Lockdown e bambini e adolescenti con disabilità: il ruolo delle associazioni

Dottor Davide Vecchio

Consigliere Nazionale SIP

La fase due dell’emergenza coronavirus ha decretato anche la possibile riapertura dei Centri diurni per disabili. In ordine sparso le Regioni stanno infatti attuando le disposizioni arrivate da Roma per permetterne l’effettiva riapertura. Non un intervento da poco se si considera che, come rilevato da un recente rapporto Anffas, gli iscritti ai centri diurni per disabili sono almeno un milione in tutta Italia: circa il 10% ha disabilità sensoriali, il 15% motorie e oltre il 70% disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

Un intervento attesissimo da molte famiglie che durante il lockdown si sono trovate a gestire senza adeguati supporti bambini e adolescenti con disabilità, non senza difficoltà soprattutto per coloro che vivono in contesti e situazioni di fragilità e in condizioni di svantaggio economico, educativo e socio-relazionale.

A fare il punto sulle tante iniziative intraprese con resilienza (ed ancora in essere) da associazioni, società ed enti che hanno continuato il proprio lavoro durante la prima fase dell’emergenza è stato il Gruppo di Lavoro della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) cui aderisce anche la Società Italiana di Pediatria.

Molti sono infatti i servizi attivati per prendersi cura di bambini e adolescenti superando in vario modo il vincolo della distanza fisica per continuare a mantenere relazioni e legami, dialogare, supportare, ma anche per informare e attivare proposte.

Un elenco completo può essere reperito sul sito della CRC http://gruppocrc.net suddiviso per diverse aree di intervento (povertà e servizi educativi, minori a rischio, minori stranieri non accompagnati, etc..). Per ciò che concerne i minori con disabilità molte le associazioni e realtà sul territorio che hanno deciso di mantenere, laddove possibile, una continuità con gli utenti e le loro famiglie.

Si segnala l’esempio della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone che ha mantenuto anche una disponibilità per le urgenze mediche riguardanti gli utenti in carico e un supporto specialistico-riabilitativo tramite interventi Skype.

La Fondazione Oltre il Labirinto – Per l’Autismo di Treviso, ha attivato un servizio gratuito che offre la possibilità di parlare con una specialista, allo scopo di offrire supporto psicologico alle famiglie di persone con autismo nell’attuale emergenza

L’Associazione torinese Tactile Vision sta proponendo, tramite i propri profili social, l’iniziativa denominata “Un’opera al giorno”, che consiste in una selezione di celebri opere d’arte rese accessibili tramite un video con audiodescrizione, sottotitolazione e interpretariato.

L’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) ha deciso di offrire una serie di seminari in rete gratuiti (webinar) su autonomia, lavoro, scuola e altro, in relazione alle persone con sindrome di Down o con altre disabilità intellettive. Ancora, l’Associazione L’abilità di Milano ha dato vita all’iniziativa “The Right Box”: una scatola studiata ad hoc per ogni bambino, contenente giochi, libri di lettura e materiale didattico appositamente preparato, che verrà recapitata a duecento famiglie da una rete di volontari, consentendo ai bimbi con disabilità di riprendere il percorso educativo bruscamente interrotto.

L’IRCCS Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa), struttura di alta specializzazione in àmbito di disturbi neuropsichiatrici e neurologici, ha attivato in questi giorni una linea diretta con le famiglie che hanno bisogno di entrare in contatto con i propri specialisti appartenenti a tutte le Unità Operative Cliniche, per fornire un aiuto concreto a tanti genitori. Iniziativa analoga anche all’Ospedale Bambino Gesù di Roma dove un team di medici pediatri è a disposizione delle famiglie di bambini e i ragazzi con bisogni di salute non urgenti mediante linee telefoniche dedicate per ambiti. Infine, la Società di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) ha promosso l’attivazione di piattaforme aziendali di telemedicina per garantire agli utenti un supporto adeguato.

Per superare l’impossibilità a svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto dei bambini con bisogni speciali non sono mancati esempi di dialogo virtuoso tra le istituzioni. Ad esempio il comune di Rimini ha attivato, insieme ad AUSL Romagna ed al fine di dare una risposta concreta alle famiglie con un bimbo autistico, il campo di don Pippo come spazio sicuro all’aperto, dove i ragazzi possono, con tutte le precauzioni per l’accesso, trascorrere momenti di ristoro con i loro familiari.