Influenza e Covid a confronto

Eziologia, trasmissione, contagiosità, incubazione, sintomi e complicanze

Articolo pubblicato su Pediatria – numero 10-11 –ottobre-novembre 2020 – pag. 22-23

di Elena Bozzola, Segretario Nazionale SIP

 

Eziologia. Entrambi sono virus a RNA. Il coronavirus è costituito da un singolo filamento di RNA a polarità positiva dal diametro di circa 80-160 nm, il virus influenzale a polarità negativa, di diametro variabile da 50 a 120 nm. Ad oggi sono noti 7 ceppi di coronavirus in grado di infettare gli umani e tre generi di virus influenzali che possono infettare l’uomo.

Entrambi i virus possono causare pandemia. Il virus dell’influenza negli ultimi 100 anni è stato responsabile di pandemie nel 1918, 1957, 1968 e 2009. Tra le pandemie peggiori, sicuramente vi è la così detta spagnola del 1918-20, trasmessa attraverso uccelli o suini dal virus H1N1, che ha causato la morte di 50-100 milioni di persone al mondo. L’influenza asiatica del 1956, provocata da un virus sottotipo dell’H1N1, ha provocato in circa due anni 1 milione di vittime nel mondo.

Il coronavirus si è associato alla SARS nel 2003, con un tasso di letalità del 9,2% e alla MERS nel 2012 con un tasso di letalità del 34,4%, ma con contagiosità inferiore a quella associata attualmente al Covid-19. Infatti, nel 2003 la SARS e la MERS hanno causato solo circa 8000 e 2500 morti rispettivamente nel mondo.

Trasmissione. Sia il Covid-19 che il virus dell’influenza possono essere trasmessi da persona a persona in seguito a stretto contatto, principalmente attraverso droplets emesse da soggetto infetto.

Contagiosità. Sia in caso di influenza che di Covid-19, la contagiosità può precedere la sintomatologia clinica di 1-2 giorni. Nel caso del Covid-19, gli infetti possono essere contagiosi per un periodo più prolungato rispetto all’influenza stagionale. Generalmente i pazienti Covid-19 positivi sono contagiosi per almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi. Anche gli asintomatici o pauci-sintomatici possono essere contagiosi se il test per il Covid-19 è positivo. Nell’influenza, il periodo di contagiosità negli adulti e nei bambini più grandi è di circa 7 giorni, con un picco dopo 3-4 giorni dalla comparsa dei sintomi. Nel caso dell’influenza, la contagiosità è influenzata anche dall’età e dallo stato immunitario dell’infetto, essendo maggiore nei bimbi più piccoli e negli immunodepressi.

Incubazione. In entrambi i casi vi è un periodo di incubazione prima delle manifestazioni cliniche. Nel caso di influenza, come riportato dal CDC, i sintomi compaiono dopo 1-4 giorni dal contatto. Nel caso di Covid-19, il periodo di incubazione ha una durata più variabile, dai 2 ai 14 giorni, con una media di 5 giorni.

Sintomi. In entrambi i casi il decorso può essere asintomatico o pauci-sintomatico. La gravità della sintomatologia è variabile e in entrambi i casi è influenzata da più fattori, tra cui età del soggetto affetto e presenza di comorbilità. Dal punto di vista clinico, i sintomi più frequenti in entrambi i casi sono riconducibili ad un’infezione dell’apparato respiratorio. In entrambi i casi, febbre e tosse sono i sintomi più frequentemente riportati. Pertanto, le due condizioni non sono facilmente differenziabili e i sintomi sono spesso sovrapponibili. Infatti, come riportato dal CDC, influenza e Covid si possono presentare con febbre con/senza brividi, tosse, difficoltà respiratoria, astenia, mal di gola, rinorrea o ostruzione nasale, dolori muscolari, mal di testa, vomito e diarrea. In caso di Covid, l’alterazione di gusto e olfatto, quando presenti ci aiutano nella diagnosi differenziale con l’influenza. In letteratura in caso di Covid, vengono inoltre segnalati tosse secca non produttiva e manifestazioni cutanee (rash cutaneo o depigmentazione delle dita). Da una revisione della letteratura, la febbre è riportata come il sintomo più significativo anche in età pediatrica per il Covid-19 (41,5-60% dei casi), spesso associata a tosse, mal di gola e rinorrea.

In un recente studio in cui venivano confrontanti bambini ricoverati per il Covid-19 e per l’influenza A complicata da polmonite, tosse, febbre e sintomi gastrointestinali sono risultati significativamente meno frequenti tra i pazienti Covid rispetto a quelli con influenza A. Anche i picchi di febbre sono apparsi diversi nelle due patologie, significativamente più alti in corso di influenza (39,3°C vs 38,5°C).

Gli esami di laboratorio hanno mostrato in caso di Covid-19 livelli di PCR, procalcitonina e globuli bianchi inferiori, ma valore assoluto di linfociti superiore. Al contrario, linfopenia, incremento degli indici di flogosi e alterazione dei D Dimeri correlano ad un aumentato rischio di mortalità nei pazienti Covid-19. Infine, nel complesso i pazienti affetti da Covid-19 hanno presentato una sintomatologia clinica più lieve. Ciononostante, in letteratura viene riferita una ospedalizzazione dalle 5 alle 13 volte più lunga rispetto a quella riportata per influenza l’anno precedente.

Complicanze. In entrambi i casi, i quadri clinici si possono complicare. Il rischio è maggiore in soggetti anziani e con patologie concomitanti. Per l’età pediatrica, il rischio di complicanze è maggiore in caso di influenza stagionale.

 

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