Malattia di Kawasaki: se si interviene nei primi 10 giorni può essere governata

“Abbiamo osservato un ritardo nel fare accedere i bambini al Pronto Soccorso per la paura di contrarre il COVID-19 in ambito ospedaliero. Questo va smentito, i bambini quando hanno un problema possono e devono essere portati in ospedale, ma nella malattia di Kawasaki questo è particolarmente importante perché se la diagnosi viene fatta tempestivamente è possibile praticare la terapia che in quasi tutti i casi riesce a governare la patologia, ma questa deve essere fatta entro 10 giorni dall’esordio”: a lanciare l’appello il Presidente della SIP Alberto Villani intervistato da Skytg24.

Se si arriva tardi la malattia può fare danni importanti. Da qui l’invito rivolto ai genitori a contattare il pediatra se si osservano i sintomi, ossia febbre elevata da almeno 5 giorni insieme ad almeno 4 dei 5 seguenti sintomi: congiuntivite non secretiva, comparsa di un linfonodo nell’angolo mandibolare di circa 1 cm e mezzo, macchie sulla pelle ma aspecifiche, comparsa di tumefazione del dorso delle mani, del dorso dei piedi, e poi la cosiddetta “mucosite” (rossore, lingua a fragola).

Il Presidente Villani ha ribadito che la SIP sta realizzando un monitoraggio su tutto il territorio nazionale per comprendere se c’è un aumento dell’incidenza della malattia e se questa può essere collegata al COVID-19. La causa per la quale la Kawasaki si instaura non è chiara, da molti anni gli studi sona in corso e la possibilità che a innescarla sia un virus, insieme a componenti genetiche, è allo studio da tantissimo tempo. Infine ha ricordato che i bambini che hanno avuto la Kawasaki non presentano rischi particolari.