Dermatite Atopica (DA)

Rubrica a cura degli esperti

Massimo Gola, SS Dermatologia allergologica e pediatrica, AUSL Toscana Centro, Firenze

Maria Cristina Maggio, Clinica Pediatrica Università di Palermo

 

 

 

 

 

 

 

in collaborazione con SIDERP

La DA è una malattia allergica?  Falso

La DA è una dermatosi di natura infiammatoria, geneticamente determinata, intensamente pruriginosa con decorso cronico e recidivante, in cui le lesioni cutanee hanno una distribuzione topografica tipica per ogni classe di età. In una quota consistente (60-70%) di soggetti possono coesistere manifestazioni allergiche quali rinite e oculorinite, asma e allergia alimentare ed è presente una storia familiare di atopia.

La diagnosi si fa con i test allergologici?  Falso

La diagnosi di DA può essere fatta con ragionevole certezza nella maggior parte dei casi basandosi sull’esame obiettivo delle lesioni cutanee e sulla storia personale e familiare di atopia. Nota l’esistenza di criteri diagnostici tabellati (Hanifin e Rajka del 1980, i più conosciuti) alcuni dei quali devono essere necessariamente e contemporaneamente presenti perché si possa fare la diagnosi.

L’uso degli emollienti ha un ruolo fondamentale?  Vero

Nella DA, dove la cute è particolarmente secca e facilmente irritabile per il difetto di barriera cutanea, l’applicazione degli emollienti deve essere perseguita come parte integrante e fondamentale della terapia (educazione terapeutica) e non come un semplice complemento del trattamento.

Ci sono modalità terapeutiche che garantiscono una guarigione?  Falso

La terapia della DA ha principalmente lo scopo di migliorare la qualità di vita dei pazienti, di ridurre e contrastare l’estensione e la gravità delle lesioni cutanee ma soprattutto di controllare il prurito talora incoercibile. Oltre al trattamento farmacologico l’approccio al paziente deve contare sulla riduzione o eliminazione per quanto possibile dei fattori scatenanti (agenti irritanti, esposizione allergenica, infezioni, climatizzazione degli ambienti ecc).

La dieta ha un ruolo fondamentale nel trattamento?  Falso 

L’allergia alimentare viene riportata come possibile cofattore eziologico in una parte dei pazienti affetti da DA. Pertanto una dieta ipoallergenica può essere considerata sia come un vero e proprio trattamento che una misura profilattica, in pazienti con DA già clinicamente manifesta, solo quando i dati clinico-anamnestici supportati da specifici test diagnostici, facciano sospettare un ruolo degli alimenti nello sviluppo del quadro clinico.

I soggetti con DA sono maggiormente esposti a sviluppare una allergia da contatto?  Falso

L’analisi dei lavori scientifici pubblicati nel tempo permette di rilevare che gli atopici cutanei, bambini o adulti che siano, non presentano un comportamento differente rispetto alla popolazione non atopica nel manifestare una allergia da contatto nel corso della loro vita. E’ però noto che la DA può essere complicata da una allergia da contatto.

E’ indicata la prescrizione di antistaminici?  Vero

Gli antistaminici (anti H1) vengono tradizionalmente impiegati e prescritti nella DA non solo per la loro attività antipruriginosa ma anche per contrastare il prurito notturno e quindi la perdita di sonno e impedire le lesioni da grattamento (anti H1 di prima generazione), per l’attività antiinfiammatoria di cui sono dotati gli anti H1 di seconda generazione associata ad una minima attività sedativa. Hanno anche un ruolo importante nel controllo della sintomatologia allergica (rinite e oculorinite in particolare) in quei soggetti in cui è associata atopia mucosa.

Nella terapia topica della DA sono disponibili solo i corticosteroidi?  Falso

I corticosteroidi topici (TC) rappresentano tuttora il trattamento di prima scelta nella cura delle fasi acute, delle sue riacutizzazioni e anche nella gestione della fase cronica. Sono disponibili e autorizzati dai due anni di vita in poi gli Inibitori Topici della Calcineurina (ITC), farmaci immunomodulatori per uso locale rappresentati dal tacrolimus unguento e pimecrolimus crema, la cui efficacia e sicurezza nel tempo è confermata ormai da molti studi clinici. Questi farmaci si sono affiancati ai TC e sono indicati per il trattamento della DA moderata o grave che non abbia risposto adeguatamente alla terapia steroidea ma anche nell’impiego a lungo termine (non inducono atrofia cutanea) in aree delicate del corpo come la regione palpebrale, cute periorale, area genitale, regione ascellare e inguinale. In taluni casi può risultare necessaria la prescrizione di antibiotici topici che deve essere effettuata con oculatezza nella evidenza clinica di infezioni sovrapposte (in particolare da stafilococchi) perché possono indurre resistenze batteriche e sensibilizzazione