Che fine ha fatto la bronchiolite? “E’ scomparsa con le misure anti-Covid”

Bozzola: “Prima gli ospedali erano pieni, oggi al Bambino Gesù nessun caso”

Tra gli effetti collaterali del Covid, questa volta in positivo, c’è la ‘scomparsa’ della bronchiolite, la patologia associata al virus respiratorio sincinziale che colpisce in particolare i bambini sotto ai 2 anni di vita. “A partire da ottobre, e con un picco tra gennaio e febbraio, eravamo abituati a vedere le corsie degli ospedali pieni di bambini con insufficienza respiratoria o con problemi comunque correlati a un quadro di bronchiolite. Quest’anno, invece, all’ospedale pediatrico Bambino Gesù nessun tampone fatto da ottobre ad oggi è risultato positivo al virus respiratorio sincinziale”. A tracciare il quadro è Elena Bozzola, Segretario Nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP). Il ‘merito’ è proprio del coronavirus o meglio delle misure adottate in seguito alla scoppio della pandemia. “Il distanziamento sociale, la corretta igiene delle mani, l’utilizzo delle mascherine, le limitazioni ai viaggi e agli spostamenti, i divieti di assembramento sono tutte misure che insieme hanno contribuito a un rallentamento delle infezioni virali con beneficio, ovviamente, dei più piccolini- spiega Bozzola- nonostante sotto ai 6 anni non vi sia l’obbligo di portare la mascherina”.

Ma cos’è la bronchiolite? “E’ il primo episodio di infezione delle vie respiratorie che si riscontra nel bambino. All’auscultazione si presenta con ronchi, rantoli, fischi, ossia il cosiddetto concerto- spiega la pediatra- ed è molto più grave rispetto agli episodi di bronchite proprio perché generalmente colpisce i più piccolini”. Una patologia con dei costi ospedalieri importanti e disagi forti nelle famiglie. “Il bambino manifesta un quadro clinico con difficoltà respiratorie e per questo può smettere di mangiare, motivo per cui, visto che soprattutto i piccolini tendono a disidratarsi, c’è bisogno subito di un’attenta valutazione da parte del pediatra ed eventualmente anche di cure ospedaliere”. La profilassi esiste “ma viene effettuata a pochi e selezionati bambini in base alle note AIFA, soprattutto ai piccoli nati prematuri o con gravi patologie pregresse”. Alla luce di tutto questo Bozzola consiglia “da mamma e da pediatra, di non abbassare le misure precauzionali che ci hanno aiutato nei confronti del coronavirus e che ci stanno aiutando contro tante altre infezioni”.