisogni e in che misura rispetto al resto del loro tempo, delle loro relazioni sociali, delle loro attività. È importante capire se ne fanno un utilizzo integrativo oppure sostitutivo, cioè se Internet è l’unico modo per stare insieme agli altri e condividere emozioni, oppure se i nostri figli hanno una vita sociale, se si sanno rapportare adeguatamente agli altri in una relazione diretta, se nel loro tempo libero riescono ad incontrarsi con gli amici, a fare sport, a curare interessi ed hobby, a studiare secondo le loro capacità, in quanto per crescere è necessario sviluppare relazioni significative con persone vere, a cui legarsi affettivamente e apprendere e sperimentarsi concretamente all’interno di situazioni reali. Spesso invece il tempo trascorso online va a scapito di altre occupazioni e magari esprime una difficoltà ad interagire con il mondo reale o il bisogno di affetto, di attenzione, di riferimenti, che eventualmente non trova risposta adeguata nella propria quotidianità. Molti ragazzi inoltre, in caso di problemi, non si confidano con nessuno, né amici, né fratelli, né genitori ed è questo spesso il terreno fertile tramite cui certi rischi possono diventare concreti.

Cosa ancora può fare un genitore attento e presente per favorire un utilizzo consapevole di Internet e cellulari da parte dei propri figli?
Assicurarsi che il proprio figlio o figlia conosca lo strumento da un punto di vista tecnico, cioè sappia usarlo con dimestichezza, è sicuramente un primo passo; per fare ciò il genitore stesso deve avvicinarsi al mondo delle tecnologie, cercando di capire in prima persona, magari con l’aiuto stesso dei figli, come funziona un social network, un blog, il bluetooth, ecc. Questo però non basta, perché Internet e cellulari sono più che semplici strumenti, in quanto ci collocano all’interno di un sistema di relazioni, di una “piazza virtuale” e saperli usare in modo responsabile significa gestire con lucidità i rapporti che si sviluppano in tale ambiente, giungendo a riconoscere e gestire le proprie emozioni. Questo spiega perché, per esempio, quando si tratta di decidere se rilasciare i propri dati personali ad una persona conosciuta in Rete, spesso tutte le accortezze tecniche e le raccomandazioni perdono di efficacia se c’è un forte coinvolgimento emotivo, nel senso che nostra figlia (o figlio) può facilmente “scordarsi” della raccomandazione sulla tutela della propria privacy e decidere, al contrario, di rivelare la propria identità e rendersi disponibile per un incontro. Ecco perché il ruolo degli adulti in questo campo è cruciale. Per un genitore questo significa occuparsi dell’educazione sentimentale dei propri figli anche rispetto ad Internet, per aiutarli a capire, ad esempio, quando si subisce il fascino di un incontro in Rete, o ci si sente offesi per il comportamento online di qualche amico, o turbati dalla visione di certe immagini, o influenzati da certe informazioni o opinioni.

Tratto da “Conoscere per Crescere” numero 1 – 2010, clicca per leggere la rivista

Come è possibile promuovere l’autonomia dei propri figli e al tempo stesso non rinunciare a proteggerli?
È importante riflettere su alcuni aspetti: per esempio sulle fasce d’età durante le quali è opportuno consentire l’utilizzo degli strumenti, sui bisogni che sono alla base di certe richieste da parte dei nostri figli, sulla loro maturità e responsabilità. Può essere utile scrivere insieme un regolamento e apporlo vicino al computer, come anche stilare un patto simile riguardo al cellulare e/o a eventuali videogiochi. Tale accordo può riguardare i tempi dell’utilizzo e il rispetto degli spazi e dei momenti propri e altrui (l’impatto sui pasti in famiglia, sullo studio, sul riposo, sulla vita sociale, ecc.). Le regole possono inoltre riguardare il contenuto dei videogiochi, dei siti visitati; si può per esempio stabilire che certi siti non possono essere visti, oppure solo in nostra presenza e riflettere insieme sulla natura dei contatti che il proprio figlio intrattiene in  Rete o via SMS; è utile stabilire delle norme di comportamento circa la tutela della privacy, l’interazione con sconosciuti, soprattutto su argomenti personali. L’utilizzo dei filtri parental control deve essere concordato e condiviso con i figli, oltre che monitorato nel tempo da parte dei genitori, con il corretto grado di attenzione rispetto alla crescita e all’età e mai considerato unico strumento di prevenzione.

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Un commento

  1. MARIA CRISTINA MAGGIO scrive:

    Il nostro ruolo di genitori è quello di essere loro vicini con discrezione, rispettando i loro tempi ed i loro “silenzi”, con la pazienza di chi li ama in modo profondo, recuperando il gusto di fare le cose insieme….

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