La parotite epidemica

Dottor Andrzej Krzysztofiak

Consigliere Nazionale SITIP (Società Italiana di Infettivologia Pediatrica)

Che cos’è e come si manifesta

La parotite è una patologia infettiva altamente contagiosa, causata da un virus appartenente alla famiglia dei Paramyxovirus, che si localizza a livello delle ghiandole salivari e delle prime vie aeree (faringe, laringe e trachea).
L’ingrossamento delle ghiandole parotidi, poste sotto i padiglioni auricolari, dietro l’angolo della mandibola, conferisce al viso il caratteristico aspetto da cui il nome popolare di orecchioni“.
Le complicanze sono fortunatamente rare. Una meningite si osserva nel 4-6% dei bambini più piccoli e si risolve senza sequele dopo 3-10 giorni. L’orchite (infiammazione dei testicoli) si presenta nel 20-30% dei maschi dopo la pubertà coinvolge tutti e due i testicoli in un sesto dei casi. Regredisce solitamente entro 5-7 giorni. La metà circa dei pazienti con orchite va incontro ad atrofia testicolare di grado variabile ma la sterilità è un evento raro. La pancreatite è una complicanza meno frequente (2-5%) e determina la comparsa di iperglicemia che è transitoria e reversibile. La perdita dell’udito si verifica in 1 caso ogni 20.000 e rappresenta la principale causa acquisita di sordità neurosensoriale infantile.

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Epidemiologia

L’infezione è endemica con riaccensioni epidemiche, ogni 3-4 anni, in inverno e primavera.
Il contagio interessa generalmente i bambini e gli adolescenti tra i 5 e 15 anni, ma non sono risparmiati gli adulti, i lattanti fino a 1 anno solitamente sono immuni e si manifesta molto raramente nei bambini di età inferiore ai 2 anni. La trasmissione del virus della parotite avviene per contatto diretto, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando e più raramente tramite oggetti contaminati con le stesse goccioline.
Il periodo di contagiosità, in cui la malattia può essere trasmessa dalle persone infette (con o senza sintomi manifesti) va da 6-7 giorni prima a 9 giorni dopo la comparsa della tumefazione delle ghiandole salivari. L’immunità è persistente anche se l’infezione è lieve o asintomatica.

Diagnosi e terapia

Il periodo di incubazione è molto variabile tra 12 e 25 giorni ed è generalmente privo di sintomi salvo talora accompagnato da malessere, perdita dell’appetito, brivido, febbricola, mal di testa, dolori muscolari. I sintomi iniziano con febbre, spesso elevata che persiste per 4-5 giorni, dolore regione auricolare, dolori muscolari, cefalea e tumefazione di una o entrambe le parotidi, con conseguente dolore durante la masticazione e la deglutizione. Spesso è presente la tumefazione ed arrossamento dell’orifizio del dotto di Stenone.
L’interessamento è inizialmente di una sola ghiandola ma nella maggior parte dei casi (75%), in circa 2 giorni, viene coinvolta anche la parotide del lato opposto. Circa un terzo delle infezioni da virus parotitico non si manifesta in forma clinicamente evidente, ma soltanto con una sintomatologia non specifica delle vie respiratorie. La tumefazione delle parotidi dura all’incirca una settimana e la guarigione avviene in 10-12 giorni.
L’infezione contratta durante le prime 12 settimane di gravidanza conduce all’aborto nel 25% dei casi.
La diagnosi viene posta dal medico ed è generalmente agevole per la tumefazione bilaterale delle parotidi e l’andamento della febbre. Va confermata con la ricerca nel sangue di anticorpi specifici diretti contro il virus.
Nella parotite non complicata, le indagini di laboratorio generalmente non rivelano nulla di specifico, se non un aumento di numero dei globuli bianchi e delle amilasi.
Come per le altre malattie di origine virale, anche per la parotite non esiste una terapia specifica, quindi il trattamento è indirizzato essenzialmente ad alleviare i sintomi: somministrazione di analgesici e antipiretici. Una dieta semiliquida può aiutare ad alleviare il dolore associato alla masticazione.  Sarebbe bene evitare succhi di agrumi perché la loro acidità può accentuare il fastidio dovuto all’infiammazione. Oltre al rispetto delle buone norme igieniche, l’arma migliore contro la malattia è la vaccinazione.

Le domande dei genitori e come rispondere

1.La parotite è una malattia contagiosa? La parotite è una patologia infettiva altamente contagiosa. La trasmissione avviene per contatto diretto, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando e più raramente tramite oggetti contaminati con le stesse goccioline.

2. La parotite può dare una meningite? Una meningite sierosa si osserva nel 2-4% dei bambini più piccoli e si risolve senza sequele dopo 3-10 giorni.

3. La parotite può dare sterilità? La metà circa dei pazienti con orchite va incontro ad atrofia testicolare di grado variabile ma la sterilità è un evento raro. L’orchite (infiammazione dei testicoli) si presenta nel 10-20% dei maschi dopo la pubertà coinvolge tutti e due i testicoli in un sesto dei casi. Regredisce solitamente entro 5-7 giorni.

4. Qual è il periodo di contagiosità della parotite? Il periodo di contagiosità, in cui la malattia può essere trasmessa dalle persone infette (con o senza sintomi manifesti) vada 6-7 giorni prima a 9 giorni dopo la comparsa della tumefazione delle ghiandole salivari.

5. Come si previene la parotite? Oltre al rispetto delle buone norme igieniche, l’arma migliore contro la malattia è la vaccinazione.

Risorse digitali per saperne di più
https://redbook.solutions.aap.org/

Caso clinico 1

Mario è un adolescente di 13 aa. Da tre giorni presenta malessere, perdita dell’appetito, brivido, febbricola, mal di testa e dolori muscolari. Viene portato al pronto soccorso. All’esame obiettivo presenta faringe iperemico, lieve tumefazione della loggia parotidea dx, ipertrofia ed arrossamento del dotto di Stenone con restante esame nella norma. Vengono eseguiti esami che appaiono nella norma salvo un modesto aumento dei globuli bianchi (con prevalenza dei linfociti) e delle amilasi. Dall’anamnesi emerge che il paziente ha effettuato una dose di vaccino Morbillo, Rosolia e Parotite a due anni di vita, ma non ha effettuato il richiamo.  Viene inviato a domicilio con terapia antinfiammatoria con diagnosi di parotite epidemica. Dopo due giorni viene riportato nuovamente al pronto soccorso per riferito disturbo della deambulazione, cefalea e vomito. Vengono ripetuti nuovamente esami ematochimici e una rachicentesi. Si conferma un aumento delle amilasi e dei globuli bianchi. La puntura lombare è nella norma, salvo una lieve cellularità (25 linfociti).  Per cui viene posta una diagnosi di meningite virale da parotite. Mario viene ricoverato per osservazione clinica e dimesso dopo 8 giorni di ricovero senza esiti.


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