La varicella

Dott.ssa Isabella Tarissi De Jacobis

UOC Pediatria generale e Malattie Infettive, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS

Che cos’è e come si manifesta

La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa, causata dal virus varicella zoster (VZV) appartenente alla famiglia degli herpesvirus.

Il contagio avviene soprattutto nei primi stadi dell’eruzione. La trasmissione da persona a persona avviene per via aerea mediante le goccioline respiratorie diffuse nell’aria quando una persona affetta tossisce o starnutisce, o tramite contatto diretto con lesione da varicella o zoster. La contagiosità inizia da 1 o 2 giorni prima della comparsa dell’eruzione e può durare fino alla comparsa delle croste.

Dopo un’incubazione di circa 2 settimane (10-21 giorni), la malattia esordisce con un esantema cutaneo (o rash), febbre non elevata e lievi sintomi generali come malessere e mal di testa. Per 3-4 giorni piccole papule rosa pruriginose compaiono su testa, tronco, viso e arti e dopo poche ore si trasformano in vescicole a contenuto inizialmente chiaro poi in pustole e infine in croste, destinate a cadere. Tipicamente l’esantema è costituito da 250-500 lesioni.
La varicella è in genere una malattia benigna che guarisce nel giro di 7-10 giorni. La malattia tende ad avere un decorso più aggressivo nell’adolescente e nell’adulto, e può essere particolarmente grave se colpisce persone immunodepresse (persone sottoposte a chemioterapia o in cura con steroidi per asma o altre malattie).

Complicanze possibili sono: superinfezione batterica delle lesioni cutanee (5% dei casi), polmonite (1%), encefalite, atassia cerebellare, trombocitopenia, artrite, epatite, e glomerulonefrite.

L’infezione produce immunità permanente in quasi tutte le persone immunocompetenti: raramente una persona può sviluppare due volte questa malattia. Tuttavia, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma rimane latente, in genere per tutta la vita. Nel 10-20% dei casi il virus si risveglia a distanza di anni o di decenni dando luogo all’herpes zoster, noto comunemente come “fuoco di Sant’Antonio”. Lesioni a grappolo di tipo vescicolare si presentano in una zona definita del corpo, a volte accompagnate da dolore localizzato.

Se la varicella viene contratta da una donna nei primi due trimestri di gravidanza può trasmettersi al feto, causando una embriopatia (sindrome della varicella congenita). Se invece la madre ha avuto la malattia da cinque giorni prima a due giorni dopo il parto, può verificarsi una forma grave di varicella del neonato, la cui mortalità può arrivare fino al 30%.

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Epidemiologia

Aggiornata l’epidemiologia della varicella in Italia e in Europa con i dati al 2013 e al 2010. Nel nostro Paese evidenziano che l’incidenza della malattia si è praticamente dimezzata, passando da 180 casi per 100.000 nel 2003 a 99 casi per 100.000 nel 2013. In Europa, nel 2010, sono stati riportati complessivamente 592.681 casi di varicella da 18 Paesi. L’incidenza più elevata è stata riportata da Polonia (481 casi per 100.000), Repubblica Ceca (459 casi per 100.000), Estonia (458 casi per 100.000) e Slovenia (444 casi per 100.000).

Diagnosi e terapia

La diagnosi viene posta dal medico sulla base dell’aspetto caratteristico delle lesioni e solitamente non sono necessari esami di conferma (isolamento del virus dal liquido vescicolare, ricerca degli anticorpi anti VZV). Nel trattamento si utilizzano farmaci per il controllo della sintomatologia come antistaminici per il prurito e antipiretici per la febbre. Nei bambini a rischio di sviluppare forme gravi di varicella si utilizza anche una terapia antivirale sistemica con aciclovir, che, per essere efficace, deve essere iniziata precocemente (entro 24-48 ore dalla comparsa dell’esantema).

Le domande dei genitori e come rispondere

1. Che cos’è la varicella?

La varicella è una malattia virale molto contagiosa

2. Come si trasmette la varicella?

Il virus si trasmette per via aerea tramite le goccioline di saliva attraverso tosse e starnuti o per contatto diretto con l’eruzione cutanea

3. Quali sono i sintomi della varicella?

Dopo l’incubazione e un breve periodo di malessere generale e febbre di solito modesta, compare la fase esantematica con gittate subentranti di maculo-papule rosse, lievemente rilevate che nel corso di qualche ora si trasformano in vescicole a contenuto inizialmente chiaro e che successivamente diventano pustolose e poi crostose. L’esantema compare prima sul cuoio capelluto, sul viso e sul torace e poi si estende all’addome e agli arti superiori ed inferiori. Lesioni ulcerate possono svilupparsi a livello delle mucose, compresi l’orofaringe e le alte vie aeree, le congiuntive palpebrali e le mucose vaginali e rettali. Caratteristica è la presenza delle lesioni in diverso stadio evolutivo. Nella fase delle vescicole, è di solito presente un prurito intenso. L’esantema è generalmente accompagnato da febbre, artromialgie, cefalea e nausea con perdita dell’appetito.

4. La varicella può causare complicazioni?

Le complicanze più frequenti sono: la polmonite, l’encefalite, le infezioni batteriche delle lesioni cutanee, la trombocitopenia, l’epatite, la glomerulonefrite, l’artrite.

5. Esiste un vaccino contro la varicella?

Il vaccino esiste ed è sicuro. Effetti collaterali gravi sono molto rari. Gli effetti indesiderati sono lievi: arrossamento, dolore, gonfiore sul sito di iniezione. La vaccinazione prevede la somministrazione di due dosi sottocute. La prima dose tra i 12 e i 15 mesi e la seconda dose tra i 4 e i 6 anni. Può essere effettuata come unica vaccinazione o insieme ad altri tre ceppi virali (MPR).

Caso clinico

Gabriele è un bambino di 4 anni seguito presso il nostro Ospedale per sindrome nefrosica cortico-resistente in trattamento immunoppressivo (Micofenolato, Ciclosporina e Deltacortene) esordita a gennaio 2016. In data 12/10/2018 Gabriele viene a contatto con un cuginetto affetto da varicella e per tale motivo esegue terapia di profilassi con Aciclovir per os per 5 giorni. Nonostante la profilassi, in data 24/10/2018, compaiono lesioni vescicolari sul volto, sul tronco e in regione inguinale, tosse in assenza di febbre e viene condotto presso il DEA dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Esegue una radiografia del torace che evidenzia lieve accentuazione dell’interstizio in sede basale retrocardiaca sinistra e viene disposto il ricovero in considerazione del rischio aumentato di complicanze infettive in pazienti sottoposti a terapia immunosoppressiva. Gabriele viene quindi ricoverato presso il reparto di Pediatria Generale e Malattie Infettive. Si decide di sospendere parte della terapia immunosoppressiva (Micofenolato e Deltacortene) e di somministrare terapia antivirale specifica (Aciclovir) per via endovenosa per 7 giorni. Durante la degenza non ha presentato altre manifestazioni di infezione se non le lesioni cutanee e non ha avuto complicanze a livello renale. Nonostante Gabriele abbia avuto un decorso dell’infezione favorevole, la necessità di Ospedalizzazione per circa 7 giorni, la necessità di sospendere la terapia immunosoppressiva e il rischio che potesse sviluppare complicanze rappresenta un esempio di come sia importante l’immunità di gregge e soprattutto quanto sia importante vaccinare i familiari e tutti i contatti che si interfacciano con un bambino immunodepresso

Risorse digitali e per saperne di più

http://www.immunize.org

The Red Book

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