Carta di Milano sull’Obesità Urbana

Un documento che sottolinea l’importanza degli ambienti urbani come potenziali fattori di rischio per la salute umana

La Carta di Milano sull’Obesità Urbana è stata elaborata dal Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con il Comune di Milano, la Regione Lombardia, l’ANCI, l’Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete, l’Intergruppo Parlamentare di Vita nelle Città, l’Health City Institute, C14+, la rete Cities Changing Diabetes, IO-NET, la rete OPEN (Obesity Policy Engagement Network), la SIO (Società Italiana dell’Obesità), la SIP (Società Italiana di Pediatria), la SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica), l’ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), la IBDO FOUNDATION, la SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie), l’associazione Amici Obesi e l’organizzazione Cittadinanzattiva. La Carta è stata sottoscritta e fatta propria dalla European Association for the Study of Obesity (EASO), l’associazione che raccoglie tutte le società scientifiche europee che si occupano dell’obesità e delle malattie a essa correlate, compreso il diabete e le malattie cardiovascolari. La Carta di Milano e i principi che la ispirano sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista Obesity Facts.

Il documento vuole coinvolgere tutti i principali attori di salute pubblica, sottolineando l’importanza degli ambienti urbani come potenziali fattori di rischio per la salute umana. Innumerevoli ricerche hanno dimostrato, infatti, come l’organizzazione e la struttura delle nostre città, soprattutto delle città metropolitane, favoriscono lo sviluppo dell’obesità e delle malattie non trasmissibili. Per questo la Carta di Milano si articola in dieci principi fondamentali, ispiratori secondo gli estensori di azioni e strategie adeguate a coinvolgere i professionisti e gli specialisti della salute, gli amministratori pubblici, i dirigenti sanitari, tutti gli attori politici, economici e sociali oltre ai cittadini, in uno sforzo comune per affrontare la sfida epocale del miglioramento della salute pubblica, attivando tutti gli strumenti di prevenzione oggi disponibili. Come dimostrato in molteplici studi scientifici, la promozione di questo processo di presa di coscienza, e l’intrapresa di alcune azioni politiche e culturali, dirette alla diffusione di principi di organizzazione urbanistica e sociale, potrà favorire uno straordinario risparmio in spesa sanitaria.