Positivi – Ritrovarsi dopo il disagio emotivo da pandemia

Il titolo “Positivi. Ritrovarsi dopo il disagio emotivo da pandemia” è già di per sé un progetto, e non solo, perché esprime efficacemente anche l’obiettivo di questo volume, ossia quello di restituire al termine “positivi” la sua connotazione naturale, originale e – fino a qualche mese fa – scontata, quella di una parola ottimista e rincuorante. Non certo quella che a partire dall’inizio della pandemia di Covid ha rimandato, e continua a rimandare, al tanto temuto esito di un tampone. Maria Emilia Bonaccorso, caporedattore aggiunto della redazione Specializzati dell’ANSA, esperta di salute, medicina e sistemi sanitari e socia onoraria SIP, e Massimo Cozza, psichiatra e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2 firmano un libro sull’impatto psicosociale ed emotivo che la pandemia ha avuto sulle nostre esistenze.

Un libro che “cerca di dare un senso a tutta questa confusione”, come scrive nella prefazione Piero Chiambretti, toccato in prima persona dal virus che ha poi portato via la madre. Un libro sulle paure, vere o irrazionali, sulle fragilità che il virus ha scatenato, e sulle sue conseguenze anche cliniche sugli individui: i disturbi del sonno, quelli alimentari, i cambi improvvisi di umore, la difficoltà di concentrazione, ecc. E vista la firma della Bonaccorso non poteva non essere anche un libro sul tema dell’infodemia, e sulla sovraesposizione continua a commenti, dati, informazioni, opinioni che ci ha reso, tutti, più vulnerabili anche alle fake news.

Ma nonostante la pandemia, dobbiamo riscoprirci “positivi” perché se un virus “ha cambiato il mondo ora noi possiamo forse cambiare qualcosa nelle nostre vite, con un po’ di consapevolezza in più su quanta forza si nasconda dietro ad una maschera (e anche una mascherina) di apparente fragilità”.