Vaccinazione antinfluenzale, la mappa d’Italia

Parte la campagna, ma con tempi e modalità diverse in ogni Regione
di Cinthia Caruso, direttore di Pediatria

Articolo pubblicato su Pediatria – numero 9 –settembre 2020 – pag. 8-10

Circa 17 milioni di dosi disponibili, contro i 12,5 milioni dello scorso anno. L’obiettivo è chiaro: aumentare il più possibile la disponibilità del vaccino antinfluenzale per immunizzare le popolazioni a rischio nel primo vero inverno ai tempi del COVID-19. Nella prossima stagione influenzale 2020-2021 infatti vi sarà una co-circolazione di virus influenzali e del SARS-CoV-2: da qui l’impegno delle istituzioni a favorire la vaccinazione antinfluenzale, in particolare nei soggetti a rischio di tutte le età, per semplificare la gestione dei casi sospetti. Vaccinando contro l’influenza si riducono inoltre le complicanze nei soggetti a rischio e gli accessi al Pronto Soccorso.

Data l’importanza della campagna vaccinale di quest’anno, le Regioni ne hanno anticipato l’inizio e hanno incrementato gli acquisti del vaccino, con l’obiettivo di raggiungere una copertura minima del 75% degli aventi diritto, e una ottimale del 95%, come stabilito dalla circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazione per la stagione 2020-2021” emanata dal Ministero della Salute lo scorso 4 giugno.

Il documento del Ministero individua le tradizionali categorie target per le quali la vaccinazione è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente (persone di tutte le età ad alto rischio di complicanze, soggetti di età superiore ai 65 anni, soggetti addetti ai servizi pubblici di primario interesse, operatori socio sanitari e personale che per motivi di lavoro è contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus), alle quali quest’anno si aggiungono i soggetti sani dai 60 anni di età, ai quali la vaccinazione antinfluenzale può essere offerta gratuitamente “al fine di facilitare la diagnosi differenziale con il COVID-19”.

Cosa prevede la circolare ministeriale per l’età pediatrica

Un’importante novità della circolare è rappresentata dalla forte raccomandazione, non solo condivisa ma anche auspicata dalla Società Italiana di Pediatria, di vaccinare i bambini sani (6 mesi/6 anni di età) “anche al fine di ridurre la circolazione del virus influenzale tra adulti e anziani nell’attuale fase pandemica”, raccomandazione a supporto della quale viene fornita un’ampia bibliografia di studi scientifici.

L’inserimento di bambini e adolescenti sani tra le categorie da immunizzare contro l’influenza stagionale è stato oggetto di intensa discussione da parte della comunità scientifica nazionale. Attualmente la vaccinazione è offerta gratuitamente a tutti i bambini e adolescenti sani dalla Sanità americana, canadese e del Regno Unito, nonché da alcuni Paesi europei (Austria, Finlandia, Lettonia, Slovacchia). Ci sono inoltre altri Paesi europei che la raccomandano ma non la offrono gratuitamente (Malta, Polonia, Slovenia). Tutti gli altri la raccomandano e la offrono a partire dai 6 mesi di età solo ad alcune categorie a rischio. Stante la raccomandazione del Ministero, spetta però alle Regioni decidere se trasformarla in offerta gratuita e attiva e con quali modalità organizzative farlo. E sempre alle Regioni è demandato “lo svolgimento di iniziative volte a promuovere fortemente la vaccinazione di tutti gli operatori sanitari in tutte le occasioni possibili”

In quali Regioni il vaccino è gratuito per i bimbi

Abbiamo provato a tracciare un quadro di cosa succede nel territorio, in questo breve viaggio tra le Regioni intrapreso con la collaborazione dei Presidenti delle Sezioni Regionali della SIP. Ne emerge una foto (inevitabilmente) parziale e non esaustiva che cristallizza lo stato dell’arte alla data in cui scriviamo (22 settembre).

Alla vigilia della partenza della campagna vaccinale, dieci Regioni hanno emanato documenti ufficiali che recepiscono la Direttiva ministeriale: Veneto, Umbria, Puglia, Calabria, Lazio, Campania, Abruzzo, Sicilia, Emilia Romagna, Liguria. Il Veneto offrirà la vaccinazione antinfluenzale gratuitamente a tutti i bambini da 6 mesi a sei anni di età, indipendentemente dall’appartenenza a una categoria di rischio. Dai 7 ai 16 anni invece la vaccinazione è gratuita solo per i soggetti a rischio. “In alcune AULSS – afferma il Presidente della Sezione SIP Veneto Simone Rugolotto – la vaccinazione verrà fatta dai pediatri di base, ma con modalità diverse da AULSS da AULSS, che sono materia di differenti tavoli sindacali”.

In Umbria, dove attualmente viene vaccinato meno dell’1% dei bambini tra 6 mesi e 14 anni, l’antinfluenzale sarà gratuita per tutti i bambini da 6 mesi a 6 anni, mentre da 7 ai 14 anni lo sarà solo per i bambini a rischio (qualora due fratelli appartengano a fasce diverse di età, verrà offerto a entrambi se disponibile). Ma con quali modalità? I pediatri di libera scelta potranno su base volontaria, vaccinare sia presso i Centri di salute sia nei propri ambulatori. L’Umbria ha previsto una remunerazione premiale per le vaccinazioni fatte dal PLS nel proprio ambulatorio: i pediatri che non raggiungono una quota vaccinale della popolazione assistita tra i 6 mesi e i 6 anni di età pari almeno il 35% non hanno diritto a nessuna forma di remunerazione. Al di sopra di questa percentuale viene riconosciuta la quota fissa di 6,16 euro ad assistito vaccinato più un incentivo che va da un minimo di 1 euro (per chi supera il 40%) a un massimo di 4 euro (per chi supera il 75%).

Offerta gratuita e attiva della vaccinazione ai bambini sani (6 mesi 6 anni) anche in Liguria, Abruzzo, dove sono in corso tavoli sindacali per definire le modalità di somministrazione e in Campania, mentre in Puglia (con oltre due milioni di dosi acquistate) il vaccino sarà gratuito per i bimbi sani “compatibilmente con la disponibilità” dopo aver vaccinato le categorie a rischio.

Vaccino antinfluenzale gratuito in Emilia-Romagna già a partire dai 60 anni, ma non per i bimbi. L’offerta ai bimbi sani, si legge sul sito della Regione, verrà valutata nel prossimo Piano nazionale prevenzione vaccinale. Per quest’anno resta a pagamento e può essere eseguita anche dai servizi vaccinali dopo aver garantito la vaccinazione ai soggetti fragili. La circolare emanata dall’Assessorato alla Salute prevede l’avvio della campagna 2020-2021 il 12 ottobre e l’acquisto di 1,2 milioni di dosi con la possibilità di ulteriore incremento del 20%, ove necessario.

Lazio e Calabria fermate dal TAR su obbligo vaccinale agli operatori sanitari

Il Lazio, dove l’avvio della campagna è fissata il primo ottobre, ha esteso la gratuità del vaccino anche ai bambini sani dai 6 mesi ai 6 anni, prevedendo il coinvolgimento su base volontaria dei pediatri di libera scelta. Peculiarità della Regione è aver introdotto l’obbligo vaccinale per i soggetti di età superiore ai 65 anni e per il personale sociosanitario, prevedendo specifiche sanzioni. Ma proprio mentre questo numero di “Pediatria” sta per andare in stampa, apprendiamo che il TAR del Lazio ha annullato l’ordinanza della Regione, ritenendo che l’imposizione dell’obbligo agli over 65 e agli operatori sanitari travalichi le competenze regionali, tra le quali non è annoverabile la tematica delle vaccinazioni obbligatorie.

Nella stessa direzione della Regione Lazio era andata la Regione Calabria stabilendo, con la delibera n. 47 del 27 maggio 2020, l’obbligo vaccinale per i soggetti di età superiore ai 65 anni e per il personale socio-sanitario. Ma altrettanto netta è stata la sentenza del TAR Calabria (n. 1462 del 15 settembre 2020) nell’annullare la Delibera regionale, affermando che l’obbligo vaccinale è di competenza statale e richiamando la giurisprudenza costituzionale in tal senso (prima tra tutte la sentenza n. 5 del 2018).

Al momento pare che l’unica Regione in cui resta ancora in vigore l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari sia la Sicilia. Obbligo vaccinale al quale si aggiunge, per medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, anche quello di aderire alla campagna incentivando la vaccinazione verso i propri assistiti aventi diritto. Nell’isola, dove l’inizio della campagna è fissata il 5 ottobre, la vaccinazione verrà offerta in forma attiva e gratuita oltre che alle categorie target anche alle donne in gravidanza (a qualsiasi trimestre), agli adulti in buone condizioni di salute che hanno compiuto almeno 60 anni, a tutti i bambini con età superiore a 6 mesi che in particolare frequentano comunità scolastiche quali asili nido o scuole materne, scuole primarie e secondarie, ai loro familiari e ai familiari dei bambini con meno di 6 mesi di vita (“cocoon strategy”) e naturalmente, agli operatori sanitari.

E le altre?

Nessun documento ufficiale (almeno per ora) in Piemonte, Lombardia, Toscana, Sardegna, Basilicata. “La Regione Lombardia”, spiega la Presidente della Sezione Regionale Paola Marchisio, “sostiene la raccomandazione della vaccinazione gratuita dai 6 mesi ai 6 anni e ha acquistato 500.000 dosi di vaccino quadrivalente vivo attenuato per la somministrazione spray ai bambini di età superiore a 2 anni, mentre ai bambini di età inferiore sarà somministrato il vaccino intramuscolare. La campagna partirà a fine ottobre-primi di novembre ma ad oggi non è ancora definito chi lo somministrerà. Sono in corso incontri per definire accordi con i pediatri di famiglia (considerati la migliore soluzione per la somministrazione) con il possibile il coinvolgimento degli ospedali. Al momento però non esiste ancora una delibera né una comunicazione ufficiale”. In Sardegna le uniche notizie disponibili, spiega Rossella Mura Presidente della Sezione regionale SIP, “riguardano la conclusione della gara per l’approvvigionamento dei vaccini, portata a termine a giugno con largo anticipo rispetto ai tempi consueti e che darebbe garanzia di aver assicurato il quantitativo di vaccini necessario: 530 mila dosi acquistate per tutta la Sardegna rispetto a 290 mila dosi dello scorso anno”.

Non sono invece pervenute notizie da Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Province Autonome di Trento e Bolzano, Molise e Marche. Ma la partita è ancora tutta aperta.

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