alberto villani

Non è mai troppo tardi. L’editoriale del Presidente SIP sull’ultimo numero di Pediatria

La scuola italiana e il SARS-CoV-2. L’istruzione è prevenzione

Articolo pubblicato su Pediatria – numero 7 – luglio/agosto 2020 – pag. 3

La Società Italiana di Pediatria (SIP) ha sempre evidenziato l’importanza della scuola (della cultura) per il benessere psico-fisico di ogni individuo e chiede l’introduzione dell’educazione sanitaria come materia d’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado (basterebbero dalle 2 alle 6 ore al mese d’insegnamento da parte di Pediatri e/o medici di Sanità Pubblica), dall’asilo alle medie superiori, rendendosi anche disponibile alla condivisione dei programmi da svolgere e fornendo le competenze scientifiche nel rispetto delle capacità di apprendimento delle diverse fasce di età.

Formare dei cittadini preparati sui temi della sanità pubblica e personale renderebbe migliore la salute di tutti, faciliterebbe la sostenibilità del nostro SSN e costituirebbe un significativo risparmio per le casse dello Stato. La scuola, come la sanità, è stata abbandonata per decenni dalla politica (con la p minuscola), privata d’investimenti nell’edilizia scolastica (gran parte delle scuole risalgono a prima della nascita della Repubblica Italiana), erosa nel patrimonio umano docente e non docente con tagli irrazionali e scarsissimo ricambio del personale, ancoraggio a modalità didattiche non sempre in linea con i tempi. Anche nella scuola il SARS-CoV-2 ha rappresentato la cartina di tornasole che ha messo a nudo le carenze esistenti da decenni, gestite con sempre maggiore fatica dall’eroica dedizione dei Dirigenti scolastici, dei docenti e di tutti coloro che con enormi sacrifici personali e senso delle istituzioni sono riusciti, nonostante tutto, a far sì che la scuola italiana continuasse a mantenere livelli formativi adeguati.

In un periodo emergenziale come quello che stiamo vivendo nel 2020 a causa del SARS-CoV-2 le criticità della scuola italiana sono affiorate in tutta la loro drammaticità, con la stampa e la politica che sembrano solo ora accorgersi di tutte le carenze di un sistema in grado di sopravvivere nella normalità, ma talmente fragile da non poter sopportare la benché minima ulteriore difficoltà, figuriamoci una catastrofe mondiale come quella che stiamo vivendo. Quando ero bambino (anni ’60) ricordo una trasmissione televisiva molto popolare, organizzata con il sostegno dell’allora Ministero della Pubblica Istruzione, intitolata “Non è mai troppo tardi” e condotta dal Maestro Alberto Manzi, per combattere l’analfabetismo, all’epoca del 10% circa, della popolazione. Fiduciosi del fatto che non è mai troppo tardi, calcolando che ancora oggi la povertà educativa e culturale in Italia è a livelli inaccettabili per il terzo millennio, ci auguriamo che sia possibile dare concretezza alla progettualità in atto di “rivoluzionare” la scuola italiana.

La Politica ha una occasione straordinaria per invertire sostanzialmente il degrado degli ultimi lustri della scuola italiana e, come SIP, abbiamo avuto modo di constatare che esistono una caparbia volontà e uno straordinario impegno da parte del Ministro dell’Istruzione Prof.ssa Lucia Azzolina di promuovere concretamente il cambiamento e che esistono qualificate competenze nel Ministero e nella Scuola italiana per provare a dare concretezza anche ai sogni.

Come Pediatri, come SIP in particolare, auspichiamo una scuola in cui, sin dall’inizio del percorso scolastico, sia possibile, per tutti i bambini e ragazzi, praticare attivamente lo sport proprio nella scuola (dal nuoto al calcio, dalla pallavolo al tennis, ecc.), imparare la musica (ad ascoltarla e a suonarla), essere educati alla bellezza (pittura, scultura, mosaico, teatro, ecc.) imparando a creare “opere d’arte”, le più diversificate, ma anche a visitare le meraviglie artistiche del nostro Paese, presenti ovunque e in ogni caso facilmente raggiungibili (chiese, musei, ville storiche, ecc.).

Nella scuola dovrebbe anche essere possibile imparare a nutrirsi in maniera sana ed equilibrata (insegnando già dall’asilo la scelta degli alimenti e la loro preparazione), mangiando a scuola ciò che gli stessi studenti dovrebbero aiutare a preparare. Scuole così già esistono (rarissime in ambito pubblico, meno rare tra le scuole private) e offrono delle opportunità formative e di vita che una organizzazione ben strutturata potrebbe offrire a tutti i bambini e ragazzi in Italia, in maniera equa. Oggi si spendono milioni di euro per combattere il disagio minorile, l’uso/abuso di alcolici e sostanze stupefacenti, i danni prodotti dall’obesità a danno fatto: investendo nella scuola riusciremmo forse a ridurre grandemente la disparità, la povertà educativa, il disagio sociale, i disturbi del comportamento, la delinquenza, molti problemi di salute. L’istruzione è prevenzione. Siamo fiduciosi del fatto che “non è mai troppo tardi”.

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