Quali sono le paure dei genitori sul rapporto tra vaccinazione anti Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) e autismo? Cosa dicono i pediatri?

Il Board Scientifico del Calendario Vaccinale per la Vita, che riunisce figure di elevato prestigio dell’Igiene e della Sanità Pubblica, della Medicina Generale, della Pediatria territoriale-ospedaliera ed universitaria facenti capo a Società Scientifiche ed Associazioni Mediche – Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI); Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG); Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP); Società Italiana di Pediatria (SIP) esprime forte sconcerto per la recente sentenza del Tribunale di Rimini (n°2010\148, Ruolo n°2010\0474; Cron. N° 2012\886) che torna ad associare la vaccinazione anti Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR), alla Sindrome di Kanner, meglio nota come Autismo, evidentemente basandosi su quanto pubblicato, ormai 14 anni fa, dalla rivista Lancet, e successivamente ritirato per l’evidente infondatezza di quanto inizialmente proposto da un gruppo di ricercatori britannici.

La nota rivista medica Lancet ha infatti ufficialmente ritirato lo studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino trivalente MPR. L’articolo, pubblicato nel 1998 e scritto dal medico britannico Andrew Wakefield, è stato causa di una lunga disputa scientifica durata quasi 12 anni. Wakefield sosteneva che il vaccino fosse causa di infezioni intestinali, a loro volta legate alla sindrome di Kanner. Le sue affermazioni furono screditate dal mondo scientifico, e sono state alla base di uno dei più rilevanti contenziosi nella storia della medicina: purtroppo le false tesi proposte portarono ad una forte diminuzione del numero di vaccinazioni negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre parti dell’Europa, con la conseguenza, in molti casi nefasta, di un repentino aumento dei casi di morbillo e delle sue complicanze, inclusi numerosi casi di encefalite e di morte.

“Diversi punti del lavoro del 1998 di Wakefield sono scorretti“, disse in un comunicato stampa la stessa rivista scientifica, ritrattando la pubblicazione del 1998. Una commissione disciplinare del Comitato medico generale britannico (General Medical Council), dopo un accurato studio, ha decretato come Wakefield presentò la sua ricerca in modo “irresponsabile e disonesto” ed ha “ignorato insensibilmente” la sofferenza dei bambini oggetto dello studio. Nel rapporto del comitato scientifico si legge, inoltre, che Wakefield ha anche “rovinato la reputazione” della professione medica. Lo stesso Wakefield è stato espulso dal Royal College of Physicians e non può più praticare la medicina. Verdetti quindi netti e gravi che lasciano pochi dubbi.

I risultati di due studi scientifici recentemente pubblicati su una delle riviste mediche più accreditate a livello mondiale, il British Medical Journal (uno il 5 gennaio 2011 BMJ 2011; 342: c5347; l’altro pubblicato l’11 gennaio 2011 – BMJ 2011; 342: c5258) hanno decretato l’infondatezza di questa associazione e, tra l’altro, che i pazienti sono stati reclutati attraverso attivisti anti-vaccinali, e che lo studio è stato commissionato e finanziato con un preciso scopo connotato da pregiudizi ideologici e interessi economici. Troppo spesso e senza riscontri scientificamente sostenibili, la sola correlazione temporale tra la somministrazione di un vaccino ed un evento avverso o una patologia dovuta a cause ignote viene considerata di per sé stessa sufficiente a decretare che la colpa sia della vaccinazione. Il Board raccomanda che prima di compiere azioni che direttamente o indirettamente esitano in senso negativo su tutta la comunità rimettendo a rischio di malattia bambini e adulti per riflessi negativi sulla adesione ai programmi nazionali di prevenzione, chi è chiamato a giudicare – Commissioni ex Legge 210/92 comprese – assuma il massimo rigore scientifico e soprattutto la sostenibilità delle affermazioni, delle sentenze e dei giudizi basata su acquisizioni universalmente riconosciute.

Risulta anche anomalo il fatto che la citata sentenza possa ignorare le ragioni e le azioni della comunità scientifica nazionale ed internazionale che, tra l’altro, ha il diritto/dovere di tutelare tutti gli operatori al solo fine di far esercitare la professione con le dovute garanzie medico-legali. Purtroppo sentenze come quella appena emanata rischiano di avere il solo risultato di far perdere fiducia in uno strumento preventivo fondamentale per la salute dei bambini e di tutta la popolazione, con conseguente ri-emergenza di malattie gravi e talora anche mortali, come il morbillo, inducendo peraltro nei genitori di bambini affetti da una seria patologia come l’autismo la falsa convinzione di aver trovato la ragione di tante sofferenze patite. E certamente questi genitori non meritano un’ulteriore falsità sulla condizione dei propri figli. Infine, onde evitare che tale sentenza faccia giurisprudenza negativamente incidendo sulle dinamiche professionali degli operatori, il Board auspica che il Ministero della Salute, quale parte resistente nella causa conclusasi con la contestata sentenza di primo grado, voglia proporre Appello presso la Corte di Bologna. A tal proposito i componenti del Board si rendono disponibili a coadiuvare l’Avvocatura dello Stato fornendo pareri e letteratura scientifica che valga a ribadire la lex artis e segnatamente l’inidoneità della specifica vaccinazione a configurare antecedente dotato di valore causale nel determinismo dell’autismo.

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111 commenti

  1. Caterina scrive:

    Per esperienza personale ritengo che l’articolo pubblicato sia falso, nel senso che le riviste mediche sono ormai in mano alle case farmaceutiche. Ci sono dottori che i propri figli non gli hanno vaccinati perchè nei loro studi hanno visto molti bambini danneggiati dai vari vaccini, compreso MPR.

    • GIOVANNA IACONO scrive:

      io ho appena fatto vaccinare il mio piccolo con il tri valente ho parlato con il mio dottore di questo dubbio e lui mi ha rassicurato con un aneddoto veritiero mi dice : una coppia si reca dal pediatra x fare la prima vaccinazione al piccolo il pediatra in quel momento è sprovvisto di vaccino e li rimanda a casa e sposta la vaccinazione alla settimana dopo in questa settimana succede che avviene la morte in culla del piccolo,allora se sarebbe stato vaccinato la colpa sarebbe stata del vaccino non una causa naturale che potrebbe succedere a chiunque

    • Alessandro scrive:

      Anche io per “esperienza personale” credo che la terra sia piatta perché non mi sono mai trovato a testa in giù ‘……suvvia basta con queste minchiate!

  2. ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

    Gentile Caterina,
    Mi dispiace che lei la pensi in questo modo. Se ha incontrato medici che non vaccinano i propri figli purtroppo ha incontrato degli ignoranti. La cosa più grave è che ha conosciuto pediatri che non ascoltano i dubbi dei genitori e non spiegano loro quali sono i criteri sui quali si basa l’attività vaccinale. I pediatri devono lavorare secondo un’etica professionale e sulla base delle ricerche scientifiche che, le confermo, non possono essere manipolate dalle case farmaceutiche. In questo settore la normativa, non solo italiana, ma di tutto il mondo, è severissima. Quanto alla sentenza di Rimini e all’articolo di cui sopra quello che ha letto riflette l’opinione di circa 9000 pediatri che sono gli iscritti a questa società scientifica. In questi anni, purtroppo, abbiamo assistito a troppe disgrazie causate da malattie che possono essere prevenute facilmente con la vaccinazione e l’obiettivo di eliminare il morbillo e la rosolia congenita è condiviso da tutta Europa. Noi vogliamo bambini sani ed i vaccini sono strumenti che hanno cambiato radicalmente lo stato di salute dell’infanzia. E’ inutile dirle che i miei figli sono vaccinati contro morbillo parotie e rosolia e contro numerose altre pericolose malattie.

    Cordiali saluti

    Alberto E Tozzi
    Direttore Scientifico Comunicazione
    Società Italiana di Pediatria

    • Lorella scrive:

      Gent.mo Dr. Tozzi,
      Di fatto, nell’articolo non vengono citate fonti che dimostrino con fondatezza che il Vaccino MPR non sia dannoso… ergo direi che le fonti a SFAVORE del vaccino MPR sono più numerose di quelle a favore… io dire che una parte della classe medica ha tutto l’interesse a che i bambini vengano vaccinati anzichè no… tutto quel via vai di informatori scientifici dipendenti dalle grandi multinazionali farmaceutiche a qualcosa serviranno, no? Quantomento a convincere i medici che i loro prodotti vaccinali non fanno male… le conseguenze sui bambini dimostrano invece il contrario… io ho 51 anni, e gli unici vaccini che ho “subìto” sono stati l’antipolio, l’antidifterica e l’antivaiolosa, ho preso tutte le varie malattie esantematiche compresa la pertosse, e non mi è successo niente di tutto ciò che lei cita. E così tutte le persone della mia generazione… mio fratello (attualmente ha 48 anni) a fortissimo rischio allergico ha invece avuto pesanti conseguenze subito dopo il vaccino, tanto che mia madre dovette interrompere l’allattamento al seno con tutte le conseguenze immaginabili, il nostro vecchio pediatra, con antica saggezza era assolutamente contrario ai vaccini e molti dei suoi piccoli pazienti (moltissimi dei quali oggi sono miei amici in quanto appartenenti più o meno alla mia generazione) non sono stati vaccinati e stanno benissimo. Provi a fare il discorso che ha fatto alla Sig.ra Caterina a quei genitori i cui figli si sono ammalati subito dopo il vaccino per vedere un pò cosa ne pensano… Le malattie sono cicliche e come lei mi insegna l’acquisizione di un virus non avviene con iniezione sottocutanea come invece avviene con le vaccinazioni, e l’accesso del virus è filtrato dal nostro sistema immunitario se questo è efficiente. Direi che sarebbe meglio usare argomenti più convincenti al giorno d’oggi egregio Dr. Tozzi.

      • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

        Cara Sig.ra Lorella,
        Sarò ben felice di metterle a disposizione tutte le informazioni disponibili perchè lei possa esprimere un giudizio sul meccanismo di funzionamento dei vaccini e sui dati che abbiamo a disposizione.
        Però, la prego, le strategie di vaccinazione non sono un problema ideologico, sono solo un problema tecnico e la discussione sull’opportunità di eseguirle o meno può essere condotta solo sulla base dei fatti e dei numeri che da essi derivano. Questo è esattamente il nostro lavoro.
        Di dati sulla sicurezza del vaccino MPR ce ne sono tanti e sono disponibili a qualunque medico sia in grado di consultare ed interpretare le banche dati bibliografiche per le pubblicazioni scientifiche. Non c’è dubbio che le industrie produttrici abbiano interesse a favorire i propri prodotti, ma non è praticamente possibile scostarsi dalle evidenze che sono disponibili attraverso le pubblicazioni scientifiche. Le garantisco anche che, prima della commercializzazione dei prodotti, gli enti preposti (per l’Europa EMA, per gli USA FDA) richiedono di soddisfare requisiti molto severi in mancanza dei quali i vaccini non possono essere commercializzati.
        Se può valere come esempio, la frequenza di effetti collaterali associati a prodotti farmacologici da banco è parecchio superiore a quella osservata con i vaccini.
        Quanto alla sua storia clinica sono contento per lei che abbia avuto una vita sana e non abbia avuto complicazioni derivanti dalle malattie prevenibili con le vaccinazioni. Indubbiamente la maggior parte delle persone che contrae una malattia infettiva la supera senza inconvenienti. Ma come la mettiamo con quelli che invece con le stesse malattie verranno ricoverati o addirittura rimarranno disabili o moriranno? Chi non fa il medico per fortuna queste cose non le vede, ma se le fosse capitato, per esempio, di trovarsi in Albania nel 1996 durante un’epidemia di poliomielite avrebbe toccato con mano la disperazione delle persone che non riusciranno mai più a respirare autonomamente oppure che rimarranno paralizzate o che non ce l’hanno fatta. Più vicino a noi nel 2002, nelle regioni meridionali italiane 13 pazienti hanno avuto un’encefalite e 3 bambini sono morti. Tutto questo è evitabile. Purtroppo non conosciamo ancora un modo diverso dalla vaccinazione della popolazione per prevenire la circolazione delle infezioni. E vaccinare la più alta percentuale di persone è il modo più efficace che conosciamo.
        I bambini che hanno effetti collaterali dopo le vaccinazioni sono pochi, e gli effetti collaterali gravi sono estremamente rari e purtroppo molto spesso vengono ascritti ai vaccini cose che non c’entrano nulla. La decisione di vaccinare, guarda caso, si fa proprio effettuando un bilancio tra i rischi associati alla malattia prevenibile e quelli associati alle vaccinazioni.
        Che le malattie infettive siano cicliche dipende proprio dal fatto che dopo un’epidemia gradualmente si accumula un numero progressivo di persone suscettibili. Quando il numero di esse è sufficientemente alto si verifica un’epidemia. Vaccinado tutta la popolazione questo non succede. Infine, la modalità di somministrazione sottocutanea rappresenta una modalità di somministrazione che simula in buona parte esattamente quello che succede nella malattia naturale, ma senza provocarne gli effetti deleteri.
        Mi rendo conto che darle ulteriori elementi che richiedono conoscenze di immunologia sarebbe complesso ma se avesse bisogno di ulteriori informazioni sono a disposizione.

        Cordiali saluti

        Alberto E Tozzi
        Direttore Scientifico Comunicazione
        Società Italiana di Pediatria

  3. Sandy scrive:

    Pregiatissimo Dottor Tozzi, se la medicina si basa sui numeri, per un genitore un figlio non rappresenta un numero, ma un bene unico ed irripetibile. Sono in contatto con molte famiglie che hanno avuto figli danneggiati proprio dal vaccino MPR e quando è andata bene hanno solo contratto la malattia. Anche io come Lorella, l’ho avuta e a quei tempi si faceva in modo di mettere a contatto i bambini per fare in modo che una volta contratta la malattia fossero immunizzati per tutta la vita. Non mi risultano morti per morbillo. Anche io come Caterina ho incontrato medici che non hanno vaccinato i propri figli e mi è stato asserito “il rischio non vale la candela” quando ho riferito delle reazioni avverse di mia figlia alle vaccinazioni. Per quale motivo non si vogliono conoscere i numeri dei danneggiati nel nostro paese? Dopo quella sentenza abbiamo assistito a campagne mediatiche che hanno terrorizzato i genitori sul ritorno di malattie ormai debellate e pubblicizzato solo gli effetti benefici dei vaccini, come può un genitore mettere sul piatto della bilancia i rischi con i benefici, se i rischi non vengono resi noti? In merito all’epidemia di poliomelite in Albania del 1996 le riporto la notizia “originale” dell’epoca, ovvero del 96, in cui si rendeva nota la campagna di vaccinazione di massa in Albania per la polio.
    http://stampaeuropa.it/press-releases/poliomielite-in-albania-la-commissione-finanzia-una-campagna-divaccinazione
    Come si spiega, proprio in quell’anno un epidemia di polio!?

  4. Lorella scrive:

    Gent.mo Dr. Tozzi,
    Le vorrei rammentare che in Albania nel 1996 si consumò una guerra civile e Lei sa meglio di me che in condizioni igieniche precarie quali sono quelle di un conflitto, virus e batteri proliferano a dismisura in particolare a causa della mancanza di acqua, e di qualunque possibilità per la popolazione di vivere una situazione di normalità… questo è causa di malattie e situazioni estreme per la salute delle popolazioni coinvolte. Non sono stati i vaccini a debellare le malattie i cui agenti patogeni bene o male sono sempre presenti e latenti, ma le migliori condizioni igieniche che si instaurano ovviamente in situazioni di normalità.

  5. ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

    Care Signore Sandy e Lorella,
    Rispondo volentieri alle vostre domande e ai vostri dubbi. Però perchè questa discussione sia costruttiva proviamo a tenere lontani i pregiudizi. Io non ci guadagno nulla a dirvi che conviene fare le vaccinazioni e so benissimo che il problema principale è che i genitori ricevono notizie povere e qualche volta decisamente distorte.
    Cominciamo con l’Albania. Io ho fatto parte del gruppo che ha condotto l’indagine sull’epidemia di polio nel 1996 per questo ne parlo. Ovviamente non posso dimenticare quello che ho visto e vi ho già raccontato. Ma nel 1996 non c’era affatto la guerra civile. Era solo successo che il paese che aveva continuato la vaccinazione con prodotti probabilmente non adeguatamente conservati aveva improvvisamente aperto le frontiere dopo un lungo periodo di isolamento. Dato che purtroppo le malattie infettive non hanno passaporto, è bastato che alcuni individui provenienti dall’Asia e portatori di infezione entrassero in contatto con la popolazione che per la maggior parte non era protetta per scatenare l’epidemia. Le condizioni igieniche non c’entravano nulla. Questo serve per capire che finchè esiste la possibilità di importare una malattia pericolosa come la polio non si può abbassare la guardia. Anzi l’obiettivo delle strategie vaccinali è proprio quello di vaccinare così tanto e bene che a un certo punto la malattia non circola più e si può smettere di vaccinare con sicurezza. Questo è successo per il vaiolo.
    È da tempo che mi occupo di vaccinazioni e proprio a voi genitori raccomando di fare estrema attenzione a quello che leggete sulla stampa ordinaria. Io leggo cose che farebbero rivoltare nella tomba chiunque abbia conseguito dignitosamente una laurea in medicina. E capisco che i genitori sono colpiti da queste notizie, specie quando si ascrivono ai vaccini malattie che invece sono di tutta altra origine oppure che non possono essere spiegate.
    Io sono perfettamente d’accordo sul fatto che i dati sulla sicurezza delle vaccinazioni dovrebero essere più facilmente accessibili. Molte regioni si regolano in questo modo (vedi Veneto) ed è proprio questa la maniera per riportare la discussione sui fatti. Questi dati in ogni caso vengono valutati.
    Però vorrei venire alla questione centrale (lungi da me pensare che i bambini siano numeri!): il problema delle vaccinazioni delle popolazioni è che si scambia una probabilità di avere una malattia grave (relativamente bassa) con la somministrazione di un farmaco che talvolta può provocare effetti collaterali. Quindi è lecito pensare perchè mai si dovrebbe correre un rischio (anche modesto) associato alla somministrazione di un vaccino piuttosto che campare tranquilli. La cosa complicata da spiegare è che la probabilità di avere una malattia prevenibile e una complicanza grave è molto maggiore di quella di avere un effetto collaterale grave associato a una vaccinazione. Per questo vaccinarsi conviene, ma non è affatto facile spiegarlo perchè comunque la maggior parte delle persone scampa ai rischi delle malattie infettive.
    L’altra questione è che la vaccinazione delle popolazioni è anche una questione di solidarietà. Alcuni individui non possono ricevere le vaccinazioni perchè hanno malattie che le controindicano. L’unico modo per proteggerli è quelo di vaccinare il resto della popolazione.
    Io non so quale collega laureato possa sostenere che è meglio non vaccinarsi. Se io mi comportassi in questo modo il mio ospedale mi licenzierebbe. Voi genitori dovete pretendere di avere informazioni corrette chiare e trasparenti ma vivete in un’epoca nella quale non è per niente facile capire quali sono le informazioni credibili. Ma tenete presente che la medicina si fa sulle migliori evidenze scientifiche, quindi sui dati che la conoscenza generata in tutto il mondo suggerisce. Nessuno raccomanderebbe a una persona di prendere solo un antidolorifico se ha un infarto perchè sappiamo che esistono terapie che possono salvare la vita.
    A comunicare con le famiglie, purtroppo, non tutti i medici sono ancora sufficientemente abituati e comunicare richiede tempo. Sono le famiglie e i loro figli ad essere il centro del sistema sanitario non i medici. Anzi, solo da una cooperazione può venire un sistema migliore. Quindi è vostro diritto avere accesso a tutte le informazioni che ritenete necessarie per prendere parte alle decisioni sulla vostra salute.
    Scusate la lungaggine e ancora cordiali saluti.

    Alberto E Tozzi
    Direttore Scientifico Comunicazione
    Società Italiana di Pediatria

  6. Luca scrive:

    Lei ha fatto riferimento al vaiolo, come malattia sconfitta grazie all’immunizzazione di massa.
    Sarebbe così gentile come mai l’OMS stessa, nel suo Weekly Epidemiological Record dice: ” L’esperienza insegna che una malattia infettiva grave come il vaiolo è stata fatta scomparire attraverso misure quali la quarantena e l’isolamento”?
    Così come nella relazione della Direzione Generale del Comitato Esecutivo dell’OMS relativa al programma di lotta al vaiolo del ’77 si legge: “Durante la lotta decennale per l’eliminazione del vaiolo è emerso che il vaiolo può diffondersi anche in una popolazione completamente vaccinata. Pertanto si è adottata un’altra strategia: le vaccinazioni di massa sono state sostituite da un monitoraggio e da un trattamento mirato della malattia”.
    Saluti

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Luca,
      Dovrei leggere il documento originale per darle un parere preciso visto che il testo fuori contesto può essere di difficile interpretazione.
      Però le posso dare i seguenti elementi a corredo delle affermazioni che lei sottolinea.
      La vaccinazione delle popolazioni è uno strumento estremamente potente ma che può essere reso più efficace (nel senso che permette di raggiungere gli obiettivi previsti più rapidamente) se sommato ad altri interventi. Inoltre nessun vaccino ha una efficacia del 100% e non è possibile vaccinare il 100% della popolazione. Questo vuol dire che una piccola quota di persone suscettibili, nel miglior programma di immunizzazione, potrebbe rendere difficile l’eradicazione soprattutto se aggregate in una comunità. Se per qualche ragione una persona con infezione dovesse contagiare una persona suscettibile che si trova in un gruppo di suscettibili che hanno frequenti contatti tra loro, ovviamente l’infezione si diffonderebbe attraverso questi ultimi. L’impossibilità di raggiungere il 100% di efficacia delle vaccinazioni è dato dai limiti tecnici dei vaccini mentre il fatto che non possiamo vaccinare il 100% delle popolazioni dipende dalla circostanza che alcune di esse hanno controindicazioni alla somministrazione di questi prodotti oppure che non si riesce a raggiungerli. In questo contesto, specie nelle fasi terminali del processo di eradicazione, i metodi di contenimento come l’isolamento e la quarantena possono essere di fondamentale utilità per scongiurare la diffusione dell’infezione. Ma è certo che in assenza della vaccinazione non sarebbe stato assolutamente possibile eradicare il vaiolo così come non sarebbe stato possibile eliminare la polio da buona parte delle regioni del mondo.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Direttore Scientifico Comunicazione
      Società Italiana di Pediatria

      • Luca scrive:

        Io credo che l’affermazione dell’OMS sia chiara.
        Quindi Lei ritiene che la polio, ad esempio dall’Italia, sia stata fatta scomparire grazie al vaccino? E non attraverso il miglioramento delle condizioi igienico sanitarie visto che essa ha un contagio oro-fecale (anche se tornasse, oggi, come si diffonderebbe? Non certo per via aerea)?
        Inoltre, spesso si parla della sicurezza dei vaccini, ma non dimentichiamo che il vaccino orale è stato sostituito proprio per la sua pericolosità, ma al momento era stato giudicato sicuro, come del resto quelli attuali. Quindi, che garanzia c’è che questi di oggi siano davvero sicuri (e non che tra qualche anno si scopra qualche altra cosa)?
        Vaccino (quello orale) che si continua ad utilizzare in altri parti del mondo dove proprio ora sono in corso le epidemie.
        Infine, le polio da vaccino sono le ultime, in ordine di tempo, provocate quando la malattia selvaggia già non appariva più.
        Io genitore non posso considerare mio figlio un numero, se c’è anche la possibilità che 1 bambino su un miliardo possa morire, Le direi “no grazie”.

        • Ada scrive:

          Certo che le condizioni igenico-sanitarie sono fondamentali, ma vaccinarsi non fa male! Anzi è evidente che faccia bene – si prendano i dati di qualunque paese, si veda come i benefici siano di gran lunga maggiori degli effetti collaterali che talvolta insorgono. Perché mai in Giappone, dove il vaccino MPR non è obbligatorio, ci sono epidemie ricorrenti di morbillo e rosolia? Sono ben di più i bambini che muoiono per le complicazioni di una malattia infettiva incurabile di quello su un miliardo (ma quando mai?) che muore perché gli viene somministrato un vaccino.

  7. Raimondo scrive:

    Potrebbe anche essere che il Dott. Tozzi sia nel giusto e potrebbe anche essere che quanto in suo possesso gli permette di sostenere la bontà dell’utilizzo dei vaccini per i nostri figli. Ciò che mi preme dire, umanamente, è che il Dott. Tozzi sta intervenendo in modo molto garbato e a mia avviso anche opportuno. La mia opinione, per quanto non scientifica e supportata solo dalla mia misera esperienza, è che in questi casi tutti i medici dovrebbero affidarsi al beneficio del dubbio. C’è un elenco lunghissimo di sostanze utilizzate in medicina e in agricoltura e in altri campi, considerate per decenni innocue alla salute umana da parte della medicina ufficiale che poi sono state messe al bando per conseguenze, dirette e indirette, anche molto gravi. Del come queste cause farmaceutiche siano legate in modo indissolubile ad avere un beneficio economico straordinario , e in modo corretto il Dott. Tozzi evita di nascondersi dietro ad un dito, anche questo porta ad un certo scetticismo verso chi vuole o deve convincerci che va tutto bene e che non dobbiamo trastullarci la testa. Non conosco il Dott. Testa, così come non conosco quasi nessuno di Voi, e desidero solo esprimere la mia opinione. Posso anche essere completamente pazzo, ma intorno a me vedo un mondo completamente rovinato da veleni e porcherie che stanno compromettendo la nostra salute e il nostro futuro, e quando si parla di prevenzione al cancro la medicina è capace solo di “fare ricerca” o peggio di inculcarci in modo mediatico che la prossima soluzione saranno i cibi transgenici, ovvero un mondo completamente in mano a multinazionali e aziende farmaceutiche che stanno monopolizzando il bene comune: la biodiversità. Nemmeno i contadini possono piu’ scambiarsi le sementi liberamente, perchè tutto ormai è coperto da copyright: persino le sementi! Il discorso è molto lungo, ma chi si sta occupando della nostra salute è spesso causa dei problemi che la minano. Mi scusi Dott. Tozzi, io contro di Lei non ho nulla e anzi ho apprezzato il tono dei suoi interventi.

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Raimondo,
      Grazie per le gentili parole.
      La mia personale opinione è che un medico dovrebbe sempre assalito dai dubbi (io lo sono continuamente). Non è possibile fare una professione che richiede responsabilità senza approfondire le informazioni che vengono rese disponibili. Per quanto riguarda i vaccini è un lavoro perfino più difficile che con i farmaci, quelli che si danno alle persone che stanno male. Anche se le aziende del farmaco esercitano una pressione sulla comunità scientifica che cercano di salvaguardare i propri interessi, il medico oggi ha strumenti di aggiornamento e approfondimento che prima non esistevano. E nel suo mandato c’è il buon uso di questi strumenti.
      I temi della biodiversità e dell’inquinamento sono importantissimi e sono temi caldi perfino nei nostri congressi nazionali. Debbo dire però che la ricerca ha permesso di ottenere risultati in termini di salute che non erano nemmeno immaginabili. Pensi proprio all’efficacia delle terapie oncologiche.
      Vorrei però insistere sul fatto che una buona medicina (e una buona pediatria) si fonda sul principio della cooperazione e della partecipazione alle cure da parte delle famiglie. Queste discussioni, per quanto confinate a una pagina web, insegnano qualcosa anche a me. Conosco ancora meglio i dubbi che i genitori non riescono a risolvere e cerco di trovare le migliori risposte.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Direttore Scientifico Comunicazione
      Società Italiana di Pediatria

  8. Alberto Tozzi scrive:

    Caro Luca,
    Guardi, io per l’OMS ci lavoro, quindi alcuni argomenti sono oggetto di continua discussione.
    Per quanto riguarda l’eliminazione della polio tenga presente che nel 1958, anno in cui sono nato, in Italia sono stati osservati circa 8000 casi di polio. Introdotta la vaccinazione, i casi sono crollati fino a diventare zero ai giorni nostri. E’ un po’ difficile pensare che il solo miglioramento delle condizioni igieniche abbia provocato un cambiamento così drastico. La polIo si trasmette per via oro fecale ma può essere trasmessa anche attraverso le goccioline di saliva che vengono diffuse nell’ambiente con la tosse o gli starnuti.
    Quanto al vaccino orale le cose stanno così. Il rischio di avere una paralisi associata al vaccino orale è circa 1 caso ogni 500.000 prime dosi. La probabilità scende ad 1 per alcuni milioni di dosi per le somministrazioni successive. Il vaccino orale era negli anni in cui lo abbiamo usato una scelta corretta. La percentuale di persone vaccinate non era alta come quella che vediamo oggi ed il rischio di importazione era maggiore. Il vaccino orale ha la proprietà di “vaccinare” anche i contatti e per questo è stato possibile rimanere indenni dalla polio anche quando avevamo una epidemia alle porte nel 1996 in Albania. Nei paesi dove il rischio rimane elevato il vaccino orale continua ad essere usato per questa ragione. Dove questo rischio è diminuito si usa il vaccino per via iniettiva.
    Lei ha ragione a volere un modo di prevenire le malattie che sia assolutamente sicuro. Ma ancora non siamo capaci di fare meglio di così. E se lei facesse un conto di quanti sono in proporzione gli effetti collaterali dei vaccini rispetto a quelli di altri farmaci rimarrebbe sorpreso.
    Veniamo alle probabilità che sono il punto centrale dei numeri, come dice lei. Poniamo di trovarci in una situazione come quella del 1996, epidemia alle porte e rischio elevato di introduzione della polio. La probabilità di fare una paralisi in caso di malattia naturale è 1%. Questa probabilità è molto più alta di quella di avere un effetto collaterale associato alla vaccinazione. Le scelte sono solo due: affidarsi alla fortuna (l’1% dei malati) oppure ridurre drasticamente la possibilità di avere la polio anche a costo di rischiare una malattia simile con una probabilità estremamente più bassa. Non c’è una terza scelta e evidentemente conviene correre il rischio più basso. Nessun pediatra può prevedere chi si ammalerà e nessuno vuole vedere morire i bambini, piuttosto li vuole vedere il più possibile sani. Qualora trovassimo una soluzione migliore stia tranquillo che la percorreremo. Ovviamente chiunque è libero di fare le proprie scelte ma nel caso dei vaccini c’è anche una responsabilità verso gli altri. Vaccinare solo alcuni non è sufficiente ad interrompere la circolazione di alcune malattie. E noi vogliamo vaccinare talmente bene da eliminare le malattie che non vogliamo e smettere di vaccinare appena possibile, quando questo rischio non ci sarà più. Non è tanto semplice, vede?

    Cordiali saluti

    Alberto E Tozzi
    Direttore Scientifico Comunicazione
    Società Italiana di Pediatria

    • Luca scrive:

      Cortese Dr. Tozzi,
      io comprendo molto bene la Sua posizione. Se nel 58 c’erano 8000 casi, mi sembra che nel 60 si sia avuto un picco quasi a 20.000, nonostante la vaccinazione intensiva con il Salk.
      Infine, nulla dice rispetto agli anni prcedenti, per cui solo il fatto che nel 58 erano tanti e nel 59 pochi, non significa che sia stato il vaccino. Lei sa perfettamente che una statistica non si legge così.
      Buon proseguimento

      • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

        Caro Luca,
        Lei mi vuole cogliere in fallo. La citazione del numero di casi del mio anno di nascita non poteva essere ovviamente esaustiva del trend della malattia nel tempo. Come per ogni strategia vaccinale, finchè una percentuale elevata della popolazione non è protetta, continueranno ad essere osservate epidemie. La circolazione degli agenti infettivi segue una legge matematica che dipende dal numero di individui suscettibili, Le persone possono essere rese immuni o dalla malattia naturale oppure dalla vaccinazione. Per inciso sia l’aumento della copertura vaccinale che l’uso esteso del vaccino orale (Sabin) hanno derminato un crollo del numero di casi essendo segnalati solo alcuni casi negli anni 70. Quindi non solo il numero di casi nel 1958, ma l’andamento delle notifiche per tutto il periodo di tempo mostra in modo evidente l’effetto della vaccinazione. Spero di essere stato esauriente.

        Cordiali saluti

        Alberto E Tozzi
        Direttore Scientifico Comunicazione
        Società Italiana di Pediatria

  9. David Frati scrive:

    Caro Luca,

    in risposta alla sua affermazione “se c’è anche la possibilità che 1 bambino su un miliardo possa morire, Le direi “no grazie”.” le rendo noto che ogni giorno lei (come tutti noi) fa correre ai suoi figli rischi di morte statisticamente ben più elevati dell’1 su 1 miliardo.

    Andando in automobile, portando i figli all’acquapark o ai giardinetti, somministrando loro anche il più banale farmaco, mettendoli (involontariamente, s’intende) a contatto con sostanze cancerogene terrificanti.

    La realtà (provabile e provata) è che i vaccini sono tra i “nemici immaginari” meno pericolosi – ma sono senza dubbio affascinanti – tra i papabili per un complottista.

    Nessuno che se la prenda con i produttori di mobili e immobili o le industrie automobilistiche, per esempio, sebbene gli incidenti domestici e stradali siano rispettivamente al PRIMO e SECONDO posto nella classifica delle cause di morte infantile.

    Tutti a gridare al complotto sui vaccini, e poi si sale su un’auto rombante e via! verso le vacanze…

  10. Diana scrive:

    Gentile Dott. Tozzi,
    La ringrazio davvero per i bellissimi ed esaustivi interventi per una mamma che, a brevissimo, dovrebbe vaccinare la propria secondogenita. Ho sempre condiviso i concetti che ha espresso, ed infatti il mio primo bimbo è stato vaccinato per tutte le patologie per cui è consigliata la vaccinazione senza alcun problema e senza conseguenze. Ma di recente mi sono confrontata con dei genitori contrari alle vaccinazioni e…se un medico dovrebbe sempre essere assalito dai dubbi figuriamoci una mamma! Così le scrivo per vedere che cosa pensa delle domande che mi sono state rivolte ed alle quali in effetti, non essendo medico, non so dare risposta:
    1) perchè vaccinare dei bimbi di 2-3 mesi per il tetano? Che possibilità hanno di contrarre la malattia? Perchè non aspettare ad esempio l’anno di età?
    2) stessi dubbi per l’epatite che si contrae prettamente tramite rapporti sessuali o trasfusioni. Perchè così presto?
    3) 7 vaccini contemporanei alla prima somministrazione non sono troppi? Il dott Gava scrive che “è scientificamente dimostrato che i vaccini indeboliscono fortemente il sistema immunitario a livello generale e quindi le difese immunitarie aspecifiche dell’organismo, con un picco di debolezza immunitaria a circa 10-12 giorni dalla vaccinazione e una durante nel tempo molto personale e che varia da 1 a 6 mesi. È anche vero che un vaccino potenzia però la difesa immunitaria specifica verso quella malattia per cui è stato fatto il vaccino (perché aumenta gli anticorpi specifici verso l’antigene utilizzato).
    Non va però scordato che le difese aspecifiche sono MOLTO più importanti di quelle specifiche e che se si somministrano tutti i vaccini disponibili difendiamo (forse) i nostri figli verso una decina di germi, ma i tipi di germi (batteri e virus) patogeni e quindi potenzialmente pericolosi sono alcune centinaia e quindi le vaccinazioni ci difendono da pochi germi e abbattono le nostre difese aspecifiche che sono invece capaci di proteggerci da qualsiasi germe.”
    4) cosa mi dice in merito alla spesso millantata presenza di mercurio e formaldeide nei vaccini?
    Ai dubbi su polio e mpr che mi erano stati rivolti ho risposto esattamente come lei, dato che mi ero informata credo per bene.
    Questi sono gli unici dubbi che ho, per il resto ho sentito solo molte chiacchere da bar ed affermazioni non circostanziate che vengono ripetute a mò di slogan. Non ultime, ad esempio, quella che i vaccini sarebbero stati testati nei paesi poveri così in caso di danno i danneggiati non avrebbero avuto denaro per intentare causa (ma alla mia domanda “che vaccino e in che paese che mi informo?” nessuno sapeva rispondere…) oppure che i casi di polio da vaccino sarebbero in numero maggiore dei casi derivanti da epidemia….
    La ringrazio in anticipo se vorrà rispondere ai miei dubbi.
    Cordiali saluti

  11. Diana scrive:

    Caro Luca,
    magari il dott. Tozzi mi smentirà ma per quanto ne so io le vaccinazioni con il Sabin non sono iniziate prima del Salk ed interrotte perchè il vaccino era risultato pericoloso. E’ vero il contrario: prima si è iniziato con il Salk che però era ed è meno efficace in caso di epidemia avendo il virus ucciso (e non può quindi provocare neppure la malattia); si è passati quindi al Sabin che poteva provocare la malattia, avendo il virus solamente attenuato, ma che ha contribuito a debellare la polio dai paesi che hanno introdotto la vaccinazione di massa. In seguito a questo bellissimo evento si è tornati al Salk, se non erro nel 2001: a rischio epidemia ridotto può bastare una protezione minore ma che non faccia rischiare neppure i casi di polio da vaccino.

  12. ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

    Cara Diana,
    Mi fa piacere che le mie chiacchiere servano a chiarire qualche dubbio. Provo a rispondere alle sue ulteriori domande:

    Lei ha ragione, non c’è, nei paesi occidentali un rischio elevato di contrarre il tetano nei primi mesi di vita. Inoltre il tetano è l’unica malattia prevenibile con la vaccinazione che non si trasmette da persona a persona e quindi non c’è neanche il vantaggio di indurre l’immunità di popolazione. Noi italiani vacciniamo bene e non vediamo casi di tetano sotto i 20 anni da parecchio tempo (e meno male perchè è una malattia terribile). Però se noi ritardassimo la vaccinazione a un anno di vita saremmo costretti a prevedere altri tre appuntamenti per completare il ciclo (o forse due se la facessimo coincidere con una delle vaccinazioni all’anno). Quindi vaccinare ai primi mesi di vita è conveniente per non correre il rischio di ritardare la vaccinazione più tardi. I numerosi appuntamenti sono infatti spesso associati ad un ritardo nelle vaccinazioni ed il nostro Paese, attraverso l’uso del vaccino esavalente che con una sola iniezione permette l’immunizzazione contro 6 malattie, ha colmato un divario che esisteva in passato: oggi sono vaccinati contro queste malattie circa il 95% dei bambini del primo anno. D’altra parte sottrarre la componente tetanica alle vaccinazioni dei primi mesi non cambia la frequenza degli effetti collaterali.

    Per l’epatite B il discorso è diverso. E’ vero che la trasmissione è prevalentemente sessuale ma la situazione più temibile è quando la malattia viene trasmessa da madre a figlio. In queste condizioni c’è la massima probabilità di trasferire l’infezione, di sviluppare un’epatite cronica, la cirrosi ed il cancro del fegato. Ancora una volta queste cose non le vediamo più perchè vacciniamo bene. Purtroppo non è sufficiente affidarsi ai soli esami che la madre effettua durante la gravidanza ed inoltre questa si che è una malattia che si trasmette da persona a persona anche con modalità diverse da quella sessuale. In questo caso avere l’intera popolazione dei nuovi nati protetta che mantiene a lungo la protezione ha rappresentato una barriera formidabile per la diffusione dell’infezione la cui frequenza è radicalmente crollata. Nel prossimo futuro, in accordo con i dati di diffusione della malattia naturale, non è escluso che il calendario vaccinale possa essere rivisto. Anche in questo caso, tuttavia, la componente epatite non aggiunge effetti collaterali e neanche un costo significativo.

    Non conosco il collega che ha fatto l’affermazione che mi riporta ma probabilmente c’è un equivoco o un’incomprensione. Qualunque medico abbia sostenuto un esame di immunologia sa bene che il nostro sistema immunitario risponde ogni giorno a ben più delle sostanze contenute in 7 vaccini. Basti pensare alle sostanze estranee che respiriamo o che mangiamo. Grazie al cielo il nostro sistema immunitario non si spaventa e non si stanca e la presunta debolezza a 12 giorni o a 6 mesi è pura fantasia. Volendo anzi essere precisi, le vaccinazioni hanno anche un effetto aspecifico che perfino aumenta l’efficacia della risposta protettiva. Nessun timore quindi, i vaccini non indeboliscono il sistema immunitario. Proprio per questo motivo, fare più vaccini insieme è conveniente. Provi a immaginare di fare 3 dosi di 7 vaccini separatamente: oltre che un incubo per i genitori sarebbe oltremodo costoso dal punto di vista organizzativo.

    Sulle sostanze “estranee” contenute nei vaccini le cose stanno come segue. Un composto del mercurio (si chiama thimerosal o tiomersale) era contenuto nei vaccini inattivati (quindi non MPR) fino a qualche anno fa quando sulla base di una ipotesi e di un principio di pura prudenza fu eliminato dai processi di produzione e sostituito con un composto simile all’alcol. Il thimerosal serviva a mantenere sterile il vaccino. Ovviamente se esso fosse presente nel vaccino MPR lo ucciderebbe quindi proprio li non c’è mai stato. Il problema della contaminazione dei vaccini può essere rilevante quando le fiale vengono lasciate aperte per un po’ di tempo. Quando il thimerosal è stato eliminato dai vaccini tutti si sono chiesti se effettivamente c’erano prove concrete per sostenere che questo composto potesse essere stato nocivo alle dosi somministrate con i vaccini. Sono stati per questo condotti molti studi (uno di questi proprio dal mio gruppo) che hanno invariabilmente dimostrato che con o senza thimerosal lo sviluppo dei bambini era stato normale. Ad ogni buon conto, dato che i composti del mercurio hanno una poteziale tossicità, essi sono stati sostituiti, quindi niente più thimerosal. Per la formaldeide la questione è ancora più semplice. Tracce di questo composto possono essere trovate nei vaccini dato che questo composto può essere utilizzato nel processo di produzione. Le quantità però sono appunto “tracce” e nella massima parte dei casi non sono neanche misurabili. Per darle un termine di paragone la formaldeide che si sprigiona dal fumo di una sigaretta è ben di più. E capita spesso che siamo esposti a sorgenti ambientali di questa sostanza in discreta quantità.

    Per quanto riguarda i vaccini antipolio…brava! Le cose sono andate come dice lei.

    Infine, come dicevamo in un altro commento, avere vaccini efficaci e sicuri, il più possibile, non è un interesse dei medici, è un diritto delle famiglie che devono avere informazioni attendibili. Quest’ultima cosa è un po’ il nostro mestiere.

    Cordiali saluti

    Alberto E Tozzi
    Direttore Scientifico Comunicazione
    Società Italiana di Pediatria

  13. Diana scrive:

    Gentile dott Tozzi,

    sarà anche il vostro mestiere ma non tutti sono gentili, disponibili e pazienti come sta dimostrando di essere lei…quindi…onore al merito e grazie di nuovo.

    Diana

  14. massimiliano malgieri scrive:

    Ho una semplice domanda: perchè è impossibile non fare il vaccino della pertosse che non è obbligatorio, ma consigliato?

    Voi medici state costringendo me e mia moglie ad una odissea. Nostro figlio dopo la prima somministrazione di 7 vaccini ha avuto una pesante reazione avversa con “pianto inconsolabile” e altre alterazioni temporanee del carattere. Dopo esserci informati, abbiamo deciso di fare alla seconda somministrazione solo i vaccini obbligatori, e in particolare di escludere quello della pertosse che, in base alle nostre informazioni, ci pareva il più probabile responsabile della reazione. Questo, in Italia, o almeno in liguria non è più possibile! Controllati e prezzolati dalle multinazionali farmaceutiche voi medici avete accettato che le preparazioni dei vaccini obbligatori contenessero, tutte, anche quello della pertosse, che è diventato obbligatorio di fatto! VOI ci avete fatto arrivare al rifiuto totale dei vaccini. VOI sarete responsabili se nostro figli prenderà, che ne so, l’epatite B, perchè TUTTI i medici da cui siamo andati si sono rifiutati, oppure hanno dichiarato l’impossibilità, di fare solo i vaccini obbligatori. Arrivati alla disperazione, un anno e mezzo fa siamo andati alla ASL dichiarando che d’accordo, avremmo fatto vaccinare nostro figlio per tutti i vaccini, incluso quello della pertosse, purchè il medico firmasse un foglio nel quale noi dichiaravamo che eravamo assolutamente contrari alla somministrazione del vaccino della pertosse, che accettavamo la sua somministrazione costretti in stato di forza maggiore perchè ci veniva detto che era impossibile escluderlo dai vaccini obbligatori, e che il SSN si prendeva ogni responsabilità per eventuali reazioni avverse causate dal vaccino della pertosse. Il medico non ha firmato, e ci ha mandati via. Questo per me, è il colmo: è il servizio sanitario nazionale che è in colpa, allegando di fatto un trattamento non obbligatorio ad uno obbligatorio, e con noi lo ha anche ammesso.

  15. ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

    Caro Massimiliano,
    Se lei volesse evitare di fare la vaccinazione contro la pertosse questo è possibile compatibilmente con la disponibilità dei prodotti vaccinali che non contengono questa componente presso la sua ASL e con un po’ di pazienza.

    Mi dispiace per la sua situazione ma posso dirle qualcosa in più circa quello che mi racconta. Il pianto inconsolabile è una reazione di pianto prolungato di almeno 3 ore che è associata spesso al dolore locale dopo vaccinazione. Questo effetto collaterale può essere osservato soprattutto dopo la prima dose ogni alcune migliaia di dosi di vaccino. Questo evento può essere alleviato dalla somministrazione di un antidolorifico, si risolve spontaneamente, e non ha alcuna conseguenza. E’ molto raro che questo evento si ripeta alle dosi successive. Dato che la componente contro la pertosse nella vecchia formulazione, non più in commercio, era associata più frequentemente a questo evento, si può prendere in considerazione la sospensione del ciclo vaccinale per questa componente facendo un bilancio tra i rischi e i benefici. Per essere precisi, la frequenza di pianto inconsolabile dopo componente pertosse acellulare, quella che è contenuta nel vaccino esavalente, è uguale a quella che si osserva dopo somministrazione di vaccini che non contengono questa componente. Quindi, l’ipotesi che la componente pertosse acellulare sia responsabile delle reazioni di pianto inconsolabile non è per niente solida.

    Comunque, il bilancio tra i rischi e i benefici di continuare la vaccinazione con la componente contro la pertosse deve prendere in considerazione due cose fondamentali: la probabilità che l’evento si verifichi di nuovo (molto bassa); e la probabilità di prendere la pertosse. Quest’ultima è in genere determinante e, purtroppo, proprio in queste settimane assistiamo ad un incremento del numero di casi in varie aree di Europa, Italia compresa. Questa decisione va comunque presa di concerto tra medico e famiglia del paziente.

    Un chiarimento dovuto riguarda la distinzione tra vaccini obbligatori e facoltativi. Noi preferiremmo che questa distinzione non si facesse più: ci sono vaccini utili e vaccini che ci interessano di meno. Ad esempio quello della pertosse è un vaccino utile per la nostra realtà italiana ma non penserei di fare fare il vaccino per la febbre gialla a chi non si reca in Amazzonia.

    Detto questo, mi dispiace che la sua storia racconti di difficoltà burocratiche. L’interesse dei medici e dei pediatri è che i bambini stiano bene e la nostra responsabilità è fare di tutto perchè questo avvenga. Nessuno potrà garantire la certezza che dopo qualunque farmaco, vaccini compresi, un paziente non svilupperà effetti collaterali. Ma quello che è importante è che qualunque medico potrà firmarle un foglio nel quale certifica che la probabilità di avere un evento avverso dopo una vaccinazione è di gran lunga inferiore al rischio di avere gravi conseguenze dopo una delle malattie che da essi possono essere prevenute.

    Mi auguro che lei possa risolvere rapidamente la sua situazione.

    Cordiali saluti

    Alberto E Tozzi
    Direttore Scientifico Comunicazione
    Società Italiana di Pediatria

  16. massimiliano malgieri scrive:

    caro Alberto Eugenio,

    voi “preferireste che la distinzione tra vaccini obbligatori e non obbligatori non si facesse più”, ma intanto le scuole, gli asili, richiedono i vaccini obbligatori. Voi dovreste attrezzarvi per rispettare la legge, non ignorarla e consigliarmi di armarmi di pazienza. Anche io preferirei che alcune leggi fossero diverse, ma intanto, mi devo adeguare per rispettarle. Costringere i genitori a fare un vaccino non obbligatorio insieme a quelli obbligatori, oppure in subordine ad attendere la vaccinazione per anni è ILLEGALE. Valuti questa parola. Lo stato italiano, come in molti altri campi, vive nell’illegalità; ed è quindi formalmente criminale.

    Riguardo alle altre cose che mi scrive, sa cosa le dico? Ho informazioni diverse e comunque, a questo punto non ci credo. Se fossero state vere, la prima volta che ci fossimo presentati col nostro problema, ci avrebbero tranquillamente prescritto i vaccini solo obbligatori, consigliandoci comunque di fare anche quello della pertosse. Non è andata così, c’è stata tutta una lunga storia di reazioni irritate, isteriche o comprensive ma impotenti, e questo mi fa pensare che ci sia qualcosa da nascondere. Non è così che si comporta chi è trasparente.

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Massimiliano,

      La mia opinione è che alcuni procedimenti andrebbero semplificati facilitando il compito dei genitori. Arrivare al concetto di legalità per i vaccini vuol dire che non è stato possibile nel rapporto tra medico e paziente raggiungere un livello di comunicazione minimo per comprendere le esigenze reciproche e trovare una soluzione di comune accordo. Da questo punto di vista la sua storia è una sconfitta per noi che facciamo i medici.

      Naturalmente lei ha le sue opinioni e se pensa che ci sia qualcosa da nascondere non si fida in generale. Anche questa è una sconfitta per la professionalità del medico. Prenda in considerazione la possibilità, però, che le notizie non attendibili siano quelle che associano le vaccinazioni a una serie di effetti collaterali il cui nesso non è dimostrato. La discussione tra il medico e la famiglia serve proprio per dare ai genitori gli strumenti necessari per avere un proprio giudizio sulla convenienza di fare le vaccinazioni. Non è più tempo di medicina paternalistica, i genitori hanno accesso libero a una quantità di notizie e spesso ci aiutano.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Direttore Scientifico Comunicazione
      Società Italiana di Pediatria

  17. federico scrive:

    Ho sentito alcuni medci che pur essendo favorevoli alle vaccinazioni consigliano di farle quando il bambino ha un sistema immunitario più “maturo” Che ne pensa?

    Cordiali saluti

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Federico,

      Il sistema immunitario del bambino ha un tempo per diventare “più bravo” a rispondere alle infezioni e quindi ai vaccini. Per farle un esempio alcuni vaccini sono in grado di indurre una risposta efficace dopo una sola dose dopo l’anno di vita quando invece ce ne vogliono 3 se la vaccinazione viene iniziata nei primi mesi di vita.

      Il problema è però che per diverse malattie il rischio di contagio e quello di avere una malattia grave o complicata viene molto prima di quando il sistema immunitario è “maturo”. Inoltre, quando il sistema immunitario è ancora immaturo le conseguenze delle infezioni sono peggiori. Di conseguenza, pur di evitare di contrarre malattie importanti come le meningiti batteriche, la pertosse, ed altre, si preferisce cominciare la vaccinazione presto. Questa considerazione è decisamente più importante per evitare, come diceva un caro amico, che si chiuda la stalla quando i buoi sono già scappati.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Direttore Scientifico Comunicazione
      Società Italiana di Pediatria

  18. MIa scrive:

    Gent. Dr,
    sono un mamma e come tutte, con mille dubbi sul da farsi in materia di vaccini.
    Ho letto con interesse tutte le risposte da Lei date riguardo alla possibilità di non somministrare tutti i vaccini contemporaneamente, ed ogni volta Lei ripete che piu’ somministrazioni, non sarebbero “comode” per i genitori, ed inoltre anti economiche. In questo caso credo che lei si contraddica, in quanto mi piacerebbe sapere quale sarebbe la soluzione migliore per avere minori effetti collaterali e per la salute dei nostri figli, per i quali penso che tutti i genitori si recherebbero volontieri piu’ volte ad un centro di vaccinazioni se fosse la soluzione migliore e non quella piu’ economica per le case farmaceutiche e per le regioni.
    Per quanto riguarda il conservante contenuto nei vaccini, mi risulta ( dai foglietti illustrativi dei vaccini che ho richiesto) che il mercurio sia stato sostituito dal’alluminio…non credo sia meno tossico per le nostre cellule.
    Inoltre vorrei porle una domanda, io ho l’impressione che i casi di autismo siano notevolmente aumentati negli ultimi anni, quale sarebbero le possibili cause secondo la Società Italiana di Pediatria visto che difende senza dubbi i vaccini? Soprattutto la esorto a far in modo che i pediatri italiani fossero e facessero piu’ informazione. Il pediatra da cui mi sono recata, non conosceva la differenza tra il vaccino Prevenar fatto prima dei due anni e quello che si puo’ somministrare dopo i due anni , mi scusi allora, io a chi devo chiedere le informazioni necessarie per decidere serenamente di effettuare un vaccino? Se mi informo da sola, consultando internet allora per forza potrei decidere per il no.
    Infine vorrei proporre una cosa che in italia è senz’altro impossibile. Se è vero che dietro tutto cio’ non c’e’ interesse economico , voi pediatri, amanti dei bambini, dovreste istitutire una società farmaceutica senza fini di lucro , senza informatori super ricchi con mega macchinoni e vestiti firmati. Ci sono tanti ricercatori che amano il proprio lavoro e che farebbero senz’altro qualcosa per aiutare gli altri e soprattutto i bambini.
    Oppure, lo stato potrebbe costringere le case farmaceutiche a fornire gratuitamente i vaccini alle asl. Scommetto che ci sarebbero meno vaccini fortemente consigliati.
    Mi scusi la lunga lettera, ma pur non essendo contraria alle vaccinazioni, è davvero difficile fare la scelta giusta ammesso che ci sia e soprattutto credere quando si vedono tante speculazioni.
    Grazie per la cortese attenzione,
    cordiali saluti
    Mia

  19. ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

    Cara Mia,
    Le rispondo volentieri.

    Differire le vaccinazioni purtroppo non diminuisce la frequenza degli effetti collaterali. Anzi, se consideriamo gli eventi avversi locali (dolore, rossore, gonfiore) se facessimo così si moltiplicherebbero. C’è una convinzione che percepisco, che la “quantità” di vaccini somministrata sia correlata agli effetti collaterali. Non è così nei limiti che riguardano i vaccini che abbiamo a disposizione e mettere insieme più componenti è vantaggioso non solo dal punto di vista pratico ma soprattutto per il bambino.

    L’alluminio non è un conservante ma un adiuvante. Queste sostanze servono a potenziare l’effetto del vaccino pur mantenendo dosi modeste del vaccino stesso. In altre parole se lo stesso effetto dovesse essere raggiunto solo con la parte attiva del vaccino, la quantità da utilizzare sarebbe maggiore e gli effetti collaterali anche. I composti dell’alluminio si usano soprattutto con i vaccini per il tetano e la difterite in dosi tali da non risultare tossici.

    Non so quale sia la sua fonte informativa riguardo l’incremento delle diagnosi di autismo, ma se questa c’è stata la componente più importante che è associata è un miglioramento della capacità di fare la diagnosi da parte dei medici. Per dare questa spiegazione è necessario condurre studi di popolazione abbastanza complessi. Diversi studi del genere sono stati pubblicati in diversi paesi. Bisogna però fare attenzione al fatto che spesso viene data “la colpa” ai vaccini quando non è possibile trovare un’altra spiegazione. Escludere queste associazioni è fondamentale e una parte importante della ricerca scientifica è impegnata proprio a chiarire continuamente se esistano rischi come quello che lei teme. Se questo fosse il caso la vaccinazione verrebbe immediatamente sospesa.

    Lei ha tutto il diritto di consultare il suo pediatra per chiarire i dubbi che le possono venire sulle vaccinazioni. Ma se non è soddisfatta delle risposte che ottiene può fare due cose: sollecitare il suo pediatra a fornirle maggiori informazioni dopo essersi opportunamente documentato oppure consultare un altro professionista. Mi creda, navigare nelle informazioni che riguardano le vaccinazioni non è affatto semplice. Ma leggere le informazioni senza avere una competenza medica può indurre in clamorosi errori.

    L’idea che lei propone, quella di una azienda farmaceutica “statale” è stata realizzata in alcuni paesi. Nel sistema economico mondiale però è una dura battaglia e ormai solo alcuni paesi orientali si basano su un sistema simile. Come ho già detto qui si tratta di conciliare gli interessi economici di aziende commerciali con quelli della salute pubblica. Oltre le severe regole che le agenzie del farmaco (che sono enti governativi) impongono, bisogna però trovare un modo per trasformare la relazione tra sanità pubblica e industria in qualcosa che somigli di più a una collaborazione perchè il lavoro dell’industria risponda alle necessità di salute pubblica. Questo è un argomento scottante che viene continuamente affrontato e che dovrebbe perfino essere oggetto di progetti di ricerca dei prossimi anni in ambito europeo.

    Infine, i costi dei vaccini per le ASL sono già differenziati. Il vaccino acquistato in farmacia costa circa il doppio del prezzo che paga la ASL. Come già accennavo, in ogni caso, le aziende che producono vaccini non hanno come obiettivo principale la beneficienza e lo sviluppo e la qualità dei prodotti costano abbastanza. Da qualche parte le risorse bisognerà trovarle.

    Faccia però una riflessione. I vaccini non sono nè un partito politico nè una squadra di calcio. Si tratta di farmaci che devono rispondere a determinati requisiti. Io non direi che sono a favore dei vaccini perchè è solo una questione tecnica.

    Cordiali saluti

    Alberto E Tozzi
    Direttore Scientifico Comunicazione
    Società Italiana di Pediatria

  20. Paolo scrive:

    Gentilissimo sig Alberto E Tozzi vorrei chiederle esattamente la sua professione ed il compito svolto nell’ambito medico. Ed inoltre, che cosa e’ la società italiana di pediatria? Mi perdoni lo scetticismo ma vorrei sapere chiaramente se rappresenta un gruppo di pediatri. Grazie

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Paolo,
      Volentieri.
      Io faccio il pediatra e l’epidemiologo. Dopo molti anni di lavoro in una istituto nazionale di sanità pubblica, da circa 10 anni lavoro in un grande ospedale pediatrico. Oltre le attività cliniche mi occupo di ricerca scientifica, in particolare di vaccinazioni. Collaboro per questo con numerose strutture nazionali ed internazionali.
      La società di pediatria è la società scientifica che raccoglie e rappresenta la pediatria italiana di cui fanno parte circa 9000 pediatri, la grande maggioranza quindi dei professionisti dell’infanzia. A questo link trova una presentazione che le può essere utile:

      http://sip.it/pianeta-sip/la-sip/chi-siamo

      All’interno della SIP dirigo la parte scientifica delle attività di comunicazione.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Direttore Scientifico Comunicazione
      Società Italiana di Pediatria

  21. adarita scrive:

    Buongiorno,
    sto valutando l’opportunità di far vaccinare mio figlio con il vaccino MPR, e cerco inutilmente di fugare i miei dubbi a riguardo. Certamente la sentenza del tribunale di Rimini, non mi ha aiutato, riproponendo anzi una questione che sembrava archiviata. Vorrei quindi approfittare di questo spazio per richiederLe informazioni più precise sulle complicanze delle malattie Morbillo, Parotite Rosolia e relativa percentuale di incidenza sui casi di malattia e sulle complicanze (con relativa frequenza) del vaccino MPR.
    La ringrazio in anticipo per la disponibilità
    cordialmente

  22. Chiara scrive:

    Egregio Dottor Tozzi,

    apprezzo molto la Sua disponibilità e volontà di contribuire a chiarire meglio i dubbi che i genitori hanno in tema vaccini volendo fare il meglio per la salute dei propri figli. Sono una mamma che si troverà chiamata a vaccinare presto il secondogenito (il primogenito è stato vaccinato con tutte le vaccinazioni raccomandate) che ha quasi 3 mesi. Con il ritiro dell’esavalente in numerosi Paesi siamo rimasti disorientati rispetto alla sicurezza dei farmaci (viene il ragionevole dubbio che episodi simili possano ripetersi), ma vorremmo cercare di procedere anche questa volta serenamente alle vaccinazioni. Ecco alcune domande, che non sempre trovano adeguata risposta e per le quali La ringrazio anticipatamente di cuore se ci potrà rispondere:
    1)Alluminio: su Pubmed (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed) ci sono recenti ricerche scientifiche (riporto gli id 22235057, 22099159) che evidenziano come l’adiuvante alluminio abbia il potenziale di indurre disturbi neuroimmuni nei bambini; viene auspicata la conduzione di ricerche ulteriori con urgenza. I documenti che le ASL ci danno riportano che l’OMS diceva che l’alluminio non è tossico (1997) ma alla luce di studi come questi quello che diceva è ancora valido? Su Pubmed è disponibile anche un recente studio scientifico (id 22425036) che evidenzia un sovraccarico di alluminio (pseudolinfoma) in una donna adulta dopo anni dal vaccino. Se questo è vero per gli adulti, non dovrebbe preoccuparci di più per i bambini?
    2)Thiomersal: Nei documenti consegnati di routine ai genitori viene detto che è stato tolto, ma invece nell’esavalente somministrata ai nostri bambini- l’Infanrix hexa – sono rimaste tracce significative e rilevabili di mercurio (Pubmed id 20391108). Si tratta di quantitativi non riconosciuti come critici (10 ppb) ma la comunicazione ufficiale e le informazioni che vengono fatte circolare dicono che il mercurio è stato DEL TUTTO eliminato. Come possiamo essere certi che tali quantitativi non possano essere dannosi nei nostri bambini, anche a distanza di tempo? Quali sono i rischi di accumulo di questi e altri componenti tossici nel cervello dei neonati?
    3)Tempistica e calendario vaccinale: Si legge che i vaccini combinati possono indurre “choc immunitario” e che negli ultimi anni sono aumentate malattie immunomediate perché si fanno troppi vaccini troppo presto. Perché non sarebbe meglio – al di là di motivi di organizzazione e di costi – scindere l’esavalente in vaccini mono o bivalenti permettendo una migliore immunizzazione e di “gestire” meglio il contenuto tossico degli adiuvanti, conservanti riducendo i rischi? Allo stesso scopo non sarebbe possibile distanziare di più le sedute vaccinali?
    4)Effetti collaterali e reazioni avverse: I dati sulle reazioni avverse sono accessibili e affidabili? Quali i rischi di SIDS da vaccino? Ritiene che abbia senso effettuare e se caso quali, esami ematochimici o di altra natura, prima della vaccinazione? Alcuni medici ritengono che i vaccini possano provocare una iperattivazione patologica della risposta immunitaria linfocitaria di tipo 1 (più patologie autoimmuni o neoplasiche), o di tipo 2 (più allergie). Cosa ne pensa?
    5)Dosaggi anticorpali: E’ possibile effettuarli prima di una vaccinazione/seconda dose o richiamo anche in un neonato? Esistono rischi di iperimmunizzazione?
    Grazie di cuore, scusi la lunghezza, ma come già altri genitori dicevano, i dubbi sono tanti e le fonti, anche quelle scientifiche, a volte si contraddicono ed è importante interpretare i dati in modo corretto, con confronti trasparenti e chiari.
    cordiali saluti,
    Chiara

  23. valentina scrive:

    Salve dottore ,
    il mio dubbio più grande è se far fare o meno il vaccino mpr al mio bambino,
    può gentilmente elencarmi i pro e i contro?? grazie in anticipo per la risposta

    • Lisa scrive:

      Stai tranquilla Valentina che qui ti diranno sempre e solo i pro, per i contro devi impegnarti tu a ricercarli perchè chi è deputato alla tutela della nostra salute non li evidenzia mai. Leggi libri, informati sulla legge 210/92 che tutela i danneggiati da vaccino, partecipa a convegni organizzati in diverse regioni d’Italia da associazioni di danneggiati da vaccino, scoprirai un vasto monto di contro.

    • Alberto e Tozzi scrive:

      Cara Valentina,
      Elenco i pro e i contro, con buona pace di Lisa. Una premessa: noi pediatri non parliamo solo di pro e non siamo ideologicamente prevenuti riguardo le vaccinazioni. Siamo convinti piuttosto che la decisione di vaccinare è proprio basata su un bilancio tra rischi e benefici. Il nostro interesse è quello di vedere bambini sani. Vediamo se riesco a darvi informazioni sufficientemente chiare.

      Pro
      – Il vaccino MPR è molto efficace, la sua efficacia è stimata oltre il 90%;
      – E’ un vaccino sicuro. A fronte dei milioni di dosi che vengono somministrate ogni anno, il numero di effetti collaterali segnalati è esiguo e in massima parte si tratta di effetti collaterali lievi;
      – Protegge contro alcune malattie potenzialmente gravi. In particolare il morbillo, considerato a torto una malattia lieve, può complicarsi frequentemente con polmonite e otite, ma anche con cose più temibili come encefalite o una malattia neurologica che viene a distanza che si chiama panencefalite sclerosante subacuta (brutta cosa). Una volta ogni 3000 casi ci può essere una piastrinopenia. Di morbillo si può anche morire (1 volta ogni alcune migliaia di casi);
      – Protegge contro la rosolia, malattia lieve tranne che in gravidanza. Trattandosi di una malattia che passa spesso inosservata i bambini possono contagiare le donne in attesa con gravi conseguenze sul feto;
      – Protegge contro la parotite (gli orechhioni), malattia oltre che fastidiosa potenzialmente complicata da meningite e pancreatite per citare alcuni casi;
      – Le persone vaccinate contribuiscono a creare una barriera che impedisce la circolazione del virus e protegge indirettamente anche le persone che non possono essere vaccinate perchè troppo giovani oppure per motivi medici.

      Contro
      – Si tratta di un farmaco e come tale richiede una iniezione sottocute che comporta un minimo fastidio;
      – Può essere associata a febbre e eruzione cutanea che insorge dopo 7-10 giorni simile a quella che si osserva nel morbillo, ma di breve durata e senza alcuna complicazione;
      – Nelle persone adulte può capitare di avere dolore articolare dopo la vaccinazione che si risolve spontaneamente;
      – Con una frequenza di 1 ogni 30000 dosi può capitare di osservare una piastrinopenia di lieve entità e di breve durata che si risolve spontaneamente.

      Se avessimo un’alternativa migliore della vaccinazione la seguiremmo senza esitazione. Ma il vaccino MPR è un ottimo mezzo per prevenire le malattie prima descritte che comportano un rischio ben superiore a quello relativo agli effetti collaterali.

      Per questo le raccomando caldamente di eseguire la vaccinazione dopo essersi consultata con il proprio pediatra.

      Cordiali saluti

      Dott. Alberto E Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  24. Francesca scrive:

    Gentile Dr Tozzi,

    Vorrei avere il suo parere sulla somministrazione del vaccino MPR a donne in allattamento. Mi trovo infatti nella situazione di non essere immune alla rosolia: la mia prima gravidanza fortunatamente è andata bene. Ora allatto mio figlio da 16 mesi e ho dei dubbi su quando sottopormi al vaccino in vista di un’altra gravidanza. Dovrei aspettare la conclusione dell’allattamento? Il fatto che il bimbo non sia un neonato di pochi mesi cambia qualcosa? Per il momento lui non è ancora vaccinato con MPR.

    Grazie in anticipo per la sua risposta
    francesca

  25. Roberto scrive:

    Dott. Tozzi,

    Potrebbe gentilmente rispondere alle precise e circostanziate domande di CHIARA? A qualcuno vedendo che ha evitato di fornire informazioni a riguardo potrebbe venire il dubbio che non ha risposte di merito da fornire…

  26. Giorgio scrive:

    Tozzi, se può, ci dia dei numeri.
    Su base nazionale o regionale. Correlazioni tra vaccinazioni e insorgenza di patologie piccole o grandi, in chiave statistica e casi assoluti, basate su referti medici.
    Così, per un’etica della trasparenza, per diffondere conoscenza e strumenti che vadano in direzione di cittadini informati.

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Giorgio,
      Darle i numeri che servono tutti in un blog è un po’ difficile. Esistono numerose pubblicazioni scientifiche per ciascun argomento. I lavori di revisione dei numeri che appartengono ai singoli studi è di solito il risultato più convincente. Può trovare un esempio a questo link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22336803 che riguarda il vaccino morbillo, parotite e rosolia ed è una revisione degli studi pubblicati fatta da un gruppo italiano. Alla luce di queste evidenze si preparano guide sempre aggiornate per chi opera nel settore. Se vuole può consultare il documento sulle controindicazioni utilizzato nel nostro Paese qui: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1947_allegato.pdf. Alcuni Paesi come gli USA mettono a disposizione del pubblico un sistema per interrogare una banca dati di segnalazioni di eventi avversi osservati dopo vaccinazione come può vedere qui: http://wonder.cdc.gov/vaers.html. Questo tipo di servizio nel nostro Paese, purtroppo, non è disponibile. Però diverse Regioni analizzano i dati sugli eventi avversi e li rendono pubblici come in questo caso: http://portale.ass4.sanita.fvg.it/pls/ass4doc/docs/F8872/Sorveglianza_eventi+_avversi_vaccini_ASS4_2011.pdf.
      Oltre i numeri, che sono ovviamente il dato più importante, vorrei però richiamare l’attenzione su come si fa a stabilire se un evento avverso è veramente causato da una vaccinazione. Se ha tempo provi a leggere questo documento http://www.who.int/vaccine_safety/publications/gvs_aefi/en/index.html alla cui redazione ho avuto l’onore di partecipare, che è una guida per chi deve lavorare sul campo. Si renderà conto che assegnare l’associazione causale di un evento avverso ad una vaccinazione somiglia un po’ a un’indagine di polizia. E’ chiaro che non tutti gli eventi che si osservano dopo una vaccinazione sono causati da essa e, in buona parte dei casi, si tratta di una coincidenza temporale.
      Il monitoraggio della sicurezza dei vaccini è parte integrante delle campagne vaccinali e deve generare informazioni liberamente consultabili.

      Cordiali saluti

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  27. Federica scrive:

    Gentile dott. Tozzi, sono la mamma di una bambina che tra qualche mese dovrà fare il vaccino MPR e volevo farle una domanda: in Italia esiste la possibilità di vaccinare solo per il morbillo senza dover fare per forza la trivalente?
    Se si a i ci si deve rivolgere? Asl o ambulatori privati?
    Grazie mille, cordiali saluti

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Cara Federica,
      In Italia abbiamo a disposizione (come ormai nel resto del mondo) solo il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia che comprende tutte e tre le componenti. Deve però stare tranquilla se ha qualche preoccupazione in proposito perchè questo vaccino è tra i più sicuri che abbiamo a disposizione.

      A presto

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  28. stefano scrive:

    Ho letto con interesse i numerosi post, e mi complimento con il Dr. Tozzi per le sue risposte chiare e di carattere scientifico.
    Anche io sono del settore (sono un biologo e faccio il ricercatore in ambito biomedico) e occupandomi di autismo da qualche tempo in questi giorni ho approfondito il discorso sui vaccini. Vengo a conoscenza che ci sono già 2 sentenze in Italia dove è stato concesso un risarcimento a causa della comparsa del disturbo autistico in due bambini dopo vaccinazione.
    Direi che questo evento mi ha lasciato piuttosto turbato, in quanto un tribunale, come lei ha già scritto, emette una sentenza con un clamoroso “falso scientifico”.
    Anche adesso che numerosi studi non sono mai riusciti a dimostrare questa causalità, da ricercatore “rabbrividisco” come la scienza possa essere riscritta dalla giurisprudenza.
    Ma la mia riflessione va al fatto di come si è arrivati a questo, e cioè cosa ha portato a chiedere un risarcimento contro un nesso di causa-effetto che non è mai stato dimostrato.
    Forse la risposta è semplice: la presenza di informazione trash nel web.
    Purtroppo chi non è del settore non sempre riesce a discriminare e a consultare le fonti corrette, ma anche quando queste lo sono il livello di conoscenza in materia non consente una comprensione completa. Un qualcosa come fattore di rischio, o effetto collaterale raro, che per un ricercatore o un medico è un concetto banale, non lo è assolutamente per chi non fa quel mestiere.
    Su google è molto più facile entrare in siti di cosiddetta “disinformazione” che in pagine serie (come questa) dove chi scrive ha una competenza seria nella materia e ha la pazienza di rispondere a tutte le domande e i dubbi. Basta digitare “vaccino causa autismo” e vedere cosa compare.
    Credo che internet dia la fantastica possibilità di accedere in ogni momento della giornata a una miniera di informazioni ma purtroppo ha creato anche dei “mostri”.
    Purtroppo spesso ci si crede “tuttologi” dopo aver letto qualche blog o dubbio sito, e ci si mette a discutere con esperti del campo spesso non rispettandone l’esperienza e le competenze, e spesso alle serie argomentazioni si risponde con slogan, accuse o addirittura insulti, incentivati dall’anonimato o protetti dal fatto di essere dietro un PC.

    Mi scuso se il mio intervento è stato un pò fuori luogo, ma sto sempre più pensando (alla luce di queste vicende, in primis anche su tutto quello che sta accadendo su alcune contestazioni alla sperimentazione animale), che chi fa il mio lavoro debba uscire ogni tanto dal suo microcosmo di laboratori ed esperimenti e informare correttamente.
    Buona giornata

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Stefano,
      Il suo intervento non è affatto fuori luogo. Il tema dell’informazione scientifica è scottante e va ben oltre i vaccini come testimoniato dalla cronaca quotidiana. Debbo dire che anche i non addetti ai lavori cominciano a comprendere che non basta che una notizia sia pubblicata su Facebook per essere credibile. Da questo punto di vista la collaborazione con il pediatra è fondamentale. Il nostro ruolo è quello di ascoltare i dubbi delle famiglie e suggerire il modo migliore per trovare la risposta più appropriata. Badi, in questo processo il guadagno è anche per noi pediatri: noi impariamo cose nuove dai genitori. Vorremmo sempre di più adottare un modello di medicina partecipativa ed in questo processo Internet può essere uno strumento di grande aiuto. E’ comunque chiaro che esistono semplici regole per dare un giudizio preliminare sulla credibilità (e la buona fede di chi le scrive) delle notizie che vengono pubblicate. Basta solo seguirle.

      Cordiali saluti

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  29. Cuordipistacchio scrive:

    Buongiorno, le scrivo perché mi trovo nella spiacevole circostanza di dover decidere se fare la trivalente visto che, dopo aver effettuato il ruberò test, è emerso che non sono immune alla rosolia.
    Il mio ginecologo mi ha sconsigliato il vaccino in quanto lo considera una perdita di tempo perché a suo dire la rosolia non è più in giro come un tempo e che mi basta stare lontana da bambini influenzati per stare tranquilla.
    La asl ovviamente sostiene il contrario ed io non so più che pesci prendere. Inizialmente mi ero indirizzata verso la monovalente ma pare non essere più in commercio o almeno io non la sto trovando.
    Come altre persone che le hanno già scritto ho diversi dubbi..
    Da piccola mi hanno interrotto i vaccini perché avevo reazioni molto forti, come posso sapere che ora non accada lo stesso?
    Secondo il comval il trivalente aumenta il rischio di aborti e può danneggiare comunque il feto. Sul loro sito c’è uno studio casistico che spiega questa affermazione. Se è così non rischio meno evitando la vaccinazione, come dice il mio ginecologo?
    Visto che da bambina no ho mai preso la rosolia, pur entrando forzatamente a contatto con chi ne era affetto, ora temo di rientrare nella casistica di chi anche dopo il vaccino non fa gli anticorpi. In quel caso non rischio di rappresentare un pericolo per il futuro bene? Se non è così, quanto dovrei attendere prima di una gravidanza?
    Essendo allergica al nichel non rischio con i metalli presenti nel vaccino?
    È vero che la presenza di formaldeide e nanoparticelle può favorire lo sviluppo di tumori futuri?
    Il vaccino può creare problemi a chi ha noduli alla tiroide e/o altre patologie?
    Lei saprebbe indicarmi come e dove trovare il monovalente?
    Mi scuso per le tante domande ma la necessità di sapere è tanta e spero che la sua cordialità e competenza mi vengano in aiuto per prendere la decisione più giusta.
    Grazie.

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Cara Signora,
      Quante domande! Andiamo con ordine.
      La rosolia è una malattia che circola ancora allegramente nel nostro Paese anche se abbiamo fatto grandi passi avanti. Da diversi anni l’Italia ha adottato un piano per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita proprio per evitare le preoccupazioni di cui mi parla. La grande difficoltà nel controllare la malattia sta nel fatto che la diagnosi della malattia dopo la nascita non è semplice. E’ una malattia abbastanza lieve, l’esantema (le macchie sulla cute) possono essere facilmente scambiate per qualcos’altro. Come lei sa bene se la rosolia viene contratta in gravidanza può essere un vero disastro. Come tutte le linee guida e le agenzia di sanità pubblica raccomandano, le suggerisco caldamente di fare la vaccinazione al più presto.
      Il vaccino monovalente non è più reperibile. Tuttavia può eseguire con tutta tranquillità il vaccino che contiene anche le componenti contro morbillo e parotite senza temere nulla. Nelle persone già immuni contro queste malattie, infatti, non si registra nessun effetto collaterale aggiuntivo. Per quanto riguarda la sua storia passata, il suo medico o il medico vaccinatore deve registrare la storia clinica per poi decidere se esistono controindicazioni. Queste sono eccezionali e consistono nell’aver avuto una reazione grave (per esempio uno shock anafilattico) dopo la somministrazione dello stesso prodotto. Se ciò non è mai successo non deve temere alcunchè.
      Che il vaccino trivalente aumenti il rischio di aborto è falso. Non conosco (ed è la mia materia) lo studio di cui mi parla. Le posso dire tuttavia che una delle conseguenze più frequenti della rosolia acquisita in gravidanza è proprio l’aborto. Pensi che perfino nelle donne che accidentalmente sono state vaccinate in gravidanza, non è mai stato registrato un effetto collaterale a carico del feto. Per pura prudenza si suggerisce di attendere almeno 30 giorni dalla vaccinazione prima di intraprendere una gravidanza.
      La sua storia, stia tranquilla, non ha sicuramente influenzato il suo sistema immunitario. A meno di condizioni che piuttosto sono dettate dalla genetica, quelli che non rispondono sono tra il 2 e il 5% dei vaccinati. Le dirò di più: proprio perchè non c’è nessuna ragione che lei non risponda alla vaccinazione, le suggerirei di eseguirla senza bisogno di controllare che poi ci sia stata una risposta anticorpale.
      Il nichel non è presente nel vaccino morbillo-parotite-rosolia, nè sono presenti altri metalli pesanti. Nessun problema per la sua allergia.
      Guardi, non c’è neanche la formaldeide in questo vaccino. Non so a quali nanoparticelle poi si riferisce. Immagino che il suo timore sarà aumentato a seguito delle recenti notizie di cronaca. Non esistono studi scientifici che supportano questa ipotesi.
      I vaccini (non solo quello di cui lei mi chiede) non hanno alcuna influenza su altre patologie preesistenti, inclusi i noduli tiroidei. Anche su questo versante può stare tranquilla.
      Spero di aver risposto a tutto. Visto che lei è così attenta alla preparazione prima della gravidanza le suggerirei di visitare questa pagina web https://www.mammainforma.it/ dove potrà avere raccomandazioni personalizzate, e quest’altra http://www.pensiamociprima.net/ dove troverà ulteriori notizie.

      Cordiali saluti

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  30. Mirko scrive:

    Egr. dott. Tozzi,
    ho letto con interesse le risposte che ha dato sull’argomento, in quanto anche noi siamo alle prese con la prima vaccinazione di nostro figlio.
    Poiché, come Lei stesso ha più volte sottolineato, l’informazione in materia non è né puntale né esaustiva, Le chiedo se può di rispondere alla dettagliata domanda che Le ha posto Chiara il 30 novembre 2012: in larga parte si tratta di dubbi che possiamo tranquillamente fare nostri.
    Grazie per la disponibilità.

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Mirko,
      Cerco di rispondere sinteticamente visto il carattere di questa discussione e mi scuso con Chiara alla quale mi rendo conto che non abbiamo mai risposto.
      Alluminio. L’idrossido di alluminio viene utilizzato come adiuvante, cioè per potenziare la risposta ai vaccini. Se non utilizzassimo questo composto saremmo costretti ad aumentare la dose delle altre componenti vaccinali con un netto peggioramento della tollerabilità. Che l’alluminio possa essere nocivo dipende soprattutto dalla dose somministrata. La lunghissima esperienza con questo composto ci dice che non c’è da temere per possibili eventi avversi neurologici e neanche per l’accumulo della sostanza. I casi singoli sono molto utili per studiare ipotesi, ma devono essere confortati da un riscontro su popolazioni numerose. Non abbiamo alcun segnale che i composti dell’alluminio contenuti nei vaccini, a quelle dosi, siano associati ad eventi avversi.
      Mercurio. Molti studi sono stati condotti su questo tema, uno dei quali proprio dal mio gruppo. Il nostro studio era eseguito in bambini a distanza di 10-11 anni dalla vaccinazione, quindi abbastanza per capire se a lungo termine ci fosse qualche preoccupazione. Tutti gli studi hanno concluso che il thimerosal non è associato a problemi neurologici. Le tracce di thimerosal che possono eventualmente essere riscontrate nelle preparazioni vaccinali non devono quindi destare preoccupazione. Pensi che dopo i numerosi studi effettuati, perfino le autorità regolatorie hanno concluso che non ci sono ragioni per evitare di usare il thimerosal a dose piena nei vaccini.
      Tempi di somministrazione. L’idea che il sistema immunitario possa essere “affaticato” dai vaccini che vengono somministrati secondo il calendario italiano non ha alcun fondamento. Se il nostro sistema immunitario dovesse “stancarsi” saremmo rovinati perchè di sostanze estranee ne incontriamo tantissime ogni giorno. Rispettare i tempi raccomandati dal calendario è importante per non correre il rischio di contrarre la malattia per la quale ci si vaccina, e per contribuire a consolidare l’immunità di gruppo che indirettamente protegge anche le persone che per motivi diversi non possono essere vaccinate. Con questo meccanismo tentiamo di raggiungere per alcune malattie l’obiettivo di eradicazione. Fatto questo non vaccineremo più, come è accaduto per il vaiolo.
      Effetti collaterali. L’Italia non ha un sistema consultabile in tempo reale per gli effetti collaterali ma se guarda i messaggi in questo thread troverà qualche riferimento consultabile. Riguardo l’induzione di una risposta Th1 o Th2, non si tratta di una impressione del professionista, abbiamo degli studi a disposizione. Questi studi dimostrano che il temuto viraggio verso l’allergia non c’è con i vaccini che utilizziamo noi.
      Dosaggi anticorpali. Nessun rischio di iperimmunizzazione. Sappiamo che per avere qualche seccatura bisognerebbe somministrare molte dosi a distanza molto ravvicinata. Questo può avvenire nell’adulto, ad esempio, che subisce numerosi richiami per il tetano a distanza ravvicinata per motivi professionali. Questa situazione può comportare nella maggior parte dei casi una reazione locale più importante che si risolve spontaneamente.

      Cordiali saluti

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  31. Monica scrive:

    Gentile Dott. Tozzi,
    avrei bisogno di un’informazione riguardante i vaccini.
    Attualmente abbiamo somministrato il richiamo dell’esavalente e pneumocco a mio figlio (Età 12-13 mesi) e la dottoressa ci ha detto che tra 15-20gg dovrà fare il vaccino per il meningocco e dopo altri 15/20gg l’MPR.
    Ora leggendo e parlando con amiche di altre regioni ho saputo che le vaccinazioni vengono fatte con almeno 2 mesi di distanza tra l’una e l’altra e per quanto riguarda il vaccino MPR ho letto che è sconsigliato farlo se il mese precedente si è stati vaccinati con un altro vaccino dello stesso tipo.
    Mi chiedevo quanto tempo sarebbe meglio far intercorrere tra un vaccino e l’altro.
    Grazie mille della risposta e grazie anche per tutte le cose che ha scritto crecando di fare un po’ chiarezza in questa jungla che è internet!
    Monica

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Cara Monica,
      Come lei fa notare la variabilità delle raccomandazioni su questo argomento è elevata,proviamo a fare chiarezza.
      Quando si somministrano due vaccini vivi attenuati (quelli che usiamo più frequentemente sono: MPR, varicella, e rotavirus) si dovrebbero o somministrare nella stessa seduta, oppure a distanza di almeno 30 giorni l’uno dall’altro. Per i vaccini inattivati (esavalente, pneumococco, meningococco) non c’è alcuna necessità di rispettare intervalli specifici tra l’una e l’altra somministrazione. Quando si decide di somministrare due vaccini nella stessa seduta, inoltre, si pensa a possibili interferenze che potrebbero compromettere l’efficacia dei singoli prodotti. Anche se non esiste alcun motivo immunologico che questo accada, è necessario che, per raccomandarla, sia studiata l’assenza di interferenze durante la somministrazione simultanea di più vaccini. Se questa non è stata studiata ancora, si preferisce evitare la cosomministrazione. Infine, la maggior parte dei pediatri preferisce non somministrare più di 2 vaccini nella stessa seduta per evitare eccessivo stress del bambino e dei genitori.
      Date le regole di cui sopra, le soluzioni per eseguire le vaccinazioni sono molte e forse è più comprensibile perchè spesso le raccomandazioni possono differire.
      Lo schema che è stato consigliato a suo figlio va bene. D’accordo con la sua dottoressa potrebbe anche considerare la somministrazione simultanea di MPR e meningococco C.

      Cordiali saluti

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  32. Dr. Marco Monaldi scrive:

    Egregio collega Eugenio Tozzi, direi che hai avuto troppa pazienza; tu hai parlato con scienza e coscienza, ma molti oggi per acquisire informazioni si affidano esclusivamente ad Internet oppure a personale non medico o anche a medici che non hanno studiato a sufficienza durante il corso di Laurea e di Specializzazione. Non vi è cosa più avvilente, penso che converrai, sentir affermazioni da parte di colleghi dettate, non dalla convinzione di saperne più della medicina ufficiale, ma più semplicemente dal fatto di non aver acquisito le minime basi della scienza medica, causa gli insufficienti studi universitari. Sia chiaro che non mi riferisco a nessuno degli intervenuti in questa discussione nè ad alcuna citazione fatta; le mie affermazioni sono frutto esclusivo della mia esperienza personale di 26 anni di esercizio della professione medica. E’ preoccupante e triste dirlo (ma vale anche per altre professioni) che taluni utenti si affidino a colleghi, che non dovrebbero nemmeno esercitare la professione a causa della loro precaria preparazione. Quanto a me, mi rendo disponibile ad ogni serio confronto con i tutti, quanto meno per ripulire il campo dalla disinformazione grave che viene esercitata su di loro (informazioni quali ad es. “malattie come la polio ed il tetano non esistono più” oppure sono malattie spesso curabili, o ancora “non è possibile effettuare le sole vaccinazioni dell’obbligo” poichè “esiste solo il vaccino esavalente” e non le singole vaccinazioni, o ancora “la malattia da HBV si contrae solo con i rapporti sessuali” ed è quindi inutile vaccinare neonati e bimbi, o ancora “per i bimbi allatati al seno i vaccini sono del tutto inutili”, o ancora è presente mercurio nei vaccini attuali, o ancora nel vaccino anti-HPV sono presenti elevate quantità di antibiotici………. ..potrei continuare a lungo). Come ti dicevo, a fronte di tale grave disinformazione, le opportune, semplici e corrette informazioni sono sempre apprezzate dai genitori che invito a colloquio e che in taluni casi accettano la vaccinazione, in altri lascio che il genitore si assuma le sue responsabilità (com’è giusto che sia) circa le possibili complicanze delle malattie infettive che, nella mia comunità ho avuto modo di registrare non poche volte, mentre mai ho riscontarto effetti avversi gravi da vaccino. Anche io ho vaccinato i miei figli e confido nella prossima disponibilità di nuovi vaccini, presìdio medico di gran lunga più sicuro in medicina, per far fronte non solo a gravi malattie infettive per le quali non disponiamo ancora di validi vaccini, ma anche neoplastiche, giacchè il futuro fronte di battaglia (speriamo decisiva) alle neoplasie penso debba proprio basarsi sul potenziamento delle nostre difese immunitarie (anche tramite specifici vaccini come ad es. con l’anti-HPV e l’anti-HBV) nei confronti degli agenti cancerogeni e delle mutazioni neoplasitche.
    Un saluto cordiale
    Dr. Marco Monaldi (Dirig. Medico U.O.S. – Prev. e contr. Malattie Inf. e Progr. Vaccinali – SISP – ASUR Marche Area Vasta 1)

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Dott. Monaldi,
      Grazie per aver scritto in questo thread. Direi che la voglia di scrivere su questi argomenti è ancora un po’ scarsa da parte dei nostri colleghi. Oltre a studiare continuamente, che è molto importante, e sviluppare la capacità critica, che si acquisice con il tempo, è il confronto diretto con i pazienti e le famiglie che fa la differenza. In fondo lavoriamo per loro, no?

      Grazie ancora

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  33. Natascia scrive:

    Gentile Dott. Tozzi,
    ho letto le sue risposte a tutti i dubbi espressi nei commenti e le scrivo perchè anche io da mamma mi trovo di fronte al grande dilemma se somministrare o meno a mio figlio il vaccino MPR.
    E’ d’obbligo una premessa, il mio lavoro mi porta a seguire le sperimentazioni cliniche e pertanto conosco bene l’iter che seguono i farmaci prima di essere introdotti in commercio, ho anche letto lo studio clinico che correlerebbe lo sviluppo di autismo alla soministrazione del vaccino MPR e i 12 bambini analizzati in questo studio mi sembrano un campione veramente esiguo se confrontati con le decine di migliaia di bambini che vengono vaccinati ogni giorno.
    Ho discusso tutti i miei dubbi anche con la mia pediatra, la quale mi ha semplicemente detto che se è vero che esiste una correlazione tra vaccino ed autismo, (che i bambini sviluppano a seguito della somministrazione del virus attenuato), cosa succederebbe in questi bambini nel momento in cui venissero a contatto con il virus vivo?
    Inoltre quello che mi fa più paura (e di cui poco spesso si parla) sono le conseguenze che il morbillo può causare, l’incidenza di 1 caso su 1000 di encefalite morbillosa mi sembra un dato allarmante soprattutto per genitori i cui figli frequentano gli asili nido.
    Resta il fatto che nessun genitore vorrebbe essere responsabile di aver scatenato una patologia terribile come l’autismo nel proprio figlio e che le sentenze dei tribunali certo non aiutano noi genitori confusi.
    Spero di riuscire a prendere una decisione il più serenamente possibile.
    Saluti

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Cara Natascia,
      Purtroppo non è solo l’esiguità dei casi che causa seri problemi nell’interpretazione del lavoro scientifico che ha scatenato questa querelle, ma una serie di altre distorsioni che conosce bene chi fa l’epidemiologo. In questo mestiere è fondamentale riconoscere i problemi metodologici dello studio proprio per facilitarne l’interpretazione e la generalizzabilità.
      Devo dissentire con la sua pediatra perchè non c’è alcuna prova convincente che il vaccino MMR sia associato ad autismo, e tutti gli studi eseguiti a seguito di quello pubblicato da Wakefield (ma proprio tutti) dicono esattamente il contrario. Sono ancora meno d’accordo sul fatto che la malattia naturale (il morbillo) possa provocare l’autismo perchè anche di questa ipotesi non c’è alcuna conferma. In generale l’ipotesi che una infezione virale possa causare questa malattia non regge. In compenso il morbillo (quello vero) è causa di encefalite (1 caso su 1000-2000) e di una cosa bruttissima che è la panencefalite sclerosante subacuta, che si può verificare a anni di distanza dalla malattia. Dell’autismo non abbiamo capito ancora abbastanza ed è umano che si tenti di attribuire l’origine a qualosa di identificabile. Nella ricerca scientifica bisogna che ci siano dei numeri a sostegno delle ipotesi, è molto difficile che si prenda una clamorosa cantonata con tutte queste prove a sfavore.
      Spero di contribuire alla serenità delle sue decisioni e la incoraggio a procedere alla vaccinazione per suo figlio.

      Cordiali saluti

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

      • Francesco scrive:

        Gentilissimo dott. Tozzi,
        sono finito casualmente su questa pagina ed è stato impossibile non leggere tutti i suoi commenti connotati da garbo oltre che da innegabile competenza.
        Volevo, nel mio piccolo, arricchire l’interessante discussione focalizzando due aspetti.
        Il primo è che, diversamente da quanto sostenuto dal popolo “antivaccino”, in nessuna sentenza, ad oggi, viene stabilita con certezza l’esistenza di un rapporto causa – effetto fra vaccini ed autismo.
        Sono avvocato e mi occupo quasi esclusivamente di responsabilità medica e mi rendo conto di come sia difficile, per chi non è avvezzo alla materia, comprendere cosa si intende in ambito giuridico per nesso di causalità.
        Si tratta, sostanzialmente, del rapporto causa effetto ma la sua esistenza, nei giudizi civili, viene accertata secondo criteri giuridici che sono, a volte, completamente diversi da quelli scientifici.
        In materia di responsabilità medica, infatti, se un comportamento è astrattamente idoneo a causare un danno, spetta al medico (o alla struttura ospedaliera) dare la prova che, invece, il danno non è stato causato da quel comportamento.
        Nel caso specifico dei vaccini quanto innanzi si traduce nel seguente ragionamento:
        Il paziente x ha fatto un vaccino.
        Precedentemente il paziente x non presentava alcuna sintomatologia.
        Dopo il vaccino è stata accertata la patologia (autismo).
        Il ministero della Salute non ha provato che la patologia ha un origine diversa dalla vaccinazione.
        Conseguenza giuridica (e non scientifica) è che il vaccino ha, con concreta probabilità logica (in assenza di certezze scientifiche), causato la patologia.
        Questo è, in maniera estremamente semplice (forse troppo, e di questo mi scuso con eventuali lettori colleghi), l’iter argomentativo delle sentenze in materia.
        Però, gentilissimo dottore, questo ragionamento è possibile proprio perchè non vi sono certezze scientifiche sul punto sia in un senso che nell’altro.
        Allo stato, infatti, non è scientificamente certo (per quanto certamente poco probabile) che non vi sia una relazione fra vaccino ed autismo.
        Quanto innanzi porta inevitabilmente al secondo aspetto che volevo trattare inerente l’assoluta mancanza di informazione ai genitori.
        Il diritto a conoscere le possibili (anche solo probabili) conseguenze di qualsiasi trattamento sanitario è costituzionalmente garantito.
        Invece nella prassi se non si attiva il singolo genitore alcuna informazione viene fornita.
        Ti viene dato un calendario delle vaccinazioni (almeno nella mia regione) ed un numero di telefono dove prenotare. Tutto qui.
        Credo che questo sia inaccettabile. Per scegliere devo conoscere altrimenti un diritto si trasforma in imposizione.
        Le teorie “complottistiche” trovano terreno fertile nella disinformazione.
        Spingiamo pertanto TUTTI i genitori ad una scelta consapevole fornendo un’adeguata informazione sul rapporto rischi/benefici senza che, come purtroppo accade, le giovani coppie debbano lanciarsi in un’improbabile e controproducente ricerca fai da te.
        Per concludere io ho vaccinato i miei due figli…
        Cordiali saluti.

        • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

          Caro Avvocato,
          Grazie dei complimenti e dei commenti. Mi fa piacere che una persona con il suo profilo si introduca nella discussione. In fondo, quando il ricercatore si occupa di dimostrare una relazione causa-effetto, fa più o meno quello che fa il giudice insieme alla giuria quando tenta di sommare le prove e definire la colpevolezza o l’innocenza di un imputato. Anche nel caso dei vaccini (e di tutti i farmaci) esiste un modo di procedere. Non credo che un avvocato si accontenti del “post hoc propter hoc”. Così fa anche il ricercatore che cerca di mettere insieme le prove a favore o contro una relazione causale e ne trae una conclusione. Anche se è vero che un margine di dubbio rimane, il fatto di avere ripetuti risultati che vanno nella stessa direzione è come avere tanti testimoni dello stesso imputato. Più sono le testimonianze, più facile è emettere la sentenza. Proprio per questo motivo ho da poco lavorato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per mettere a punto uno strumento pratico per definire “sul campo” l’associazione causale tra una vaccinazione ed un evento avverso. Se può interessarla la pubblicazione del manuale completo si trova qui: http://www.who.int/vaccine_safety/publications/gvs_aefi/en/ e l’articolo (più breve) si trova su una rivista scientifica (se volesse gliene posso inviare una copia). Se avrà la pazienza di leggere noterà la necessità di seguire un percorso preciso per raccogliere le “prove” prima di emettere un giudizio.
          Sul versante dell’informazione alle famiglie ha perfettamente ragione. Mi piacerebbe che le questioni di salute, compresi i vaccini, fossero materia di studio nella scuola dell’obbligo. Mi piacerebbe che il pubblico partecipasse direttamente ai processi di cura perchè è per loro che noi lavoriamo. Senza un’informazione corretta tutto questo è difficile. Infine, l’alleato principale delle famiglie è il pediatra. E’ lui/lei che deve ascoltare i dubbi delle famiglie e rispondere , ammettendo anche i dubbi quando ci sono. Lavorare insieme non può che sortire effetti positivi.

          Cordiali saluti

          Alberto E Tozzi
          Società Italiana di Pediatria

  34. Chiara scrive:

    Ho letto con molto interesse l’articolo e i vari commenti. Sicuramente molto interessanti. Non posso esprimere la mia opinione in merito alla correlazione vaccino trivalente-autismo perchè non sono del settore e non ho sufficienti argomenti in merito. Volevo solo riportare il mio esempio più che altro ai genitori presenti, senza assolutamente nulla consigliare, ma solo raccontare.
    Quando da piccolina su consiglio del medico ho fatto il vaccino ho avuto una reazione: ho iniziato a buttarmi per terra, sbattere la testa contro i muri, mi sono riempita di macchie e ovviamente sono stata ricoverata e tenuta sotto osservazione per vario tempo perchè gli episodi non si fermavamo. Opinione assolutamente unanime che era colpa del vaccino. Mi è venuto il morbillo oltretutto in forma forte poco tempo dopo !!!
    Per fortuna non ho avuto nessun danno al cervello (sono normalissima, mi sono appena laureata in legge) anche se lo spavento è stato fortissimo. Non ho più fatto nessun vaccino nè mai li farò ai miei figli. Ho fatto tutte le varie malattie e non sono morta anzi sono molto più sana di quelli che fanno continuamente vaccini e son sempre malati (vedi antinfluenzale che credo sia la più grande truffa in campo medico ai danni dei cittadini)!
    Un caro saluto a Tutti!
    Chiara

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Cara Chiara,
      Non posso esprimere un giudizio sull’episodio che racconta senza avere maggiori elementi. Se vuole possiamo entrare nel dettaglio.
      Però provi a considerare la possibilità che per caso i suoi figli possano incontrare il morbillo proprio perchè altre persone non sono vaccinate. Potrebbe fare qualcosa perchè questo non avvenga? Le vaccinazioni vengono raccomandate per questo. Quanto allo stato di benessere associato alle vaccinazioni la devo contraddire. Le persone vaccinate stanno molto meglio di quelle non vaccinate anche escludendo la malattia per cui si vaccina.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

      • Chiara scrive:

        Io ho fatto il morbillo pur essendo stata vaccinata per il morbillo e ho rischiato la vita per questo!!!! E conosco un sacco di persone che han fatto le malattie per cui sono state vaccinate.
        Non posso parlare dell’associazione all’autismo perchè non ne sono sufficientemente informata, anche se poco distante da me abitano genitori con bambino autistico a causa vaccino (così è stato detto!).
        Non sono comunque d’accordo sul fatto che chi non abbia vaccini stia peggio perchè vedo solo esempi contrari. Questa rimane la mia opinione, basata su esperienze concrete e non su statistiche create da case farmaceutiche e medici che non vedono l’ora di riempirti di medicinali! Condivido inoltre il fatto che non dovreste più chiamare i vaccini obbligatori o minacciare di richiami al tribunale dei minori come si legge in molti articoli, perchè la legge dice diversamente ! l’informazione deve essere libera cosicchè ognuno possa scegliere la via che ritiene più giusta. Se mai succederà di avere figli spero di imbattermi in un pediatra non “asservito” a nessun sistema.
        Cordiali Saluti
        Chiara

        • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

          Cara Chiara,
          Io non credo che le si possa imbattere facilmente in un pediatra asservito a un sistema che non sia quello delle evidenze scientifiche e dell’equità. Distinguere le evidenze scientifiche da quello che si legge su Facebook può essere qualche volta difficile, ma se fa un giro in questo thread trova diverse notizie sul tema. Noi cerchiamo di lavorare sui numeri. Potrei raccontarle tristi storie di bambini che hanno preso il morbillo e che o non ci sono più o hanno contratto gravi disabilità. Ma il problema, come avrà già letto, è capire qual è la probabilità che questi eventi accadano. Aver raggiunto con la vaccinazione tante persone ha diminuito la probabilità che il morbillo e altre malattie trasmissibili si verifichino, ma finchè la malattia continuerà a circolare non potrà che preferire le persone non vaccinate. Ad ogni modo le statistiche non possono farle le case farmaceutiche (c’è una severa regolamentazione in merito), le fanno i ricercatori il cui principio guida deve essere il miglioramento della salute della popolazione. Mi auguro piuttosto che lei trovi sempre un pediatra disponibile a rispondere ai suoi dubbi.

          Cordiali saluti

          Alberto E Tozzi
          Società Italiana di Pediatria

  35. Pietro scrive:

    Purtroppo la mamma dei creduloni e dell’ignoranza è sempre incinta! Vorrei vedere a quale Dio dovrebbero chiedere perdono le tante mamme che non facessero vaccinare i propri figli contro polio, difterite, tetano, pertosse, meningite!

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Pietro,
      Noi vorremmo basare le decisioni sui fatti invece che sulle benedizioni o peggio sulle superstizioni.
      Noi ce la mettiamo tutta nell’informare i genitori. Magari semplicemente qualche volta non siamo bravi come chi si occupa di diffondere informazioni che non sono basate sulle evidenze scientifiche. Semplicemente basterebbe che i genitori parlino più spesso con i pediatri.

      Grazie e a presto

      Alberto E Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  36. Cristina Ciuffo scrive:

    Sono una pediatra di base e mi trovo a rispondere quotidianamente agli stessi dubbi e paure a cui ha risposto il collega Tozzi che ringrazio per la pazienza e competenza e per gli spunti utili che ho potuto trarre dalla discussione.
    Condivido le sue posizioni sull’importanza dei vaccini ma proprio per questo penso che l’obbligo vaccinale debba esser superato, anche perché nella sostanza questo è avvenuto già da tempo. Nella realtà in cui io lavoro i bambini i cui genitori hanno rifiutato la vaccinazione frequentano le scuole pubbliche, le piscine e le palestre e credo non ci sarà mai – almeno in Italia – la possibilità di una loro esclusione da queste comunità o una esecuzione forzata dei vaccini cosiddetti obbligatori.
    L’obbligo è solo nominale e allora perché mantenere questo termine così antipatico, che suscita opposizione e pensieri di chissà quali complotti fra Big Pharma e classe medica? Perché non sottolineare, anche nel modo in cui presentiamo i vaccini, che stiamo offrendo ai loro bambini una straordinaria opportunità di salute e non una forzatura paternalistica?

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Cara Cristina,
      Sottoscrivo la sua osservazione e mi piace ricordare che ormai qualche anno fa la SIP si era già pronunciata in questo senso. Credo che migliori strategie vaccinali passino per forza attraverso la partecipazione diretta del pubblico. L’informazione da sola non è sufficiente. Lo dimostra un recente lavoro pubblicato su Pediatrics che troverete citato spesso. L’opportunità maggiore probabilmente ce l’hanno i pediatri che devono essere un punto di riferimento costante anche per quanto riguarda i vaccini. E soprattutto sono quelli che possono permettere alle famiglie di passare alla partecipazione attiva.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  37. anonimo scrive:

    Di questo che ne diciamo?
    forse questo sig Wakefield non era un imbroglione, ma aveva solo toccato poteri e interessi incredibilmente immensi per lui…
    tratto dal sito mednat.org
    e pubblicato anche sul sito The Telegraph e The Guardian
    http://www.telegraph.co.uk/health/children_shealth/9128147/MMR-doctor-wins-battle-against-being-struck-off.html

    VINTO il processo dal Dott. Walker Smith, coautore dello studio di Wakefield, che e’ stato prosciolto dalle false accuse
    Adesso che il Prof Walker Smith è stato ritenuto innocente, ora che sappiamo che quello studio che provava una responsabilità del vaccino MPR non è stato condotto in modo fraudolento o poco etico, ora che sappiamo che i giudici avevano sbagliato nel condannare questo medico, cosa devono pensare i genitori della possibile correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo ?
    A chi devono credere ?
    E se il Prof Walker-Smith non è colpevole di tutte le accuse che gli sono state rivolte, non dovrebbe essere prosciolto anche il Dott. Wakefield ? per i particolari vedi qui: AUTISMO dai VACCINI

    WAKEFIELD cita in Tribunale il BMJ ed il giornalista Brian Deer che ha falsificato i dati per farlo condannare dal tribunale inglese, per fargli perdere il posto di lavoro fino anche all’espulsione dall’ordine dei medici negli UK.
    Dopo la pubblicazione dell’inchiesta condotta da uno scienziato di fama internazionale, quale è il Dottor David Lewis, che di fatto a novembre 2011 ha riaperto ufficialmente il caso Wakefield in merito alla palese correlazione tra autismo e vaccino MMR, in data 3 gennaio gli avvocati difensori del Dr. Wakefield hanno formalmente depositato l’atto di causa legale contro il BMJ, il Direttore del BMJ (Fiona Godlee) e il giornalista mistificatore Brian Deer, presso un Tribunale Distrettuale del Texas (USA) per provare (se ancora ce ne fosse bisogno) le “falsità e le accuse diffamatorie”.

    La notizia è riportata da The Guardian e, come spesso accade ultimamente sulle testate giornalistiche quando si tratta di informare in merito ai danni vaccinali, i commenti al pubblico sono sapientemente chiusi….
    In un comunicato a propria difesa, il BMJ ha scritto: “Il BMJ è a conoscenza che Andrew Wakefield ha emesso un procedimento per diffamazione, non a Londra come potrebbe essere ordinariamente previsto per quanto riguarda una pubblicazione prevalentemente inglese, ma in Texas, Stati Uniti, dove vive attualmente”.
    La giurisdizione, a dispetto di quanto reclama il BMJ, è riconosciuta al Texas dalla stessa Corte in quanto Wakefield risiede, lavora, pubblica articoli scientifici e prosegue le sue consulenze proprio nello Stato americano.
    Inoltre a gennaio 2011, quando nuovamente Brian Deer e il BMJ pubblicarono dichiarazioni false e diffamatorie, Andrew Wakefield era già residente in Texas e questo avvalora ulteriormente la scelta giurisdizionale.
    Identica situazione è citata per quanto riguarda l’apparizione televisiva alla CNN che seguì a queste nuove accuse preconfezionate.
    Nell’atto d’accusa si riporta a chiare lettere come il BMJ evidenza un palese conflitto d’interessi nella persona del proprio Direttore Fiona Godlee e dei suoi colleghi, a seguito delle sponsorizzazioni e dei fondi ricevuti dai principali produttori di vaccini MMR come Merck e GSK.
    Pertanto tutte le accuse false e diffamatorie sono state costruite ad arte con malizia, alterando e manipolando i dati dello studio di Wakefield.
    A questo punto, dopo le ulteriori prove di validità scientifica del lavoro svolto da Andrew Wakefield, vediamo cosa accadrà.
    mondo intero sa che l’industria dei vaccini ha mentito consapevolmente con la calunnia dell’editoriale del dottor Wakefield, con la complicita’ di Brian Deer che ha fatto molti viaggi all’estero e diverse apparizioni in televisione, dove ha lavorato questo medico irreprensibile come di “bugiardo abituale” e nascose tutti i legami di interesse che lo univa ai suoi complici.
    E la verità è tanto più dolorosa per gli accusatori che nel Daily Mail Suday del 2 febbraio 2011, il giornalista di Sally Beck ha informato che la nuova ricerca statunitense conferma i risultati del dottor Andrew Wakefield e dimostra che ci potrebbe essere un forte legame tra il vaccino MMR e l’autismo regressivo .
    Ora, un team della Scuola di Medicina della Wake Forest University nel North Carolina sta esaminando 275 bambini con autismo regressivo e malattia intestinale. Dei 82 bambini che sono stati già esaminati e testati, 70 sono positivi per il virus del morbillo vaccinale. Il direttore del team di ricerca, il dottor Stephen Walker ha detto: “Dai risultati che abbiamo ottenuto fino ad ora, sembra che tutti i ceppi ritrovati sono ceppi vaccinali, nessun ceppo del virus selvaggio del morbillo.
    “Questa ricerca dimostra che è il virus del vaccino per il morbillo che è stato trovato nel tratto gastrointestinale di un numero di bambini che sono stati diagnosticati con autismo regressivo. Così, lo studio pubblicato nel 1998 dal Dr. Wakefield si è dimostrato indiscutibile.

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Anonimo,
      Avrà seguito la discussione non solo su questa pagina ma anche nelle altre sezioni del sito SIP. Francamente, da ricercatore, non mi piace nè il tifo da stadio nè la fede politica quando si parla di ricerca scientifica. I giornalisti hanno il diritto di discutere tutte le notizie che vogliono, ma si ricordi che il loro mestiere è soprattutto quello di attrarre l’attenzione delle persone e quindi i lettori. Le storie che fanno paura sono da questo punto di vista le più efficaci (e questa è una citazione di un giornalista inglese). Sono anche contro l’accanimento e per me, una volta discussi i problemi metodologici, e quindi le modalità di interpretazione di uno studio scientifico come quello di Wakefield, il caso è chiuso. Non è certo mia competenza stabilire se poi ci sia stata malafede ed eventuale frode. Guardi, è buffo che nessuno poi parli del fatto che quando si prende in considerazione un caso di evento avverso che segue a una vaccinazione, per stabilirne l’associazione causale è necessario fare un procedimento preciso e standardizzato. Se va un po’ più su e legge il post di un nostro lettore avvocato troverà un utile riferimento bibliografico sull’argomento. Quanto allo studio che lei cita, tenga presente che la comunità scientifica è sempre attenta ai risultati nuovi, in caso contrario non potremmo progredire. Da ricercatore posso dire che non è mai una buona idea parlare dei risultati di uno studio prima di averlo concluso e pubblicato. Peraltro, lei fornisce troppo pochi elementi per stabilire di che si tratta. Che lo studio di Wakefield sia discutibile non vi è ormai alcun dubbio. Tenga però presente che chi si occupa di scienza lavora proprio sulle incertezze e sulle probabilità ogni giorno. E quando ha a che fare anche con le famiglie, da medico, deve fornire le indicazioni migliori possibili. Noi non facciamo gli interessi delle aziende del farmaco, noi facciamo gli interessi dei bambini.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  38. Fabio scrive:

    Ero a favore dei vaccini, poi leggendo articoli come questo e ascoltando la piccata, quasi arrabbiata, lezione del mio pediatra mi sono convinto di non vaccinare. Almeno per ora. Meglio correre un rischio che essere causa di possibili lesioni irreversibili su mia figlia.
    Primo: la sentenza del Trinuale di Rimini non si basa sull’ormai plurinflazionato articolo del Lancet del 1998, bensì su di una perizia medico legale, anzi su due perizie medico legali, di parte e di Ctu. Perché l’Ordine dei medici, se la comunità scientifica e la letteratura sono così univoche e sicure, non ha avviato procedimenti disciplinari verso i medici che hanno firmato le perizie?
    Secondo: quella di Rimini è UNA sentenza. Ce ne sono molte altre: Tribunale di Genova del 2004, Tribunale di Milano del 2007, Trib. di Busto Asizio del 2009 confermata in Appello, tribunale di Ascoli Piceno del 2008, due del Tribunale di Pesato del 2013. La vicenda di Rimini nasce da un diniego di riconoscimento di indennizzo per mancata obbligatorietà della vaccinazione, non per mancanza di riconoscimento di correlazione vaccinazione – autismo.
    Perché l’Ordine dei Medici non ha avviato procedimenti disciplinari contro tutti i firmatari delle perizie, Ctu o di parte, alla base di queste sentenze?
    Terzo: perché assieme alle vaccinazioni obbligatorie vengono abbinate vaccinazioni che obbligatorie non sono, negando il diritto dei cittadini a rispettare la legge ed essere quindi vaccinati solo per le patologie obbligatorie, obbligandoli di fatto, a ricevere anche quelle non obbligatorie?
    Quarto: qual è la contestazione scientifica dello studio pubblicato nel 2011 sulla rivista on line di Tossicologia e salute ambientale, che individua una correlazione statistica positiva e significativa tra vaccinazione e diffusione dell’Autismo?
    Non ho pregiudizi, rimango favorevole alle vaccinazioni, ma mettere alla stregua polio e orecchioni, mi sembra difficile, alla luce dei rischi che si corrono. Infine una notazione, i pediatri hanno convenzioni con le Asl, sono obbligati a seguire la politica delle Asl, pena la risoluzione delle convenzioni. Purtroppo le cronache ci consegnano spesso storie non proprio limpide di rapporti tra politica e imprese farmaceutiche. Storie come quelle di asportazioni non necessarie di organi per avere rimborsi finanziari lasciano il segno nella credibilità che il sistema, nel suo complesso, ha.
    Cordiali saluti.

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Fabio,
      Concordo sul fatto che poche torbide storie gettano un’ombra di grave incertezza e credibilità nel sistema sanitario. Tuttavia molti dei dubbi delle famiglie sono dovuti semplicemente ad una mancanza di informazioni. E’ facile trarre conclusioni affrettate quando mancano elementi di giudizio. Per conto mio le sentenze rappresentano un fatto giuridico importante ma leggendo qua e la stralci delle perizie che sono state presentate ai tribunali che lei cita mi cadono le braccia. Purtroppo in alcuni casi vengono sostenuti fatti che se uno studente riferisse ad un esame di laurea durante il corso di medicina, comporterebbero una immediata bocciatura. Identificare esperti che possano dare un contributo nei giudizi legali è un problema serio. Mi faccia dire un’altra cosa. I giornali ne hanno parlato con clamore. Purtroppo in alcuni casi l’interesse legale e medico che viene garantito alle famiglie che ricorrono, poggia su interessi economici non indifferenti. Il pediatra deve raccomandare senza oneri finanziari per il paziente quello che è più giuto per il bambino. Non conosco lo studio che lei cita sulla rivista Tossicologia e salute ambientale, ma la metto in guardia, da epidemiologo, su un errore comune che si può verificare negli studi in cui si mette in relazione un evento con un altro senza dati individuali. E’ come se lei dicesse che il consumo di pizza è correlato ad un posto in classifica del campionato di calcio nelle prime posizioni (parlo del Napoli che in questo momento è al terzo posto). Mi creda, non è facile navigare nella giungla di informazioni che riguardano i vaccini, e perfino un ricercatore può trovarsi in imbarazzo. Sono d’accordo che l’obbligo è uno strumento obsoleto, ma c’è una cosa nella quale dobbiamo impegnarci noi pediatri e voi famiglie: lavorare insieme e rispondere ai vostri dubbi. Noi lavoriamo per voi.

      Cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  39. laura scrive:

    Buongiorno
    lavoro in un’ambulatorio vaccinale e ho letto tutti gli interventi e le risposte date dal dr. Tozzi che ringrazio per questo lavoro così paziente e minuzioso.

    Se permette aggiungerei solo alcune precisazioni su formaldeide e alluminio contenute nei vaccini per fugare alcuni dubbi e paure
    .
    La formaldeide viene costantemente prodotta dalle cellule del nostro organismo in quantità maggiore di quella che viene prodotta occasionalmente con alcuni vaccini. Svolge infatti un ruolo vitale nel nostro metabolismo : è un intermediario essenziale nella biosentisi di purine, timidina (costituisce circa il 25% del DNA) e di alcuni aminoacidi. Si potrebbe obiettare che questa è naturale mentre quella dei vaccini è un prodotto chimico: la formula è esattamente la stessa: CH2O, cioè due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno legati ad un atomo di carbonio.
    La formaldeide viene metabolizzata rapidamente dalle nostre cellule che fanno questo lavoro da quando il bimbo è ancora in embrione. Quella somministrata con il vaccino viene eliminata dopo un minuto e mezzo attraverso la respirazione e l’urina per cui quando il bimbo esce dall’ambulatorio è già tornata ai livelli normali di partenza.
    Fra l’altro è contenuta nella frutta, verdura, nei mobili di casa, nella carta, nei tappeti, nello shampo, sui tessuti, nelle creme solari e per le mani, nei prodotti per pulire la casa ecc. ecc.

    Per quanto riguarda l’alluminio ne ingeriamo ogni giorno dai 5 ai 20 mg perchè è contenuto soprattutto nei vegetali ma il lattante stesso ne ingerisce quotidianamente perchè si trova nel latte materno ad una concentrazione media di 40 microgrammi per litro o nel latte artificiale ad una concentrazione di circa 225 microgrammi per litro.

    Si è parlato prima di sospensione dell’obbligo vaccinale. Nella Regione Veneto, dove esiste dal 2008, alcuni genitori preferirebbero che esistesse ancora perchè sono convinti che sia stato sospeso per non rimborsare eventuali danni da vaccino. Questo sta a dimostrare che qualsiasi cosa si faccia può essere interpretata in un modo o nell’altro.

    Per quanto riguarda le reazioni da vaccino vorrei far presente che le stesse ci vengono riferite dai genitori.
    Infatti prima di effettuare una vaccinazione si chiede, di prassi, come sia andata la volta precedente, quali siano state le reazioni e si trascrive tutto sulla scheda cartacea del bambino. Mi chiedo: perchè in 9 anni di lavoro nessun genitore mi ha mai riferito di effetti collaterali gravi alle vaccinazioni? Non solo nel mio ambulatorio ma anche in quelli di tutta l’Ulss in cui lavoro? Le reazioni avverse da vaccino che segnaliamo sono raramente febbri elevate senza altre conseguenze o reazioni locali di gonfiore e rossore esteso.

    Mi rendo comunque conto che se non lavorassi in questo ambiente, con tutto quello che circola su internet, scritto anche da presunti “medici”, mi troverei nelle stesse condizioni di dubbio di molti genitori. Al giorno d’oggi è difficile fidarsi delle istituzioni e credere che ci siano persone che lavorano per il bene comune disinteressatamente perchè quello che emerge sono spessissimo fatti di disonestà e interesse proprio.
    Mi sono anche accorta che quando è stata instillata la paura in un genitore attraverso affermazioni che a volte non hanno nulla di scientifico o sono state manipolate, quella rimane e nessuna evidenza scientifica la potrà cancellare anche se dovesse decidere di vaccinare.

    Proprio per questo, nei nostri ambulatori, sia che i genitori vaccinino sia che non aderiscano al piano vaccinale offerto, cerchiamo comunque di avere un dialogo sereno atto ad instaurare un rapporto di fiducia reciproca.

    Ringrazio ancora per il servizio che svolge nella speranza che altri professionisti possano contribuire con le loro conoscenze a facilitare le scelte dei genitori in questo campo.
    Laura

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Cara Laura,
      Grazie per l’apprezzamento. E’ comprensibile che qualche volta si cerchi di trovare una giustificazione semplice a problemi complessi. E’ perverso chiudersi al confronto soprattutto quando l’interlocutore è il medico del servizio vaccinale, il pediatra o il medico di famiglia. Quando poi c’è la disonestà intellettuale è doveroso che i genitori ricevano informazioni che li mettano in condizione di esercitare davvero la propria autonomia. E’ tutto qui e vale anche per il trattamento delle malattie. Grazie per il suo lavoro.

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  40. Luca scrive:

    Io faccio notare che i primi responsabili di queste sentenze scandalose (Rimini e Pesaro) son i consulenti tecnici di ufficio che hanno avvalorato con le loro perizie il nesso tra autismo e vaccinazioni: sono medici! perché non vi occupate di questo problema? sono indegni vostri colleghi la causa di tutto ciò…ma vi rendete conto? leggendo le sentenze si nota che è sempre il perito nominato dal giudice che sostiene esserci il legame tra vaccinazione ed autismo dimostrando ignoranza o malafede (magari prezzolata); ma che razza di medici ci sono negli albi dei periti giudiziari, me lo sa dire esimio dr. Tozzi? non sarebbe il caso di intraprendere azioni disciplinari da parte dei competenti organi nei confronti di persone che disonorano così la loro professione?

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Caro Luca,
      Lei mette il dito sulla piaga. La SIP ha più volte tentato di affrontare il problema, ma non è affatto una cosa semplice. Ci sono numerosi eccellenti professionisti che potrebbero dare il loro contributo nelle situazioni più o meno chiare in cui è richiesta una consulenza e molti sono nelle fila della SIP. Non credo che le sanzioni verso chi offre ignoranza o malafede in queste circostanze siano molto efficaci. Quello in cui credo è migliorare il livello culturale attraverso la diffusione di una informazione corretta e una aperta discussione. La SIP ha appena aperto un portale dedicato ai vaccini qui: http://vaccini.sip.it/. Noi continuiamo per questa strada e abbiamo la testa molto dura.
      Grazie e cordiali saluti

      Alberto E Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

  41. Ananda scrive:

    I numeri non sono ideologici? In quanto tali,forse, ma non si può dire con certezza che chi li dà non ne abbia una propria.. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/29/il-venditore-di-medicine-nelle-sale-il-grande-inganno-di-big-pharma/968309/

  42. Francesco scrive:

    Gentile Dott. Tozzi,
    volevo lasciare questo mio commento per sottolineare alcune contraddizioni. Premetto che non sono un antivaccinista, ma avendo riscontrato su mio figlio una reazione poco chiara (pianto inconsolabile nel sonno per circa 30 gg) post seconda dose esavalente, giustificata dal pediatra in modo ancor più imbarazzante (bambino che sognava la puntura ….) mi sono fermato ed ho iniziato a vedere le ombre. Innanzitutto pubblicazioni recenti mostrano un ruolo fondamentale del microbioma intestinale in molte patologie infettive, malattie neurodegenrative, tumori ed autismo. Sempre recentemente è stato evidenziato come il sistema immunitario nei neonati piuttosto che immaturo sia invece “fortemente regolato e “soppresso” per permettere la colonizzazione dei villi intestinale da parte dei batteri. Non ho conclusioni, ma è evidente che una parte importante (relazione flora intestinale- vaccino in età pediatrica) non sia stata ancora sufficientemente investigata. In ogni caso quello che trovo inaccettabile è che benchè sottolineando l’importanza dell’immunità di gregge in realtà non ci sia nessun controllo dell’immunizzazione reale post vaccino, e tantomeno un controllo dei richiami negli adulti. La copertura del 95%-98% terico per l’immunità di gregge forse la si ottiene solo in età pediatrica (ammesso e non concesso che effettivamente l’efficacia di immunizzazione sia quella dichiarata- ma ci fidiamo senza controllare). I vettori delle malattie esantematiche non sono solo i bimbi però, e gli adulti italiani sono in proporzione molto più rappresentativi. Il secondo punto è il piano vaccinale. E’ proprio necessario in un continente polio free dal 2002 nonostante le grandi ondate migratorie da paesi con polio endemica vaccinare contro polio entro il primo anno di età? Non si può aspettare qualche anno? Analogalmente in casi in cui non ci siano familiari con epatite B, perchè questa fretta?
    Cordiali Saluti
    Francesco

  43. ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

    Caro Francesco,

    Il bilancio tra immuni e suscettibili in una popolazione dipende da vari fattori. In particolare, per i vaccini che utilizziamo, non è solo necessario conoscere l’efficacia e possibilmente un correlato di protezione (per esempio un certo titolo anticorpale), ma anche quanto questa protezione dura. Questo obiettivo si raggiunge sia con studi specificamente dedicati ai vaccini, sia con i cosiddetti studi di sieroprevalenza, con i quali si stabilisce quanti sono gli immuni e i suscettibili indipendentemente dal fatto che siano stati vaccinati. Su questa base si decidono le strategie vaccinali e le eventuali strategie di richiamo. Gli adulti hanno spesso sia la vaccinazione che una storia di malattia. Concordo che in alcuni casi gli adulti costituiscono un importante serbatoio di infezione. Ad esempio per la pertosse non possiamo contare su una protezione duratura neanche se la persona contrae la malattia naturale. La sorgente di infezione dei lattanti, infatti, è spesso rappresentata dai genitori. Caso diverso si verifica per altre malattie come il morbillo o la varicella per le quali la vaccinazione o l’esperienza di malattia conferiscono immunità permanente. Più è basso il numero di suscettibili, meno possibilità ci sono per l’agente patogeno di circolare. Sotto una certa soglia l’agente patogeno non circola più.
    Detto questo noi cerchiamo di costruire strategie vaccinali per, a un certo punto, non vaccinare più. Qualunque breccia in questa barriera è una strada aperta per un agente patogeno importato. E’ per questo che vacciniamo ancora per la polio. A maggior ragione per la potenziale importazione da paesi endemici. E senza preoccupazione per gli effetti collaterali che sono modesti.
    Per l’epatite B l’attenzione ai nuovi nati riguarda soprattutto la prevenzione dei casi trasmessi da madre a figlio. Anche se gli esami dovrebbero essere fatti da tutte le donne in gravidanza, possono esserci delle eccezioni. La strategia di vaccinazione dei bambini nel primo anno ha dato risultati notevoli. Tuttavia, tutte le strategie vaccinali vengono periodicamente ridiscusse alla luce dello scenario nazionale e di quello internazionale.
    Per quanto riguarda il microbioma lei fa delle conclusioni che non sono affatto suggerite dagli studi in corso. Le relazioni a cui fa cenno sono una interessante frontiera per fare dei passi avanti nella terapia di alcune gravi malattie, magari avessimo già degli strumenti efficaci. Non basta sapere che alcuni batteri possono colonizzare l’intestino per dire che questo interferisca con la risposta alle vaccinazioni.
    Infine, per il pianto di suo figlio, difficile pensare che un effetto collaterale del vaccino esavalente possa durare 30 giorni. E’ verosimile tuttavia che nelle prime 48-72 ore il pianto possa essere causato dal dolore locale.

    Cordiali saluti

    Alberto E Tozzi
    Società Italiana di Pediatria

  44. Daniele G. scrive:

    Gentile dott. Tozzi, sono capitato nel suo sito quasi per caso e data la natura delicata del tema vorrei farle alcuna domande,, per cura curiosià che non per necessità.
    E’ vero che l’Italia è l’unico paese europeo ad obbligare 4 vaccinazioni, e che spesso il vaccino somministrato ne contiene 6? Negli altri paesi europei spesso obbligatotrio risulta essere 1 solo vaccino a volta 2 seguito da una lista di raccomandati ma non obbligati. Seguendo il ragionamento della necessita di essere vaccinati per mantenere nullo il pericolo di ritorno di malattie mortali, dove non c’è obbligo ci dovrebbe essere una maggiore incidenza di malattie pericole. Cosa che invece non accade.
    Anche alla luce della particolare situazione italiana per quanto rigurda l’immigrazione clandestia di persone che non hanno la minima vaccinazione e per chi li accoglie, spesso chi viene a contatto con queste persone non sono vaccinate in tal senso. Eppure non accade nulla (per fortuna sia chiaro ).
    Sia chiara una cosa, non sono contro le vaccinazioni. Ma la modalita di uso dovrebbe essere rivista, Si dovrebbe fare un ciclo di vaccinazioni in base ad ogni singolo bambino, in base a come reagisce ogni volta, magari vedere il peso o individiare una serie di fattori per poter dare al bambino il vaccino in modo meno invasivo possibile. Costa di piu? Penso che quando si parla di figli e soprautto bambini il fattore costo non dovrebbe essere un peso, mai.
    Cordiali saluti,
    Daniele.

  45. Valentina I. scrive:

    Buongiorno Dott. Tozzi,
    ho letto i vari commenti e le varie discussioni in tema di vaccini, tema che mi mette in seria difficoltà, in quanto sono Mamma di Sofia che ha quasi 11 mesi, e il 2 settembre dovrebbe fare il terzo richiamo esavalente.
    Utilizzo il termine “dovrebbe” in quanto le ultime vicende sponsorizzate in tv e su internet e l’informazione sia da un versante che dall’altro fa riflettere a lungo sulla questione.
    Mi sono recata all’asl per vaccinare mia figlia le prime due volte e in entrambi i casi c’è da firmare una lista di scarichi di responsabilità lunghe 3 o 4 pagine…mi chiedo come mai vista l’obbligatorietà dei vaccini.
    Mi aggrego con quanto detto da un’altra persona…perchè non danno la possibilità di fare i soli obbligatori e ti mettono in condizione di vaccinare tua figlia anche laddove potresti non farlo?
    Una mia cara conosciente in seguito al vaccino MPR, nel giro di 5 giorni ha visto sua figlia regredire nel silenzio più assoluto e piombare nello spettro più pauroso per i genitori: l’autismo…
    Come può dirmi di non trovare correlazione tra il vaccino e questo se solo 5 gg prima aveva una bambina che diceva mamma, papà, che interagiva e mostrava le emozioni in modo normale?
    Queste non sono campagne anti vaccino mosse da persone che non hanno nulla da fare!
    Lei sostiene che le conseguenze del morbillo possono in rari casi essere dannosissime, ma come lo possono essere le conseguenze di un vaccino!
    E come faccio io ad accettare,che per tutelare mia figlia da una malattia in rarissimi casi pericolosa, gliene ho creata un’altra altrettanto pericolosa…a vita!!!!!!!!
    Come faccio ad accettare le conseguenze di un vaccino o di una rara reazione avversa…come sono rari i casi di malattia mortale sono rari i casi di morte da vaccino…ma può dirmi che è IMPOSSIBILE CHE ACCADA?????
    PUO’ GARANTIRMI CHE NON SUCCEDERA’ MAI NULLA ALLA MIA BAMBINA CON I VACCINI CHE CALDAMENTE MI CONSIGLIATE DI FARE?
    Se c’è anche un raro caso che mia figlia ci rimanga lesa dopo un vaccino…come posso io a cuor leggero recarmi all’asl per farle fare una PUNTURINA INNOCUA SICURISSIMA?
    Bisogna essere onesti e sinceri…con la vita dei bimbi non si scherza e a mio avviso, adesso si vaccina un pò troppo…anche per la varicella e per l’influenza…credo sia davvero esagerato!

    Grazie
    Valentina

  46. ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

    Cara Valentina,

    Capisco bene le sue preoccupazioni. Provo a darle alcune informazioni di cui abbiamo parlato spesso in questa pagina in modo che lei possa orientarsi con più serenità. Ad ogni modo le consiglio di confrontarsi con il suo pediatra che avrà sicuramente modo di dedicarle del tempo su questo argomento.

    Il consenso informato (le pagine che lei dovrebbe firmare) non sono uno scarico di responsabilità. Si tratta di uno strumento che dovrebbe garantire che lei abbia ricevuto tutte le informazioni utili prima della vaccinazione. Inoltre non è sufficiente che lei firmi un documento, dovrebbe avere avuto un colloquio con il personale dell’ufficio della ASL che deve rispondere alle sue domande. In mancanza di questo iter il consenso non è valido. Questo procedimento è una garanzia per i pazienti e le famiglie.

    La scelta di eseguire solo i vaccini “obbligatori” non trova un razionale oggi. Il Ministero della Salute raccomanda un calendario delle vaccinazioni in cui questa distinzione non viene fatta. Più semplicemente la strategia è quella di fare un bilancio tra i rischi e i benefici e prendere una decisione su questa base. Per i vaccini inseriti nel calendario vaccinale italiano, questo bilancio è sempre a favore dei benefici del vaccino.

    Quanto alla storia che lei segnala bisognerebbe avere più informazioni per dare un giudizio. Tuttavia, come abbiamo già detto in queste pagine, molto è stato fatto per rispondere proprio a questo quesito. Se si sospetta che un vaccino causi l’autismo, in estrema sintesi, dovrebbe succedere che le persone vaccinate ne hanno di più di quelle non vaccinate. Nei numerosi studi che sono stati eseguiti questo non si è mai verificato. Questo non vuol dire che l’autismo non possa insorgere per altre ragioni. Quindi, per pura coincidenza, anche una persona vaccinata può avere l’autismo senza che il vaccino l’abbia determinato.

    Chiariamo bene una cosa. Nessun vaccino, come nessun farmaco è esente da effetti collaterali. Tuttavia lo standard di sicurezza dei vaccini è molto superiore a quello dei farmaci che prendiamo spesso senza pensarci. Quindi quello che si fa, proprio per essere onesti e sinceri è chiedersi: qual è il meglio che posso fare per i bambini? La probabilità di avere una malattia che si può prevenire con la vaccinazione e le sue complicazioni è molto più elevata della probabilità di avere effetti collaterali a causa delle vaccinazioni. Quest’ultima probabilità tuttavia non è zero. Per questo nessuno può garantire che una persona vaccinata non avrà nessun effetto collaterale.

    Queste poche righe, però, saranno solo un modesto e troppo sintetico contributo ai sui interrogativi che meritano una lunga chiacchierata di persona con il suo pediatra. Questo è l’unico modo perché lei sia serena e faccia quello che è meglio per Sofia. Per il pediatra questo è l’obiettivo più importante.

    Cordiali saluti

    Alberto Tozzi
    Società Italiana di Pediatria

  47. ale scrive:

    buongiorno dottor Tozzi. noi non saremmo a priori contrari ai vaccini ma con tutto quello che si sente, si scrive, le sentenze dei tribunali, ammetterà che un po ‘di dubbi vengono. nostra figlia al momento sta facendo l’esavalente , ma il problema verrà quando si tratterà di scegliere se fare o non fare il vaccino mpr, .

    vorremmo chiedere: non è consigliabile spostarlo piu avanti verso i 24-36 mesi, quando il sistema immunitario è piu’ maturo? non si faceva cosi anni passati? inoltre vorremmo evitare di fare lmpr, vorremmo un monovalente, (come è possibile scegliere in svizzera per esempio) e ci è stato risposto dal ministero che in commercio ve ne è effettivamente uno. sa dirci quale è?cordiali saluti

  48. ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

    Gentili Genitori,
    E’ più che comprensibile che siate disorientati e, come sempre, vi consiglio di approfittare sempre del vostro pediatra per discutere dei vostri dubbi.
    L’epoca di somministrazione della vaccinazione MPR viene valutata sulla base del bilancio tra una risposta immune efficace (eccellente all’età di 12 mesi) e la probabilità di incontrare la malattia naturale (purtroppo elevata di questi tempi). Ritardare la vaccinazione non diminuisce la probabilità di osservare effetti collaterali e lascia aperta la possibilità che il bambino contragga la malattia naturale. Pensate che durante i periodi epidemici, quando i casi di malattia sono frequenti anche tra i bambini sotto l’anno di vita, è raccomandato anticipare la vaccinazione a 6 mesi di vita quando la risposta immune non è ottimale, ma meglio che nessuna protezione. Perfino in questo caso non si osserva un aumento degli effetti collaterali. In sintesi, vi sconsiglio di attendere per effettuare la vaccinazione.
    Quanto al vaccino monovalente non mi risulta che questo sia in commercio nel nostro Paese. Da noi, come in molti altri Paesi, è in uso da tempo il solo vaccino MPR. E’ possibile che l’informazione che avete ricevuto si riferisca a prodotti di importazione per vie non ufficiali. Anche per quanto riguarda questo aspetto, mi sento di rassicurarvi sul fatto che quando erano disponibili mono e trivalente non sono state osservate differenze apprezzabili tra i due vaccini. Vi prego anche di fare attenzione all’approvvigionamento da fornitori che non sono in grado di mantenere la catena del freddo: sarebbe come somministrare acqua fresca.

    Cordiali saluti

    Alberto E Tozzi
    Società Italiana di Pediatria

  49. Alessia scrive:

    Gentile Dott Tozzi,
    ho letto e salvato articolo e suoi commenti in quanto sto “accumulando” informazioni sui vaccini. Tra una settimana il mio bimbo dovrà fare quello esavalente e sono terrorizzata. Non voglio fargli correre alcun pericolo e se non dovessi vaccinarlo sarei preoccupata, ma attualmente so che lo sarò anche il giorno del vaccino. Non ci dormo la notte, non so che fare soprattutto dopo aver visto un video diffusissimo in rete che si chiama “Il ragionevole dubbio”. Ho notato che in questi due anni Lei ha risposto a tutti e questo è sinonimo di attenzione, per questo terrò in seria considerazione il suo parere sul vaccino esavalente e sull’antipneumococcica coniugata che dovrò fare lo stesso giorno. Ben sette virus, seppur dormienti, non sono troppi? La ringrazio di cuore. Alessia

    • Alessia scrive:

      Un’ultima cosa: non sono riuscita ad allattare il mio bambino, ma gli passato il colostro. I suoi anticorpi sono stati passati soprattutto da quest’ultimo? Il fatto di non aver allattato può influire in qualche modo?

  50. Angela scrive:

    Buon pomeriggio,
    vorrei avere delucidazioni sulla questione metalli presenti nei vaccini. Si dice che siano loro a provocare danni gravissimi tra i quali quelli cerebrali
    Grazie.

  51. ale scrive:

    buongiorno dott. Tozzi una semplice domanda; se il vaccino mpr fosse cosi pericoloso perché non è stato tolto come in Giappone? (oltretutto sembra che l’autismo non sia diminuito in quel paese con altri tipi di vaccini, quindi la colpa non dovrebbe essere di quel vaccino, ma di altro).è opportuno in ogni caso spostare l’eta della vaccinazione di qualche decina di mesi? ossia verso i due anni? sembra che gli effetti nefasti dei vaccini siano minorii all’aumentare dell’eta e che i bambini siano ancora un po’ coperti dagli anticorpi della madre (considerazioni di un noto pediatra di un noto blog sulla rete).soprattutto il mrobillo è cosi pericoloso? un caso su 2000 di encefalite la cui pericolosità a sua volta è del 5 per cento , vuol dire che il morbillo è pericoloso in un caso su 10.000 in bimbi per lo più immunocompressi…..boh son tanto confusa…grazie per l’attenzione

  52. Riccardo scrive:

    Gent.mo dott. Tozzi,
    sono papà di un bimbo di 2 anni che ha già fatto tutti i vaccini “obbligatori” e come molti i dubbi e le perplessità di sottoporlo al vaccino MRP sono tanti.
    Penso che sia già stato abbastanza esaustivo nel rispondere a tutte le domande e non voglio entrare nei meriti già discussi…ma vorrei che mi desse una sua opinione sul fatto che non riesco a capire perché esistano vaccini “obbligatori” e vaccini “facoltativi”!
    Come posso avere io la facoltà di decidere se sottoporre mio figlio o meno ad un vaccino in quanto ignorante in materia?
    Quando da piccolo ho dovuto fare le vaccinazioni, compresa quella per il morbillo, i miei genitori non rammentanavano alcun timore.
    Se magari chi di dovere in ambito sanitario, ci dicesse chiaramente cosa si deve fare non esisterebbe una disinformazione diffusa.
    È da qui che nasce il timore, il dubbio e il confronto con altre persone, senza considerare il fatto che magari altre persone più che avere gli stessi dubbi, hanno interessi economici alla speculazione in merito e internet non può che fare da amplificatore globale.
    La ringrazio anticipatamente,
    Saluti

    • ALBERTO EUGENIO TOZZI scrive:

      Gentile Papà,
      Per fortuna non ci sono vaccini di serie A o di serie B. La confusione deriva in realtà solo da una formalità burocratica. Tempo fa, quando la situazione di controllo delle malattie infettive era ben lontana da quella attuale, lo Stato utilizzava lo strumento dell’obbligo per garantire la salute dei cittadini. I Decreti Ministeriali che fanno riferimento a queste raccomandazioni, infatti, risalgono a non pochi anni fa. Man mano che si sono resi disponibili nuovi vaccini gli anni sono passati, ed è stato sempre più evidente che i decreti non erano lo strumento più adatto per promuovere le vaccinazioni. Il Ministero si è quindi preoccupato di investire sull’informazione sui vaccini piuttosto che emanare nuovi decreti. Se lei consulta la pagina web del Ministero, non c’è alcuna differenza tra vaccini obbligatori e facoltativi. Esiste un calendario raccomandato dei vaccini nel quale sono inseriti tutti i vaccini inclusi nelle strategie vaccinali del nostro Paese. Mi dispiace che lei non abbia ricevuto informazioni sufficienti a soddisfare le sue curiosità su questo argomento. Provi a parlarne con il suo pediatra che dovrebbe aiutarla a dissipare i suoi dubbi.

      Cordiali saluti

      Alberto Tozzi
      Società Italiana di Pediatria

      • Riccardo scrive:

        Grazie per la celerità nel rispondermi, ma forse non sono stato chiarissimo.
        In breve, da papà sarei molto più tranquillo se il vaccino MRP fosse obbligatorio.
        Noi non avremmo alcun pensier sul fare o meno il vaccino (da qui il mio appunto sul “facoltativo”) e voi, inteso come sanità, non dovreste perder tempo a difendervi da chi da la caccia alle streghe.
        Il fatto che qualcosa ritenuto utile e importante da parte della.sanità, sia.rimesso alla.nostra facoltà decisionale, tra l’altro carente inmateria , lo vedo come un segno di deresponsabilizzazione.

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