Bronchiolite, come si previene

Terapia, sintomi e profilassi di quest'infezione delle vie respiratorie

Maria Gabriella De Luca

Direttore UOC TIN con Neonatologia-Nido

AORN A. Cardarelli Napoli

Che cos’è la bronchiolite?

La bronchiolite è un’infezione delle vie respiratorie che colpisce i bambini più piccoli, soprattutto nel primo anno di vita, causata da vari tipi di virus. È una malattia che in genere decorre in maniera lieve, ma in alcuni bambini si possono avere sintomi più gravi che richiedono il ricovero. I sintomi più frequenti sono tosse, febbre e difficoltà respiratorie.

Quali sono i sintomi a cui un genitore deve fare attenzione?

Se un bambino non si alimenta più con la stessa frequenza può essere necessario il ricovero per alimentarlo tramite sondino naso-gastrico o attraverso l’infusione endovenosa di soluzioni reidratanti. Inoltre è molto importante osservare come respira: se il bambino respira molto velocemente o se presenta una “fossetta” sotto al collo o dei “rientramenti” sotto al torace può aver bisogno di ossigeno terapia. Altri segnali di allarme sono crisi di cianosi ed episodi di apnea, cioè sembra che il bambino abbia dei momenti in cui smette di respirare.

Qual è la terapia della bronchiolite?

Non esiste una cura della bronchiolite, il trattamento mira a combattere i sintomi, quindi se il bambino non si alimenta bene può essere utile farlo mangiare di meno e più spesso, fare dei lavaggi nasali con fisiologica soprattutto prima delle poppate e umidificare l’ambiente in cui soggiorna per farlo respirare meglio.

È possibile prevenire la bronchiolite?

Esistono misure di carattere generale tra cui lavarsi le mani prima di accudire il bambino, non farlo stare a contatto con familiari raffreddati, arieggiare spesso la casa. C’è poi una prevenzione specifica per la bronchiolite da Virus Respiratorio Sinciziale, che è la forma più frequente e più temibile, basata sulla somministrazione di Palivizumab, una immunoglobulina diretta contro tale virus, da eseguire nel periodo epidemico. Tale prevenzione però riguarda categorie di lattanti a rischio.

Per quali bambini è indicata la profilassi e con che frequenza?

La profilassi con Palivizumab per il Virus Respiratorio Sinciziale è indicata per i prematuri, con tempi diversi se nati prima delle 29 settimane o tra le 29 e 35 di età gestazionale, nei lattanti con Displasia broncopolmonare ed età ≤ 12 mesi all’inizio della stagione epidemica e durante il secondo anno di vita se necessitano ancora di terapia medica e nei bambini con cardiopatia congenita grave con età inferiore a 12 mesi all’inizio della stagione epidemica. Ci sono poi particolari patologie, quali immunodeficienze, malattie neuromuscolari, sindrome di Down, fibrosi cistica, in cui la profilassi va valutata caso per caso. La somministrazione è mensile in quanto trattandosi di una immunoglobulina persiste nel sangue per circa 30 giorni e va ripetuta nel periodo da novembre a marzo.