Cosa è esattamente la meningite e quali sono i suoi sintomi? Quali sono gli agenti patogeni che causano questa gravissima patologia, che può causare morte e disabilità? Come curare la meningite, e soprattutto come prevenirla? Ci sono novità nel campo dei vaccini? Si tratta di prodotti efficaci e sicuri?

Queste ed altre domande trovano una risposta facilmente comprensibile ma approfondita nel nuovo fascicolo pubblicato per Pacini Editore nella collana “Informare e prevenire in età pediatrica”, diretta da Alberto G. Ugazio, presidente della Società Italiana di Pediatria. Il fascicolo, intitolato “Cosa fare contro la meningite” e a cura di Alberto E. Tozzi  e Marta Ciofi Degli Atti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, è una utile guida per i genitori che vogliono informazioni chiare, validate e aggiornate sull’argomento meningite, spesso circondato da pregiudizi, luoghi comuni e disinformazione.

Scarica il fascicolo “Cosa fare contro la meningite” [pdf 262 kb]

La meningite è un’infiammazione delle meningi nella maggior parte dei casi causata da un’infezione. Le infezioni che causano la meningite possono essere sostenute da virus, batteri (le più gravi) o, più raramente, da funghi. I batteri che più frequentemente causano meningite sono Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Neisseria meningitidis (meningococco). Fino a circa 10 anni fa, una causa importante di meningite batterica era l’Haemophilus influenzae tipo b, o Hib (un batterio che nonostante il nome non ha nulla a che vedere con l’influenza), ma oggi le meningiti da Hib sono praticamente scomparse in Italia e in molte altre nazioni. Questo importante traguardo è stato raggiunto grazie alla vaccinazione. Come succede per altri batteri, anche per il meningococco si possono distinguere diversi sottogruppi. Si conoscono almeno 13 sierogruppi di meningococco e, di questi, sono 5 a causare meningiti: A, B, C, Y e W135.

Esistono vaccini diversi contro l’infezione da meningococco. In passato era disponibile solo un prodotto cosiddetto polisaccaridico la cui efficacia è abbastanza limitata, soprattutto nel bambino al di sotto di due anni di vita. Una nuova generazione di vaccini antimeningococco consente oggi un’opera di prevenzione della meningite nettamente più efficace che in passato. Fino a pochi mesi fa era disponibile solo un vaccino coniugato contro il sierogruppo C. Da pochi mesi è diventato disponibile un vaccino contro i sierogruppi A, C, Y e W135 ed è attualmente in fase avanzata di sviluppo anche un vaccino contro l’ultimo dei sierogruppi non coperto, il B.

Le manifestazioni cliniche della meningite dipendono dall’età. A partire dai due anni di vita, i sintomi tipici sono febbre alta, mal di testa e rigidità del collo. Possono essere presenti anche nausea, vomito, intolleranza alla luce, stato confusionale e sonnolenza. Prima dei due anni di vita, oltre alla febbre possono essere presenti sonnolenza, vomito, irritabilità o inappetenza, mentre gli altri segni sono in genere più sfumati. La meningite può causare anche convulsioni. In alcune meningiti provocate dal meningococco che si accompagnano a infezione generalizzata, possono comparire macchie viola sulla pelle simili ai lividi. Le meningiti batteriche sono malattie gravi, che possono condurre a morte fino al 10% dei pazienti anche quando trattati in modo appropriato e tempestivamente. Devono essere curate con massicce dosi di antibiotici in ospedale e possono causare danni permanenti (circa il 20% dei pazienti che hanno avuto una meningite da meningococco può avere danni irreversibili come una sordità residua, una lesione grave degli arti oppure un ritardo mentale).

Per informare correttamente il pubblico su questa patologia sottovalutata è nato anche un Comitato Nazionale contro la Meningite, formato da associazioni e singoli cittadini, persone che condividono l’esperienza di essere stati toccati direttamente o indirettamente dalla malattia.

Nonostante lo strumento principale di lotta alla meningite meningococcica rimanga la vaccinazione, finora il Piano Nazionale Vaccini non includeva il vaccino coniugato per il meningococco C nel calendario vaccinale previsto per tutti i nuovi nati, e le strategie vaccinali erano quindi demandate alle Regioni ed alle Province Autonome. Il nuovo piano 2012-2014 del ministero della Salute, già condiviso con il Coordinamento interregionale della prevenzione e l’AIFA e attualmente all’esame della Conferenza Stato Regioni prevede però l’inserimento nel calendario vaccinale dell’antimeningococco C. Per il momento però, sebbene il numero di Regioni che prevedono la vaccinazione universale sia aumentata nel tempo, le differenze geografiche permangono.

Situazione ben diversa in Gran Bretagna. Il Regno Unito è stato il primo Paese a introdurre il vaccino coniugato contro il meningococco C nel 1999, in risposta alla crescente incidenza della malattia, che là raggiunge numeri da record: 500.000 persone in vita che hanno avuto la malattia (in forma batterica o virale), ogni anno 3000 nuovi casi di meningite batterica (soprattutto causati da meningococco B e pneumococco) e circa 6000 di forma virale.

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