Acne

Rubrica a cura degli esperti

Giorgio Rovatti, pediatra libero professionista Consigliere SIDerP

Carmelo Schepis, Dermatologo, Consigliere SIDerP

 

 

 

 

 

 

in collaborazione con SIDERP

Spremere i “brufoli” è una pratica da evitare? Vero
Spremere i brufoli non porta ad una più rapida guarigione delle lesioni. Si rischierà invece una sovra infezione da comuni germi della pelle e, in caso di manovre troppo energiche, la rottura dei follicoli e l’innesco di un processo infiammatorio ben più grave di quanto non sia la situazione di partenza. È facile rendersi conto che questo vizio, tecnicamente dermotillomania, può procurare un danno serio alla pelle ma è difficile controllare l’impulso e rinunciare al piacere che lo spettacolo dell’eruzione del pus può provocare.

La dieta ha un ruolo nel trattamento dell’acne?  Vero/Falso
Il rapporto fra dieta ed acne è complesso e non ancora definitivamente risolto. Una introduzione eccessiva di carboidrati, particolarmente ad alto indice glicemico, appare essere al momento l’unico fattore capace, forse, di influenzare negativamente l’intensità dell’acne. L’assunzione in modica quantità di cioccolato, latte e derivati non deve essere proibita. Solo un eccessivo apporto giornaliero di tali alimenti potrebbe avere un ruolo nella patogenesi dell’acne.

Il trucco è vietato? Falso 
Una convinzione radicata vuole che il trucco peggiori l’acne. Un trucco “pesante” può essere comedogenico mentre un trucco occasionale e leggero, mai grasso, sarà di aiuto psicologico per non sentirsi diversi dai coetanei. Non sarà necessario usare cosmetici medicati dal momento che i risultati più evidenti saranno forniti dalle terapie locali e/o sistemiche. Fra il trattamento locale e l’eventuale trucco dovrà trascorrere una trentina di minuti per dare al topico il tempo di essere assorbito dalla pelle.

La terapia dell’acne è breve e porta a risultati rapidi e definitivi? Falso
L’acne presenta durata ed intensità estremamente variabili ed Il regime terapeutico deve essere adattato al singolo caso. Il paziente, desideroso di una soluzione rapida e definitiva, deve essere correttamente informato per evitare delusioni che possono minare la alleanza terapeutica. I risultati dei trattamenti sono visibili solitamente dopo 4-6 settimane ma possono essere necessari alcuni mesi per un risultato ottimale che frequentemente richiede una terapia di mantenimento

L’acne può essere una malattia con importanti ripercussioni estetiche? Vero
L’acne quando particolarmente aggressiva, se non ben curata, può lasciare importanti reliquati cicatriziali. Questo avviene per lo più nelle forme di acne nodulo-cistica. Le cicatrici sono per lo più atrofiche e di forma puntiforme, tondeggiante o quadrangolare. Talora la cicatrizzazione è esuberante e produce piccole papule. Per questi motivi sarà necessario curare l’acne e non lasciar fare alla natura.                                                                                                                                                                  

L’acne migliora sempre con l’esposizione al sole? Falso
Non esistono studi controllati che dimostrino un effetto terapeutico dei raggi UV. Il miglioramento estivo riportato da una discreta percentuale di pazienti è in gran parte apparente, conseguenza del mascheramento indotto dall’eritema provocato dai raggi UV e dalla successiva abbronzatura.
In alcuni soggetti la esposizione al sole determina un aggravamento dell’acne verosimilmente successivo all’ aumento delle proprietà comedogeniche del sebo indotto dagli UVA.

L’acne si manifesta solo negli adolescenti? Falso
Ogni fascia di età può essere interessata da acne: 1) A.neonatale 2) A. infantile
3) A. “midchildhood”( 1-7 anni) 4) A. preadolescenziale 5) A. della adolescenza.
Particolare attenzione deve essere riservata ai pazienti con acne “mid-childhood” per rilevare segni di iperandrogenismo che richiedono una adeguata valutazione endocrinologica

Le terapie locali possono essere irritanti? Vero
Le terapie locali di più frequente impiego (retinoidi topici e benzoilperossido) hanno una azione irritante che deve essere anticipata. Gli effetti collaterali possono essere ridotti e la compliance migliorata tramite alcuni “artifici terapeutici” quali l’utilizzo iniziale di basse concentrazioni del principio attivo, schemi che prevedano applicazioni a giorni alterni all’esordio del trattamento per saggiare la tolleranza individuale, la scelta del veicolo più appropriato.

in collaborazione con SIDeRP (Società Italiana di Dermatologia Pediatrica)