I cambiamenti fisici che avvengono alla pubertà sono dovuti alla modifica della produzione ormonale da parte della ghiandola ipofisi.

La pubertà è un momento essenziale della vita, e qualsiasi alterazione o squilibrio può avere un impatto profondo sull’esistenza di un giovane. Sull’argomento la rivista Conoscere per Crescere ha ospitato l’intervento di Paola Sogno Valin, Marianna Di Frenna e Giovanna Weber del Centro di Endocrinologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano.

La pubertà costituisce una fase particolare della crescita dell’individuo: è il periodo durante il quale si raggiunge la maturità sessuale e la capacità riproduttiva. In entrambi i sessi questo cambiamento si manifesta con la comparsa e la maturazione dei “caratteri sessuali secondari”, che consistono nelle modificazioni del seno nelle bambine e nell’aumento delle dimensioni del pene e dei testicoli nei bambini. Questi cambiamenti fisici si accompagnano a cambiamenti psicologici e segnano il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. I meccanismi specifici coinvolti nel determinare l’inizio della pubertà sono molteplici e complessi, sembra tuttavia accertato che oltre all’ereditarietà e all’etnia, fattori socio-economici e soprattutto nutrizionali giochino un ruolo fondamentale. Attualmente nei Paesi europei l’inizio della pubertà avviene tra gli 8 e i 13 anni nelle femmine e tra i 9 ed i 14 anni nei maschi.

I cambiamenti fisici che avvengono alla pubertà sono dovuti alla modifica della produzione ormonale da parte della ghiandola ipofisi. Questa piccola ghiandola, che si trova alla base degli emisferi cerebrali dietro alla radice del naso, funge da “centralina” della produzione ormonale del nostro organismo e produce una serie di ormoni che vanno a loro volta a stimolare la secrezione di altri ormoni da parte di ghiandole periferiche. Con l’avvio della pubertà LH ed FSH (ormoni prodotti dall’ipofisi chiamati gonadotropine) vengono secreti in modo pulsatile (con picchi giornalieri) e stimolano ovaie e testicoli a produrre rispettivamente estrogeni e testosterone (ormoni sessuali). Questi a loro volta determinano lo sviluppo del seno e l’aumento di volume dei testicoli (>4 ml), segni che annunciano l’inizio della pubertà nelle femmine e nei maschi rispettivamente. La variazione della produzione ormonale porta all’accelerazione della velocità di crescita, alla maturazione ossea fino alla saldatura delle cartilagini di accrescimento che segnano la fine della crescita staturale del bambino e il raggiungimento della statura definitiva.

Viene definita Pubertà Ritardata l’assenza di comparsa o l’arresto nello sviluppo dei caratteri sessuali secondari ad un età superiore ai 13 anni nelle femmine e ai 14 anni nei maschi. Questo limite è stato scelto tenendo conto dell’età media dello sviluppo puberale nella popolazione generale (limite superiore a circa 2 deviazioni standard). Nella pratica la mancata comparsa del seno a 13 anni nelle femmine o il mancato aumento del volume testicolare a 14 anni nei maschi richiede di effettuare approfondimenti diagnostici al fine di distinguere soggetti che presentano una condizione parafisiologica e benigna come il Ritardo Costituzionale di Crescita e Pubertà (RCCP) da adolescenti affetti da patologie che comportano un’alterata produzione ormonale da parte dei testicoli o ovaie (situazione definita “ipogonadismo”). Bisogna inoltre tenere presente che vi sono molte situazioni che si associano a ritardo della comparsa della pubertà, quali la presenza di malattie croniche (neoplasie, malattie cardiache, infiammatorie, celiachia) malattie genetiche, deficit nutrizionali, eccessivo impegno sportivo o, talvolta, un importante e protratto disagio psicologico.

Tratto da “Conoscere per Crescere” numero 2 – 2011, clicca per leggere la rivista

La valutazione clinica del bambino deve essere preceduta da un’accurata raccolta di dati anamnestici. Tutti gli adolescenti inoltre devono essere sottoposti ad una corretta valutazione auxologica con determinazione del peso, dell’altezza, della curva di crescita e della velocità di crescita (crescita in cm in un anno), e ad un esame clinico mirato alla ricerca di caratteristiche fisiche particolari, alla valutazione dello sviluppo puberale e della sua progressione. Il Ritardo Costituzionale di Crescita e Pubertà (RCCP) è, solitamente, una condizione transitoria che non necessita di alcuna terapia ed ha una prognosi molto buona, sia per quanto concerne la statura definitiva sia per lo sviluppo puberale e la futura capacità riproduttiva. Gli adolescenti affetti da RCCP presentano un rallentamento della velocità di crescita ed una statura inferiore alla media per l’età cronologica. La statura risulta appropriata sia allo sviluppo puberale che alla maturazione ossea, che si presentano entrambi ritardati rispetto alla media per l’età cronologica. Questa condizione parafisiologica viene suggerita in presenza di una storia di ritardo puberale in uno dei genitori e risulta più frequente nei maschi rispetto alle femmine. La diagnosi, sospettata dai criteri clinici e anamnestici, viene posta escludendo altre cause di ritardo puberale come cause organiche dovute ad un’alterata produzione ormonale, cause nutrizionali e psicologiche. Viene definita ipogonadismo una ridotta produzione degli ormoni sessuali che può essere dovuta ad una inadeguata secrezione ormonale da parte dei testicoli e delle ovaie (si parlerà quindi di ipogonadismo ipergonadotropo) oppure alla ridotta produzione di ormoni da parte della ghiandola ipofisi (si parlerà di ipogonadismo ipogonadotropo). Se si documenta una insufficiente produzione di testosterone nel maschio o di estrogeni nella femmina, associata ad elevati livelli di gonadotropine ipofisarie (ipogonadismo ipergonadotropo) si sospetterà una sindrome da alterazione cromosomica (le più frequenti sono rappresentate dalla sindrome di Turner nelle femmine e dalla sindrome di Klinefelter nel maschio), che dovrà essere confermata con l’esecuzione della mappa cromosomica, esame che richiede un prelievo di sangue periferico. Se, invece, risulta ridotta la produzione di gonatropine deve essere sospettata un’alterazione a carico del Sistema Nervoso Centrale e/o della ghiandola ipofisaria, che può essere causata da neoplasie (craniofaringiomi, prolattinomi o germinomi), traumi cranici, incidenti vascolari o difetti di formazione del Sistema Nervoso Centrale (detti difetti della linea mediana). Nel caso in cui siano presenti alterazioni della regione ipotalamo-ipofisaria spesso coesistono difetti di produzione di altri ormoni ipofisari, che si accompagnano a sintomi specifici e che possono determinare deficit staturale, ipotiroidismo o ipotensione per carenza di ormone della crescita e/o ormoni tiroidei, e/o ormoni surrenalici. Nel sospetto è necessario effettuare una risonanza magnetica cerebrale con studio della regione del Sistema Nervoso Centrale dove alloggia la ghiandola ipofisi.

Durante la pubertà, sotto l’influenza dell’ormone della crescita e degli ormoni sessuali, le strutture ossee e cartilaginee dello scheletro subiscono variazioni in forma e lunghezza, che si concludono con la saldatura delle cartilagini “d’accrescimento” con conseguente arresto della crescita staturale del bambino. Lo studio dell’età ossea ha lo scopo di determinare la maturazione dello scheletro, che può essere ritardata o avanzata rispetto all’età cronologica. Poiché i cambiamenti nella struttura ossea e cartilaginea del polso seguono un ritmo standard nella maggior parte dei bambini ed adolescenti, la determinazione dell’età ossea viene effettuata comparando un radiogramma della mano e del polso sinistro del bambino con radiografie degli standard per sesso nella popolazione generale a differenti età, contenute in un atlante di riferimento. L’età ossea, l’altezza e l’età cronologica possono essere utilizzate per elaborare una stima predittiva della statura adulta e quindi del potenziale di crescita. Bambini con età ossea ritardata rispetto all’età cronologica presentano un potenziale di crescita staturale maggiore di bambini che presentano invece età ossea avanzata rispetto all’età cronologica e staturale.

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7 commenti

  1. angela scrive:

    Ho due gemellini uno di loro ha fatto un rx alla mano sx dove e stata. Valutats l eta ossea e corrisponde ad un eta di 3 anni mentre a maggio ne compie 6 attendo risposta grazie

  2. mita scrive:

    Mia figlia.compira’15 anni a.Giugno e.non ha ancora il ciclo Si sente da.mesi molto stanca e a fatica riesce a seguire l’attivita di nuoto agonistico che scolge da 5 anni.Inoltre le recenti analisi del sangue mostrano un lieve aumento di globuli bianchi e bilirubina diretta di poco sopra i limiti La ragazza e’cresciuta motlo statura e presenta un fisico sviluppato esteriormente Sono preoccupata Cosa mi consigliate??G
    razie

  3. rosa scrive:

    buon giorno, ho mio figlio 12 anni non è ancora cresciuto tanto il n, scarpe è sempre il 35, c è qualcosa per fare controllo ???

    grazie mille

  4. LUCIA scrive:

    Mio figlio ha 14 hanni compiuti, presenta i cambiamenti puberali (aumento testicoli ecc) nonostante ciò pesa solo 36 kg ed e’ alto 1 metro e43 cm. Cresce a rilento ma in maniera costante. Posso aspettarmi con tranquillita’ che cominci a crescere come quasi tutti i suoi coetanei compagni di scuola e di ciclismo? (che sono già dei giganti??) grazie.

  5. lucio scrive:

    Ciao a tutti, ho 14 anni ( quasi 15 ) e non mi sono ancora sviluppato. Non vedo aumentare la grandezza dei testicoli e sono alto 1.65 m. Mio padre e mio nonno sono 1.80 m quindi mi sembra strano che sia cosi basso. É grave ? Cosa posso fare se non mi sviluppo dopo i 15 anni ?

  6. DAL BORGO ANTONELLA scrive:

    Buongiorno, mia figlia a 13 aa, statura 143 cm (10 ° percentile dalla nascita), età ossea da lastra mano regolare, lieve deficit ormone della crescita ritenuto fisiologico, nessun segno di sviluppo seno o peluria, mappa cromosomica normale, genitori di statura bassa ma con regolare sviluppo puberale (mamma menarca 10 aa), ha 2 sorelle con sviluppo regolare (piuttosto precoce) e statura nella media (entrambe 75° percentile), non celiachia.
    Se saranno accertati problemi ipofisari o delle gonadi come si interviene? E entro quando si puo’ avere un risultato soddisfacente?
    Grazie

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