Ripartire dopo le vacanze, i consigli SIP

Rino Agostiniani

Vicepresidente Società Italiana di Pediatria

Da sempre la “sindrome da rientro dalle vacanze” crea ansia in molti genitori, anche se in realtà colpisce più gli adulti dei bambini.

In linea generale la “gravità” della sindrome dipende in gran parte dallo spirito con il quale si è affrontata la vacanza e dalle aspettative riposte. Se la vacanza viene vissuta come una fuga da una realtà quotidiana poco gratificante è inevitabile che il ritorno sia traumatico; se invece la vacanza è un regalo che la famiglia si concede all’interno di una organizzazione di vita serena, allora riprendere le abitudini di sempre presenta anche aspetti piacevoli. Soprattutto per i bambini, che sono degli abitudinari per eccellenza. Per loro la consuetudine non è solo sintomo di regolarità, ma anche di serenità.

Quest’anno il rientro a scuola si inserisce in una situazione assai più complessa, a causa dall’emergenza sanitaria che l’epidemia di Covid-19 ha determinato.

La sospensione delle attività didattiche in presenza determinata dal lockdown, non solo ha richiesto la ridefinizione delle modalità di insegnamento-apprendimento a distanza, ma ha anche bruscamente interrotto la partecipazione dei ragazzi a un contesto relazionale fondamentale per i loro percorsi di crescita. In pochi giorni si è creato un clima surreale, inizialmente percepito come vacanza inusuale, poi divenuto la nuova realtà con cui confrontarsi.

E non è detto che questa estate ci sia stata la possibilità di una vera vacanza, come negli anni precedenti.

I ragazzi sono stati protagonisti di un evento critico epocale, con un forte impatto sulla vita quotidiana; per questo il rientro a scuola non potrà configurarsi come semplice ripresa delle attività didattiche in presenza, ma dovrà aiutare ad elaborare l’esperienza vissuta nei mesi di sospensione e realizzare il ritorno a una normalità, comunque diversa da prima.

D’altro canto i genitori si chiedono che tipo di scuola accoglierà i loro figli e a cosa andranno incontro, anche dal punto di vista psicologico. Dal plexiglas ai banchi singoli distanziati, dai doppi turni agli ingressi scaglionati, tante sono state le ipotesi e di pari passo sono cresciute le preoccupazioni.

A questo proposito non bisogna però dimenticare che i bambini hanno risorse inaspettate, che in molti casi consentono loro di fronteggiare eventi negativi sviluppando grandi capacità di adattamento. Se supportati in modo costruttivo, bambini e ragazzi sapranno affrontare positivamente anche questa nuova sfida.

Importante sarà aiutarli a gestire le emozioni connesse a questa esperienza ed il senso di incertezza che ne consegue, facilitando una lettura adeguata della situazione, per evitare sia aspettative esagerate (tutto tornerà presto come prima) che scenari catastrofici.

Anche in una situazione difficile, nuova ed inaspettata, come quella che stiamo vivendo, mantengono comunque una loro validità i consigli che abitualmente vengono dati per attenuare la “sindrome da rientro”.

Non c’è dubbio che ritornare bruscamente alla routine e alla quotidianità, dopo una pausa così prolungata, possa risultare faticoso. Nelle situazioni più difficili i bambini, specie i più piccoli, incapaci di esprimere diversamente il loro disagio, potranno manifestare sintomi clinici di insofferenza, come insonnia, iperattività, inappetenza, scontentezza, pianti e “scenate”.

Per evitare il rischio di queste situazioni, alcune semplici accortezze possono aiutare ad affrontare al meglio il momento del rientro.

Il primo consiglio è la gradualità; i bambini devono passare dalla vacanza alla vita di tutti i giorni in maniera graduale, in modo da avere il giusto tempo per riabituarsi al ritmo e apprezzare i lati positivi della ripresa delle attività abituali. Il tempo libero va progressivamente ridotto, introducendo in parte attività impegnate, ma conservando alcune buone abitudini delle vacanze: poca Tv, computer e smartphone, ore libere dedicate ad attività da fare insieme all’aria aperta. Una passeggiata, un po’ di attività fisica, dei giochi con gli amici, aiutano ad accettare la fine delle vacanze, oltre che a mantenere uno stile di vita sano, utile tutto l’anno.

Se poi mamma e papà una volta rientrati a casa hanno già ripreso il lavoro, è importante che continuino a fare qualcosa con i propri figli (una passeggiata, un gioco da tavolo, la lettura di un libro insieme…); non sarà lo stesso tempo che hanno potuto riservare loro quando erano in vacanza, ma merita ricordare che è più importante il come del quanto.

Altro utile consiglio è favorire la ripresa dei rapporti con gli amici abituali subito dopo il rientro a casa. Incontrarsi con gli amici, condividere le esperienze delle vacanze, riprendere a giocare insieme, renderà più facile il passaggio dalla spensieratezza e libertà della vacanza alla routine della quotidianità.

Attenzione, infine, all’ alimentazione e ai ritmi del sonno.

Al rientro è importante riorganizzare il regime alimentare secondo un ritmo che tenga conto degli imminenti nuovi orari e impegni scolastici. Sarebbe bene riuscire a mantenere le buone abitudini per la prima colazione tipiche della vacanza: genitori e figli insieme, a tavola, con calma; purtroppo, invece, durante il resto dell’anno, per fretta e mancanza di tempo, la colazione viene spesso saltata o ridotta al minimo.

Anche tornare a ritmi del sonno adeguati alla ripresa della scuola può risultare difficile. In questo caso il consiglio torna ad essere la gradualità: se in vacanza i bambini hanno preso l’abitudine, come solitamente accade, di andare a letto tardi, occorre anticipare un po’ ogni sera l’ora dell’addormentamento.