Vaccinazioni Covid-19, Villani: “Possiamo essere orgogliosi del nostro Servizio sanitario nazionale”

L’intervista del Presidente SIP a Unomattina in famiglia

“L’Italia è il primo paese in Europa per somministrazioni di vaccini anti-Covid 19 in rapporto alla popolazione. La prova data dal nostro Servizio sanitario nazionale è veramente lusinghiera e possiamo esserne orgogliosi”. A dirlo è Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria, intervistato a Unomattina in famiglia da Tiberio Timperi per fare il punto sulle vaccinazioni. “Il nostro Paese sta facendo uno sforzo significativo- sottolinea Villani- se la campagna vaccinale continua così l’obiettivo di immunizzare 20 milioni di italiani prima dell’estate è sicuramente raggiungibile”.

Per quanto riguarda nello specifico i bambini, per ora esclusi dalla vaccinazione, Villani ricorda che “nell’età evolutiva si è visto che il virus, pur contagiando, generalmente determina delle patologie molto lievi e questo ha fatto sì che non ci fosse una preoccupazione proprio sull’età pediatrica. Chiaramente- dice- anche i bambini verranno vaccinati ma non rappresentano una priorità, al momento non rappresentano un fattore di rischio significativo”.  Il Presidente SIP ribadisce infatti che “quella anti-Covid 19 sarà una vaccinazione universale ma si deve procedere per gradi immunizzando prima le categorie considerate più a rischio. Quindi gli anziani, chi ha comorbidità e chi lavora nelle strutture sanitarie per curare queste persone”.

Ma come vincere le resistenze di chi diffida dal vaccino anti-Covid o dai vaccini in generale? “Come SIP da tempo stiamo proponendo l’introduzione dell’educazione sanitaria nelle scuole e il potenziamento dell’educazione civica. Questa secondo me- sottolinea il pediatra- è la strada da percorrere. Chi ha dei dubbi nei confronti dei vaccini in genere li ha o perché ha ricevuto delle informazioni non ben verificate o per una serie di percorsi che lo hanno portato a essere ignorante, nel senso buono del termine, cioè a non sapere, quindi diffondere già dall’età della formazione l’educazione sanitaria favorirebbe la corretta informazione”, conclude Villani.