Epilessia, Vigevano (OPBG): “Cannabidiolo efficace in due forme severe”

Il direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione spiega che "nei bimbi ha benefici comportamentali con calo dell'irritabilità"

“Sono alcuni anni che gli epilettologi di tutto il mondo testano l’utilizzo del Cannabidiolo (CDB) ed è stata dimostrata un’efficacia ragguardevole e rilevante in almeno due forme di epilessia particolarmente severe”. Lo dichiara Federico Vigevano, direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma (OPBG), evidenziando gli effetti del metabolita della Cannabis sativa che, in età pediatrica, riduce oltre il 40% la frequenza delle crisi epilettiche.

L’efficacia del CDB è stata riscontrata “nella Sindrome di Dravet- spiega l’esperto- che esordisce già nel primo anno di vita con convulsioni febbrili prolungate, e nella Sindrome di Lennox-Gastaut che è la forma più severa di epilessia. Quest’ultima ha eziologie diverse, perché i pazienti possono averla di tipo genetico, malformativo o essere causata da sofferenze alla nascita che, verso i due o tre anni, sviluppano una forma di epilessia particolarmente grave. In queste due forme di epilessia, ai pazienti farmaco-resistenti, il Cannabidiolo viene aggiunto e non possiamo escludere l’efficacia del CDB in altre forme di epilessia. Su questo stiamo lavorando per capire quali sono i responders a questo particolare tipo di farmaco”.

Tra gli effetti collaterali del Cannabidiolo, Federico Vigevano evidenzia “la sonnolenza, la diarrea e diminuzione dell’appetito. Bisogna tenere sotto controllo le transaminasi perché la presenza di minime patologie epatiche possono essere una controindicazione”.

Il Cannabidiolo è efficace anche con altri disturbi e patologie? “In Neurologia è stato usato per le crisi toniche e distoniche- risponde il direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’Opbg- nei pazienti con sclerosi multipla e ha altre indicazioni sui disturbi del movimento. Inoltre, tornando all’epilessia pediatrica, ha qualche beneficio sul piano comportamentale con il calo dell’irritabilità e può avere benefici sulle comorbidità che spesso si riscontrano nelle forme più severe”.

Attualmente il Cannabidiolo non è considerata sostanza attiva stupefacente perché, il 28 ottobre scorso, il ministro della Salute Roberto Speranza ha annullato un precedente decreto che lo inseriva nella tabella B insieme ai medicinali a base di Thc, il principio attivo che crea alterazione. Per anni è stata usata una formula galenica per preparare il medicinale ma, “sta per arrivare un prodotto in Italia- conclude Vigevano- preparato da una ditta internazionale, accettato dall’Agenzia europea per i medicinali e in attesa dell’ultima approvazione da parte dell’Aifa”.