Telemedicina e diabete: un contributo alla cura in fase di pandemia Covid-19

Può avere finalità di cura, diagnosi, prevenzione secondaria, riabilitazione e monitoraggio

Alberto Sabbion                                  Claudio Maffeis

UOC Pediatria Indirizzo Diabetologico e Malattie del Metabolismo

Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona

L’attuale pandemia di Covid-19 sta mettendo a dura prova i Sistemi Sanitari di tutti i Paesi del mondo non solo per la difficoltà nel prestare cure adeguate a pazienti affetti da una nuova patologia potenzialmente letale, ma anche per le attenzioni che si sono rese necessarie nel trattamento dei pazienti affetti  da tutte le altre patologie per ridurre il rischio di contagio da virus Sars-Cov-2.

Al fine di ridurre le possibilità di contagio, in Italia come nel resto del mondo, è stata incentivata l’implementazione di tutti i servizi e le modalità di cura in grado di limitare lo spostamento dei pazienti verso ospedali e ambulatori medici.

Per questo negli ultimi mesi, più che in passato, un numero sempre maggiore di pazienti ha beneficiato di attività di assistenza e di monitoraggio di parametri biomedici attuate con tecnologie di informazione e comunicazione a distanza (ICT), ottenendo indicazioni di terapia da parte dei professionisti sanitari attraverso il proprio computer o altro dispositivo mobile.

Tutto ciò rientra in quella tipologia di erogazione di servizi di assistenza sanitaria definita come Telemedicina, che è stata regolamentata da parte del Ministero della Salute nelle proprie “Linee di indirizzo nazionali” pubblicate nel 2014.

Secondo tali direttive “i servizi di Telemedicina vanno assimilati a qualunque servizio diagnostico/terapeutico”, senza però sostituire la prestazione sanitaria tradizionale nel rapporto personale medico-paziente, ma piuttosto integrandola per migliorarne efficacia, efficienza e appropriatezza”.

Il ricorso alla Telemedicina può avere finalità di cura, diagnosi, prevenzione secondaria, riabilitazione e monitoraggio e, sempre secondo quanto indicato dalle Linee di indirizzo nazionali, può esprimersi in varie forme classificate in tre macro-categorie, una attinente all’ambito socio-assistenziale (Teleassistenza) che qui tralasceremo, e due relative all’ambito sanitario:

  1. Telemedicina specialistica: i servizi a distanza vengono forniti nell’ambito di una specifica disciplina da parte del medico direttamente al paziente (Televisita) o ad altri medici o operatori sanitari (Teleconsulto e Telecooperazione sanitaria);
  2. Telesalute: i sistemi e servizi utilizzati permettono al medico di intrepretare a distanza i dati biomedici di un paziente, più spesso con patologia cronica, con il fine di supportarlo nella gestione della terapia, fornirgli informazioni e migliorare la sua formazione all’autocura.

Tra le patologie croniche, il diabete mellito tipo 1 (DMT1) presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto a poter beneficiare di più modalità di assistenza mediante la Telemedicina.

Per gestire al meglio la terapia, infatti, il paziente con DMT1 deve rilevare costantemente i propri livelli glicemici (automonitoraggio) e deve possedere un ampio bagaglio di conoscenze e di attitudini all’autocura acquisiti nei momenti di incontro con il team diabetologico.

Con le moderne tecnologie di comunicazione il paziente può agevolmente condividere i propri dati glicemici e di terapia insulinica con il curante mediante specifici servizi web, ottenendo indicazioni terapeutiche sia per la routine quotidiana che per situazioni a rischio di scompenso glicemico come le malattie intercorrenti (Telesalute). Questo è comunemente attuato soprattutto dai pazienti che utilizzano sensori per il monitoraggio continuo della glicemia e microinfusori di insulina, per i quali è fondamentale poter visualizzare sul proprio computer le informazioni derivanti da questi dispositivi per ottimizzare la gestione della terapia.

Esistono poi varie piattaforme per video-chiamata e video-conferenza, ormai molto diffuse, che permettono di sostituire la visita e i momenti formativi in presenza presso il Centro di Diabetologia con una visita o formazione a distanza (Televisita), quest’ultima sia in forma individuale sia collettiva per gruppi.

Nei mesi di limitazione delle visite in presenza, resi necessari per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19, l’uso di tali tecnologie si è rivelato particolarmente utile nei Centri di Diabetologia Pediatrica permettendo di mantenere la continuità assistenziale nei confronti dei propri assistiti e delle loro famiglie.

Al contempo, i componenti dei team diabetologici hanno sviluppato una maggiore propensione all’uso dei servizi di Telemedicina, tale da introdurli stabilmente in maniera più ampia nei propri programmi di assistenza e di formazione andando a sostituire in parte le attività che in passato erano svolte in presenza.

La letteratura scientifica ha mostrato che la Telemedicina, nelle sue varie espressioni, può consentire un contatto più semplice e costante tra paziente e professionisti sanitari favorendo maggiore aderenza alle linee guida, minori assenze scolastiche e lavorative per i genitori e uso più frequente delle tecnologie applicate al diabete.

Solo recentemente, invece, è stato dimostrato che il ricorso a visite a distanza a intervalli di tempo ravvicinati può favorire un miglioramento del compenso glicemico in bambini e adolescenti.

Gli studi hanno rilevato anche l’apprezzamento da parte di pazienti e dei professionisti sanitari per i servizi di Telemedicina, soprattutto dove sono presenti adeguati supporti tecnologici e le attività sono inserite in precisi programmi di cura.

REQUISITI PER REALIZZARE UN EFFICACE PROGRAMMA DI TELEMEDICINA
  • Formare il personale sanitario e i pazienti sulle modalità di utilizzo di tali tecnologie;
  • Predisporre protocolli condivisi di gestione dei pazienti;
  • Una costante integrazione con la cartella elettronica utilizzata dal team;
  • Una pianificazione in momenti dedicati per evitare sovrapposizioni con visite in presenza;
  • Disporre di computer con schermo ampio o doppio schermo e di cuffie con microfono che limitino i rumori di fondo;
  • Promuovere un percorso di cura centrato sul paziente, con contenuti e tempi individualizzati.

Sulla base delle evidenze della letteratura e delle necessità imposte dalla pandemia, gli organismi di governo di varie Regioni hanno compreso l’importanza di favorire la crescita dei servizi di Telemedicina.

La Regione Veneto a maggio 2020 ha inserito le attività assistenziali per il diabete effettuate a distanza tra le prestazioni erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale.

Grazie a tali disposizioni il Centro Regionale per la Diabetologia Pediatrica di Verona ha potuto realizzare un servizio dedicato alla telemedicina offerto a tutte le famiglie di bambini e adolescenti con diabete, che possono prenotare con impegnativa del proprio medico una tele-visita individuale con pediatra diabetologo, dietista o psicologo oppure prendere parte ad incontri di formazione di gruppo in videoconferenza. Tale servizio completa quanto viene offerto in presenza, condizione comunque sempre preferibile qualora possibile.

Tutte le informazioni sulle modalità di prenotazione ed erogazione delle attività svolte in telemedicina sono reperibili sul nuovo sito web del Centro Regionale per la Diabetologia Pediatrica di Verona, www.diapedverona.it.