Ecografia polmonare clinica bedside nei bambini COVID

di Anna Maria Musolino e Maria Chiara Supino

Articolo pubblicato su Pediatria – numero 6 – giugno 2020 – pag. 13

L’ecografia polmonare bedside sta acquisendo negli ultimi anni sempre maggiore rilevanza clinica nella diagnosi e nel follow-up di pazienti con patologie respiratorie, sia nel paziente adulto sia in età pediatrica. L’ecografia clinica, infatti, può essere eseguita, dopo adeguato training, in circa 10 minuti direttamente a letto del paziente, è ripetibile e presenta indubbi vantaggi protezionistici, particolarmente importanti nei bambini. Queste sue caratteristiche la portano ad essere uno strumento ideale come integrazione alla valutazione clinica.

Durante le pandemie, in presenza di patologie facilmente trasmissibili come quella causata dal SARSCoV-2, è necessario garantire da un lato i massimi standard di cura per i pazienti, dall’altro la massima sicurezza per gli operatori sanitari, coinvolgendo nell’attività il minor numero possibile di professionisti, dotati di adeguati dispositivi di protezione. Fondamentale è l’integrazione multidisciplinare. La revisione della letteratura dimostra che i bambini affetti da COVID-19 presentano forme respiratorie più lievi degli adulti per cui la tomografia computerizzata, inizialmente utilizzata come strumento di valutazione routinaria (soprattutto nell’esperienza cinese), deve essere limitata a casi selezionati. Nell’articolo pubblicato da Qiu et al. sulle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche di 36 bambini affetti da COVID-19 è emerso che solamente 19 bambini presentavano una polmonite lieve (confermata dalla TAC) e solo sei (17%) avevano avuto bisogno di ossigenoterapia durante il ricovero.

In questa ottica l’ecografo portatile può essere un’ottima risorsa che il pediatra può utilizzare durante la valutazione clinica. Anche se al momento ci sono poche casistiche in età pediatrica, il pattern ecografico dei pazienti adulti affetti da polmonite da COVID-19 è piuttosto caratteristico, anche se non specifico, come dimostrato da Soldati in una recentissima pubblicazione. L’ecografo dovrà essere posizionato in una sacca di plastica trasparente usa e getta in modo da evitare le cross infezioni. La sonda più opportuna (lineare o convex) dovrà essere scelta in base alle caratteristiche antropometriche del paziente prima dell’arrivo nella sua stanza, mentre il gel dovrà essere contenuto all’interno di bustine monouso. Il pediatra, munito degli opportuni dispositivi di protezione individuale, a completamento dell’esame obiettivo, procede all’esecuzione dell’ecografia polmonare. L’esame prevede la suddivisione del torace in 12 porzioni: anteriore destra e sinistra (apicale e basale), posteriore destra e sinistra (apicale e basale) e ascellare destra e sinistra (apicale e basale). Per eseguire la visita medica e l’ecografia sarà quindi sufficiente un singolo operatore. Al termine della procedura, in un’area dedicata, la copertura utilizzata sull’ecografo verrà facilmente rimossa, il dispositivo tascabile ad ultrasuoni verrà disinfettato e successivamente coperto con un nuovo sacchetto di plastica. L’esecuzione di esami di ecografia clinica bedside, evita la mobilizzazione del paziente, facilitando la gestione del bambino ed i percorsi intraospedalieri, non solo durante la fase diagnostica ma anche per il follow-up; questo aspetto riveste una particolare importanza in caso di eventi epidemici come quello determinato da SARS-CoV-2. Fondamentale è l’integrazione multidisciplinare.

 

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