Siani: “Basta bambini in carcere, è un ambiente deprivato che può condannarli a crescita infelice”

Il pediatra e parlamentare chiede un Fondo di 1,5 milioni di euro per accogliere madri detenute e figli in case famiglia o comunità

“Sappiamo che i primi 3 anni di vita sono quelli più importanti nella crescita di un bambino. E’ in quel momento che si formano le migliori connessioni neuronali ed è in quel momento che il bimbo sviluppa il suo cervello. Se tutto questo avviene in un ambiente deprivato come quello del carcere, con una mamma che deve scontare una pena, anche il bambino è condannato a una crescita infelice. Il piccolo partirà quindi con un handicap molto importante e non sappiamo quanto potrà recuperare nel corso della sua vita”. A dirlo è Paolo Siani, pediatra e capogruppo del Pd in commissione Infanzia, primo firmatario di un emendamento alla Legge di Bilancio per la creazione di un Fondo per l’accoglienza delle madri detenute con i propri figli, al di fuori delle strutture carcerarie. “La mia preoccupazione- dice il parlamentare- è che se da un lato proviamo a recuperare la mamma, dall’altro possiamo non tenere in considerazione la vita felice e sana di un bambino, perché se trascuriamo quegli anni avremo probabilmente un bambino che avrà lo stesso destino della mamma che sta in carcere e dobbiamo evitarlo in tutti i modi”.

L’emendamento, presentato insieme a diversi parlamentari della maggioranza e con il sostegno delle associazioni Cittadinanzattiva, A Roma Insieme-Leda Colombini e Terre des Hommes, prevede che siano destinati a tale Fondo 1,5 milioni di euro. “Sono briciole nella legge di Bilancio dello Stato- sottolinea Siani- è un piccolo fondo che non sottrae risorse a nessun’altra attività, ma che garantirebbe una vita più adeguata a bambini innocenti. Ci auguriamo- dice il parlamentare- che questa sia finalmente l’occasione per restituire una necessaria centralità alla tutela della salute dei piccoli finora detenuti in carcere assieme alle loro madri”.

Secondo i dati pubblicati dal ministero della Giustizia, aggiornati al 31 ottobre scorso, nel circuito penitenziario risultano essere presenti 31 detenute madri con 33 figli al seguito. In particolare, sono 16 le madri e 17 i bambini ristretti nelle sezioni nido delle case circondariali, mentre gli altri risultano collocati all’interno degli Istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam). “La presenza di bambini nelle strutture detentive costituisce un gravissimo paradosso del nostro sistema, che compromette la salute psico-fisica in un’età decisiva per il loro sviluppo- sottolinea Siani- Da un lato, si cerca di riabilitare le mamme e, dall’altro, si costringono bambini innocenti a vivere i primi anni della loro vita, quelli decisivi per il loro sviluppo, in un carcere. Si dovrebbe trovare il modo per far vivere un bambino, soprattutto nella fascia d’età 0-6 anni, non in un carcere ma in un ambiente quanto più è possibile idoneo. È quindi indispensabile individuare misure volte a consentire la collocazione dei genitori detenuti assieme ai loro bambini al di fuori degli istituti penitenziari, anche quelli a custodia attenuata (Icam)”.

Il pediatra ricorda che una delle prime attività svolte da parlamentare è stata una visita all’Icam di Lauro (AV). “E’ un carcere attenuato- spiega Siani- che seppur organizzato con dei veri e propri mini appartamenti, con bagno e angolo cottura, sala biblioteca, un soggiorno con la tv e un grande spazio all’aperto con giochi per bambini, resta sempre un luogo molto diverso da un ambiente familiare dove è necessario che cresca un bambino”. Poi “ho visitato la Casa famiglia di Leda a Roma- ricorda- una casa protetta per donne detenute con figli minori che esiste dal 2017. Si tratta di un elegante villino all’Eur, confiscato a un boss mafioso, con un bel giardino intorno, un grande salone, una stanza con i giochi dei bambini e 5 stanze, tutte dotate di bagno per le mamme recluse. I bambini vanno tutti al nido o alla scuola materna e le mamme si alternano nei lavori di casa. Il bambino in questa struttura non percepisce di vivere in un posto diverso da una casa normale. La mia proposta nell’ emendamento- spiega Siani- è far sì che gli Icam, dove possibile, vengano sostituiti da case famiglia o comunità alloggio”.

L’emendamento verrà discusso in Commissione Bilancio la prossima settimana.