Rapporto ‘Certificato di assistenza al parto (CeDAP)’ in Italia

Analisi dell'evento nascita nel 2017

Sul sito del Ministero della Salute è stato pubblicato l’ultimo Rapporto ‘Certificato di assistenza al parto (CeDAP) in Italia’ relativo ai dati del 2017. “La rilevazione costituisce a livello nazionale la più ricca fonte di informazioni sanitarie, epidemiologiche e socio-demografiche relative all’evento nascita- si legge nel rapporto- rappresentando uno strumento essenziale per la programmazione sanitaria nazionale e regionale”.

Come per le precedenti edizioni, anche questo Rapporto analizza il fenomeno del ricorso al taglio cesareo attraverso lo studio dei parti nelle regioni italiane in base alla classificazione Robson, raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità come standard globale per la valutazione, il monitoraggio e il benchmarking longitudinale e trasversale sul ricorso al taglio cesareo.  I dati raccolti mettono in evidenza come in media nel 2017, il 32,8% dei parti sia avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali che comunque evidenziando che in Italia vi è un ricorso eccessivo all’espletamento del parto per via chirurgica. Rispetto al luogo del parto si registra un’elevata propensione all’uso del taglio cesareo nelle case di cura accreditate, in cui si registra tale procedura in circa il 49,6% dei parti contro il 30,9% negli ospedali pubblici. Il parto cesareo è più frequente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere: si ricorre al taglio cesareo nel 27,6% dei parti di madri straniere e nel 34,3% dei parti di madri italiane.

In generale il Rapporto evidenzia come in Italia continui il calo delle nascite e l’età media delle donne che partoriscono sfiori i 33 anni (32,9 anni per le italiane e scende a 30,4 anni per le cittadine straniere). Nel 2017 è proseguito il calo delle nascite, in tutte le aree del Paese, con 461.284 nuovi nati a fronte dei 474.925 del 2016.