Come distinguere il Covid-19 dall’influenza?

Diretta facebook con Elena Bozzola, Segretario Nazionale SIP, e Rocco Russo, Responsabile del Tavolo Tecnico Vaccinazioni della SIP

Come distinguere Covid-19 e influenza? Quando fare il vaccino antinfluenzale? E ancora: chi può vaccinarsi? E il vaccino è sicuro? A queste e altre domande dei genitori hanno risposto in diretta facebook Elena Bozzola, segretario Nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP) e Rocco Russo, Responsabile del Tavolo Tecnico Vaccinazioni della SIP

 

BOZZOLA: LA RISPOSTA DI COPERTURA  DEL VACCINO ANTINFLUENZALE ARRIVA FINO AL 90% PER L’INFLUENZA B 

“L’efficacia del vaccino dell’influenza non è al 100%, lo sappiamo tutti, ma non c’è nessun vaccino totalmente efficace. Abbiamo però una buona ‘effectiveness’ calcolata da studi internazionali, che riportano una risposta di copertura tra il 60 e il 90% per l’influenza B, quella che colpisce maggiormente i bambini, ed è quindi una buona copertura”, dichiara Elena Bozzola nel corso della diretta facebook .

L’esperta, rispondendo ad alcune domande, ha evidenziato anche il fatto che “ci sono tanti bambini vaccinati che si ammalano ugualmente. Non è detto però che la causa è il virus dell’influenza. Nel periodo autunnale e invernale non circola solo quel virus, ma ci sono tanti altri (parainfluenza, rinovirus e paramixvirus), con sintomi che ricordano quelli dell’influenza”.

E proprio in merito ai sintomi, simili a quelli del Covid, “è difficile distinguerli- prosegue il Segretario Nazionale della SIP- soprattutto nei bambini. In questi casi va fatto il tampone che non dà nessun problema ai bambini ed è importante per riconoscere tempestivamente una positività, non solo per la comunità ma anche per la salute del minore. In caso di dubbi ci si deve rivolgere al pediatra e non avere nessun timore di far eseguire il tampone”.

Durante la diretta Elena Bozzola ha spiegato l’importanza di vaccinare i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e “anche nelle età successive a chi presenta fattori di rischio come: asma, cardiopatie, patologie polmonari o febbre ricorrente. La raccomandazione delle società scientifiche e della SIP è di vaccinare ogni bambino. Non c’è una scadenza temporale, la stagione influenzale deve ancora cominciare. La vaccinazione- conclude- può essere fatta anche in gravidanza, il periodo consigliato è tra il secondo e terzo trimestre ma anche nel primo non ci sono problemi”.

RUSSO:  ANCHE GLI ALLERGICI ALL’UOVO POSSONO VACCINARSI

“Le controindicazioni per il vaccino antinfluenzale esistono solo nel caso in cui si fossero verificate delle reazioni anafilattiche rilevanti alla somministrazione di precedenti vaccini. Anche per i bambini allergici all’uovo le linee guida internazionali e nazionali, non ritengono quest’allergia una controindicazione alla somministrazione”. Spiega nel corso della diretta facebook.

La questione delle eventuali reazioni è tra le più sentite dai genitori tanto che Russo precisa: “Gli studi che sono stati fatti sul vaccino antinfluenzale, così come sugli altri vaccini, sono sempre particolarmente attenti. Al momento non abbiamo dati che ci inducano a pensare che il vaccino possa essere pericoloso o causare grossi rischi ai bambini”. Le uniche reazioni che potrebbero esserci sono “un’eventuale lieve irritazione locale, nella sede di inoculo- precisa il pediatra- e un lieve rialzo febbrile. Tutti sintomi che rientrano nel giro delle 24/48 ore e che possono essere gestiti con qualsiasi trattamento, sia locale sia sistemico”. Da ricordare che il vaccino può essere effettuato in tutti i bambini, a partire dai 6 mesi di vita, e che chi ha meno di 9 anni di età e non è stato mai vaccinato prima deve fare due dosi a distanza di 4 settimane l’una dall’altra.

“Ma quali sono le tempistiche per vaccinarsi?”, chiede una mamma durante la diretta. “Il ministero della Salute ha dato indicazione di iniziare la campagna vaccinale all’inizio di ottobre, quindi l’opportunità di essere vaccinati dovrebbe essere garantita su tutto il territorio già in questi giorni- spiega Russo- L’indicazione è quella di vaccinarsi il prima possibile, perché dopo la vaccinazione l’organismo ha una quindicina di giorni per creare gli anticorpi che consentiranno poi di proteggersi quando arriverà il periodo di maggiore picco dell’influenza”.

Ma è possibile “prendere l’influenza dal vaccino stesso?”, chiede un altro genitore agli esperti SIP. “No, non è possibile- risponde categorico Rocco Russo- la possibilità di essere protetti da un ceppo del virus è proprio il motivo per cui si fa il vaccino”. Quello che si può verificare “è un’iporisposta del soggetto vaccinato a causa di fattori genetici dello stesso paziente. Ma comunque, anche in questi casi- precisa il pediatra- il vaccino garantisce un minimo di anticorpi per avere un decorso dell’influenza più tranquillo rispetto a un soggetto che non è stato vaccinato”.

All’osservazione di alcuni genitori sulle difficoltà di trovare i vaccini, Russo precisa che “effettivamente c’è un problema organizzativo per quanto riguarda la disponibilità delle dosi perché, rispetto agli scorsi anni, c’è una richiesta maggiore legata all’aggiunta della raccomandazione di vaccinare la fascia pediatrica e alla maggiore sensibilizzazione sul problema influenza”. Una situazione che per Russo deve far da monito “affinché anche quando verrà superato il periodo della pandemia perduri la fiducia nell’atto vaccinale. Il vaccino- conclude- è strumento di prevenzione che, anche se può avere dei limiti, ha dei pro molto rilevanti per tutta la popolazione”.