Epatite B nei bambini al di sotto dei 5 anni: la forza di un vaccino e il successo di una strategia globale

È stata da poco celebrata la Giornata mondiale dell’epatite che viene commemorata annualmente ogni 28 luglio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per aumentare la consapevolezza nei confronti di una patologia che in alcuni casi (epatite A e B) può essere prevenuta con un vaccino sicuro ed efficace.

Il tema di quest’anno è stato “Futuro senza epatite”, con una forte attenzione alla prevenzione dell’epatite B tra madri e neonati e con la pubblicazione di una specifica linea guida dell’OMS per la profilassi antivirale in gravidanza (consultabile a questo link) dalla quale emerge un sostanziale effetto protettivo della profilassi antivirale nella trasmissione da madre-figlio in donne con infezione da epatite B (es.: HBsAg positive con HBV DNA ≥5.3 log10 IU/mL o HBeAg positive, etc).

Dal momento che in tutto il mondo la maggior parte dei pazienti affetti da epatite B cronica hanno contratto l’infezione attraverso una trasmissione perinatale o nella prima infanzia, l’OMS richiama l’attenzione di tutti i Paesi a intensificare le attività di prevenzione per continuare a ridurre sempre più il numero dei casi di epatopatie croniche e epatocarcinomi epatici tra le future generazioni.

Anche se il nostro Paese ha la fortuna di avere una bassa prevalenza di infezioni da epatite B tra le donne in età fertile, non bisogna abbassare la guardia, soprattutto tra le donne immigrate provenienti da zone ad alta endemicità, nel mettere in atto quanto riportato nella suddetta linea guida OMS per garantire un’adeguata qualità di vita del futuro nascituro.