La favola è una cura dolce

"L'ABC (Arte, Bellezza, Cultura) della Pediatria è uno spazio nel quale evidenziare quanto viene fatto dalle Pediatre e dai Pediatri italiani che sono anche "artisti", "scrittori", "sognatori". Difficilmente questi nostri Colleghi si "autopromuovono" e allora chiediamo a tutte le socie e a tutti i soci di segnalarci questi straordinari personaggi. Sarà nostra cura contattarli e farli poi conoscere e soprattutto far conoscere le loro opere".

“C’era una volta il mondo in cui tutti lavoravano e correvano. Gli animali, gli alberi, l’acqua e l’aria erano malati e nessuno era davvero felice.  Un brutto giorno una strega fece un terribile incantesimo: gli uomini si ammalarono e molti morirono perché un piccolo animaletto, di nome Corny che sembrava invincibile, trasmise loro una brutta malattia. Allora il mondo chiese aiuto al grande mago della terra….”.

 “Corny, il mostriciattolo che credeva di essere invincibile” è una favola scritta da una pediatra-scrittrice, Anna Cesa Bianchi, e interpretata da una psicoterapeuta attrice, Clara Costanzo.  La forza delle parole, unita alla potenza della recitazione, accompagnate dalle immagini animate, sono la (riuscita) chiave narrativa usata per spiegare ai bambini cosa è il coronavirus, perché ha cambiato le nostre vite e perché dobbiamo modificare le nostre abitudini.

Il video della fiaba sta facendo il giro del web su youtube, tradotto anche in inglese.   “I racconti aiutano a rendere facile ciò che è per tutti difficile, ad affrontare e superare la paura per ciò che non si conosce, a esorcizzare questo mostro senza faccia che ha completamente stravolto le abitudini e la vita di tutti”, racconta Anna Cesa Bianchi, pediatra a Chiavenna per professione e autrice di libri di favole per bambini per passione.

Qual è il ruolo delle favole nel suo lavoro di pediatra?

Per me è sempre stato fondamentale comunicare con i bambini attraverso qualcosa che comprendessero, trovando il modo di coinvolgere anche i bambini più piccoli.  La favola trasmette valori e messaggi reali che arrivano in maniera più diretta ai bambini e spesso anche ai genitori.  Mi sono accorta che attraverso le favole passano messaggi che se fossero esplicitati con le modalità convenzionali non sarebbero accettati. Ad esempio molto genitori commettono errori sull’alimentazione, ma sono convinti di essere nel giusto. La comunicazione attraverso la favola, diventa in questo modo uno strumento educativo importante. Così in questi anni ho scritto racconti su molti argomenti per spiegare ai bambini e ai genitori anche temi complessi attraverso il mondo magico della fantasia: visite mediche, interventi, alimentazione, morte. Grazie a una favola ho visto sbloccarsi un bambino che non riusciva più ad andare in bagno.  

Le favole attraverso l’educazione alla salute, riescono a far passare messaggi concreti: per questa epidemia, per esempio, lavarsi le mani, mantenere le distanze, stare attenti ai nonni, ma sempre rassicurando i bambini grazie al lieto fine, dando loro sicurezza, stemperando la paura che spesso attanaglia gli stessi genitori.

Com’è nata la fiaba sul coronavirus?

Volevo far qualcosa di utile come medico, mi sentivo impotente e la favola mi è sembrato il mezzo migliore per aiutare i bambini, ma anche gli adulti, ad affrontare ciò per cui nessuno di noi era preparato. Ho visto un mio paziente, un bambino di quinta elementare davvero disperato, non tanto per il coronavirus, ma perché non poteva salutare amici e insegnanti che non avrebbe più rivisto per il passaggio alla scuola media. Altri miei pazienti, bambini di 3- 4 anni, non volevano più uscire di casa perché avevano introitato le paure dei genitori, e avevano elaborato una loro realtà, quindi ritenevano pericoloso uscire.

Leggere e superare attraverso il racconto le paure è una medicina dolce, utile a grandi e piccini, una medicina che può incentivare la parola e il confronto e aiutare a elaborare la vita di questi giorni.

 Il mostriciattolo Corny da favola è diventato un video recitato. Qual è stato il percorso?

 La favola era inizialmente destinata ai pazienti, poi Gugliemo Gulotta avvocato e psicologo giuridico, nella convinzione che la recitazione cattura i bambini più del testo scritto, ha reso possibile la realizzazione del video attraverso l’aiuto di due psicologi (Angela De Rosa e Tiziano Brambilla) che hanno scelto, montato e animato le immagini, e grazie alla psicoterapeuta e attrice Clara Costanzo che ha dato la sua voce e la sua immagine per raccontarla.  Voglio ringraziare la Dr.ssa Marina Picca che con la SICUPP Lombardia ne ha favorito la diffusione nel mondo pediatrico.

 Pediatra e scrittrice

 Anna Cesa Bianchi si è laureata in medicina nel 1985, specializzata in Scienza dell’Alimentazione e Pediatria.

Ha lavorato fino al 1994 al Centro Malattie Metaboliche Congenite all’Ospedale San Paolo presso il reparto di pediatria del Prof Giovannini, occupandosi dell’aspetto dietetico nutrizionale e ottenendo Borse di Studio e un Dottorato di ricerca. 

Dal 1995 è pediatra di libera scelta a Chiavenna e dal 2013 esercita la libera professione.

Ha fatto dell’ascolto alle famiglie e della comunicazione ai suoi pazienti uno dei suoi obbiettivi principali, utilizzando le favole come strumento semplice ma concreto per aiutare i bambini ma anche gli adulti a comprendere temi non sempre facili inerenti alla loro salute.

Autrice nel 2009 del libro di favole edito da Springer “Non calpestate i sogni: favole per crescere”, ora anche in e-book in cui temi come alimentazione, visite mediche, interventi,  morte …vengono affrontate  attraverso una fiaba che tranquillizza, raccontando la realtà in modo semplice e lineare  per  aiutare grandi e piccoli a comprendere. A dicembre 2019 ha partecipato insieme ad altri medici alla stesura del libro “Fiabe per i Custodi del Pianeta”  (Terra Nuova edizioni) nato da un’idea del Dott. Franco Berrino, con la scrittura di 2 favole.