Come interpretare l’emocromo

Rubrica a cura degli esperti

Dott.ssa Angela Mastronuzzi
Dipartimento Oncoematologia
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma


Dott.ssa Michela Massoud
Dipartimento Oncoematologia
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

L’esame emocromocitometrico è il più rappresentativo tra gli esami di laboratorio? Vero

L’emocromo, infatti, oltre ad essere il test di laboratorio più antico che sia disponibile, fornisce, se ben interpretato, numerosissime informazioni. E’ inoltre, un esame veloce e poco costoso.

Il valore assoluto dell’emoglobina è sufficiente per fare diagnosi di anemia? Vero

L’anemia è una condizione frequente in età pediatrica e si caratterizza per valori di Hb inferiori ad almeno 2 SDS ai valori medi per età e sesso.

Con il termine microcitemia si intendono i portatori sani di anemia mediterranea? Falso

Il termine microcitemia indica la presenza di globuli rossi con volume (MCV) inferiore rispetto alla norma in base all’età. Tra le cause più comuni di microcitemia c’è l’anemia da carenza di ferro oltre all’anemia mediterranea sia nella forma conclamata che nello stato di portatore.

L’RDW può essere utile per differenziare l’anemia mediterranea dall’anemia da carenza di ferro in presenza di microcitemia? Vero

Un aumento di RDW è indicativo di anemia da carenza di ferro.

Un aumento dell’MCV (> 100) indica solo condizioni di carenza vitaminica? Falso

Un aumento dell’MCV può essere un segno di mielodisplasia oltre che di deficit di folati e/o vitamina B12

L’inversione della formula leucocitaria è fisiologica fino a 2 anni di vita? Falso

L’inversione della formula, ossia l’evidenza di un numero assoluto di linfociti superiore al numero assoluto di neutrofili, può essere fisiologico fino a 6 anni di vita anche se il numero assoluto di linfociti si avvicina sempre più a quello dell’adulto man mano che aumenta l’età del bambino.

L’ipereosinofilia è indicativa solo di forme allergiche? Falso

L’aumento degli eosinofili è presente anche nelle parassitosi, in alcune patologie linfoproliferative (linfomi/leucemie), aspergillosi oltre che nella sindrome di Loeffler.

La diagnosi di neutropenia si effettua sul valore percentuale dei neutrofili? Falso

La corretta interpretazione dei parametri dell’emocromo, e quindi anche della neutropenia, si basa sulla valutazione del loro numero assoluto.

L’aumento dei monociti è sempre patologico? Falso

La morfologia del monocita è sovrapponibile a quella del neutrofilo giovane. Dunque prima di confermare la diagnosi va ricontrollata la formula leucocitaria al microscopio.

La causa più frequente di piastrinopenia isolata è autoimmune? Vero

La trombocitopenia immune, generalmente post-infettiva, è la forma più frequente di piastrinopenia. Generalmente in questo caso la conta piastrinica è molto bassa (<10000/mmc). Da ricordare in diagnosi differenziale la pseudopiastrinopenia da EDTA, caratterizzata da un’aggregazione piastrinica che alcuni soggetti manifestano quando si utilizza nelle provette l’EDTA come anticoagulante. In caso di dubbio può essere utile ripetere un emocromo in eparina.

Nell’inquadramento di una anemia è utile il dosaggio dei reticolociti? Vero

In un individuo sano i reticolociti sono pari all’1% del numero totale dei globuli rossi. In presenza di anemia, il numero di reticolociti incrementa proporzionalmente al grado della stessa. In caso di “mancata” risposta reticolocitaria bisogna sospettare condizioni morbose più impegnative, differenti in base all’età del bambino.

Le LUC (large uncolered cells) sono cellule “patologiche”? Falso

Le LUC sono cellule che i comuni emocromocitometri non riescono ad inquadrare tra i leucociti maturi. Possono essere la spia di una leucemia ma più frequentemente, soprattutto se l’incremento non si associa ad altre significative alterazioni dell’emocromo, possono indicare cellule reattive post-infettive.