Covid, Villani: “I ritardi sulle dosi non sono auspicabili. Fortunatamente abbiamo diversi vaccini”

L'intervento del Presidente SIP a Sky Tg24

“I ritardi non sono mai auspicabili, ora verificheremo in concreto quanto questa situazione possa incidere. In ogni caso sappiamo che l’Italia ha provveduto ad approvvigionarsi presso diverse case farmaceutiche e il programma dovrebbe essere mantenuto. Fortunatamente non disponiamo di un unico vaccino, ma di più vaccini”. Il Presidente SIP Alberto Villani commenta così i ritardi della casa farmaceutica Pfizer nella consegna delle dosi di vaccino contro il Covid-19 acquistate dall’Italia.

Intervenuto in diretta a Sky Tg24, Villani sottolinea la necessità di “fronteggiare la situazione” esortando tutti ad osservare positivamente quanto sta accadendo a livello epidemiologico: “È bene che tutti impariamo a interpretare i dati. Ad esempio- spiega- quando leggiamo il numero dei decessi – un dato che ci allarma – facciamo riferimento molto probabilmente a persone che hanno contratto il virus un mese e mezzo fa, quindi tra le 4 e le 8 settimane prima. Invece i dati sui contagiati scattano un po’ la fotografia di quello che sta accadendo- prosegue il Presidente- ossia chi è inserito nel dato rilevato si è contagiato 4/5 giorni prima della rilevazione. Anche questo è un elemento favorevole, perché indica che effettivamente ci sono meno persone che si stanno contagiando rispetto a qualche tempo fa. Dai dati di ieri, infatti, risultano poco più di diecimila persone contagiate. È la conferma che dei comportamenti virtuosi, delle azioni che limitano il contagio, sono un elemento favorevole ad arginare la situazione. Avere il 4,13% come percentuale nel rapporto tra positivi e tamponi e diecimila contagiati ci consente di dire che si sta sentendo l’effetto dei sacrifici fatti a Natale. Ma chiaramente- tiene a precisare- si sta sentendo anche quello che è successo prima di Natale, con i 603 deceduti, e anche l’effetto di quello che è accaduto 4/6 settimane con gli ingressi in terapia intensiva”. Una serie di dati e di elementi per cui, esorta il Presidente SIP, “tutti dobbiamo avere ben presente che quello che facciamo in questi giorni avrà come esito un certo numero di contagi tra 5/7 giorni: persone che staranno male tra 4/6 settimane, molto male tra 6/8 settimane e che potranno morire tra un mese e mezzo”.

Riguardo alle differenze regionali nella riapertura delle scuole e al costante dibattito tra Regioni e Governo centrale, Villani ritiene che “bisogna rifarsi ai virtuosi meccanismi della democrazia. Ci sono delle indicazioni nazionali, c’è il diritto costituzionale ad avere accesso alla scuola e poi c’è stata l’istituzione di tavoli locali, coordinati dai prefetti con la partecipazione di tutte le realtà territoriali, per studiare le soluzioni migliori per garantire questo diritto. Anche qui- ribadisce- non si può agire avendo una visione parziale, ma è bene far riferimento ai doverosi passaggi istituzionali e tenendo conto la realtà locale”.

Approfondendo poi il tema dell’assegnazione di una colorazione e della relativa fascia di rischio alle Regioni, il Presidente SIP ricorda che “per stabilire la colorazione di una Regione esistono dei parametri ben precisi tra cui l’incidenza, cioè il numero di persone che contraggono il virus rispetto a un certa quota di popolazione, al momento è il numero dei casi per centomila per sette giorni. Ormai è ben documentato ovunque che quando questo numero eccede i 50 casi per centomila persone per sette giorni, significa che il virus sta girando troppo e quindi bisogna fare qualcosa per limitarne la diffusione. È bene attenersi a tutti quei parametri che epidemiologicamente ci consentono di stabilire con precisione cosa fare in ogni realtà”. Per questo, a proposito del ricorso al Tar della Regione Lombardia per essere spostata da zona rossa ad arancione, il Presidente chiarisce che “bisogna tenere nel massimo conto tutte le realtà regionali e locali, ma come tutti sappiamo esiste un coordinamento nazionale, una cabina di regia che si rifà a istituzioni molto solide, Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (ISS). Tutto quello che viene fatto in quelle sedi è poi condiviso con le Regioni e con la conferenza Stato-Regioni. Sono passaggi istituzionali che- precisa ancora Villani- stanno avvenendo anche in modo molto agile, in quanto il confronto avviene molto di frequente. Certamente- assicura- se in Lombardia matureranno dei parametri per cui la cabina di regia valuterà di poter consentire un cambiamento di colore della Regione, questo verrà fatto. Le decisioni prese devono necessariamente seguire percorsi istituzionali e non possono essere fatte sull’onda di altri fattori”.

Infine, sulle modalità di distribuzione dei vaccini, il Presidente SIP richiama ancora una volta i principi della Carta costituzionale: “I parametri per la distribuzione dei vaccini sono quelli che vengono garantiti dalla nostra Costituzione e dai nostri strumenti di Paese democratico. Dobbiamo sempre rifarci a quella che viene considerata da tutti una delle più belle Costituzioni al mondo e che sancisce la tutela di tutti. Equità: questo- conclude- deve essere un principio ben saldo per tutti”.