Effetto lockdown, studio della Rete Pediatrica Toscana: nei Pronto soccorso maggiore rischio di accessi tardivi

Gastroenterite, sepsi, ferite e ustioni le patologie con più ritardi

Rusconi (Meyer): “Non bisogna aver paura di venire in ospedale”

Che durante il lockdown si siano verificati dei ritardi negli accessi pediatrici ai Pronto soccorso è stato segnalato più volte, in modo aneddotico, sia in Italia che all’estero. Ora, però, uno studio della Rete Pediatrica Toscana lo mette nero su bianco analizzando, per la prima volta in modo ampio e strutturato, quanto avvenuto su un intero territorio regionale. I risultati sono chiari: maggiore rischio (+42%) di arrivi “tardivi” al Pronto soccorso nel 2020 rispetto al 2018 e al 2019 e, dal punto di vista delle patologie, un ritardo significativo negli accessi per la gastroenterite, la sepsi o sospetta sepsi, e per feriti e ustioni. “Ma la casistica, a volte esigua, non permette di escludere che ci siano stati ritardi anche per altre patologie”, precisa Franca Rusconi, responsabile dell’Unità di Epidemiologia dell’AOU Meyer di Firenze, tra i curatori dello studio.

La survey si è basata sui dati dei Pronto soccorso di 15 ospedali toscani con almeno 5.000 accessi pediatrici all’anno e ha messo a confronto il periodo della prima ondata pandemica (tra il 17 febbraio e il 31 maggio 2020) con i corrispondenti periodi del 2018 e del 2019, identificando per il 2020 tutti gli accessi rilevanti sia in termini di numerosità della casistica che in termini di necessità di cure (ricoveri o osservazioni intensive per almeno 24 ore). “Abbiamo organizzato lo studio in modo da avere sia dei dati soggettivi, ossia il parere dei pediatri a cui abbiamo chiesto se pensassero che i casi selezionati fossero arrivati in ritardo in ospedale, sia dei dati oggettivi basati sulle ore trascorse dall’insorgenza dei sintomi a quando i bambini sono stati portati in Pronto soccorso”, spiega Rusconi. Anche l’analisi più obiettiva ha confermato i ritardi.

La selezione delle patologie è stata fatta da medici dei Pronto soccorso Pediatrici degli ospedali Meyer e Versilia, mentre le estrazioni dei casi e le analisi sono state eseguite da epidemiologi e statistici del Meyer e dell’Agenzia Regionale di Sanità. Ai medici dei vari presidi è stato chiesto, grazie al coinvolgimento della Rete dell’Emergenza Pediatrica, di compilare sul web una breve scheda che già conteneva alcuni dati dal flusso di Pronto Soccorso. In particolare si chiedeva di confermare la diagnosi, di riferire la presenza di una patologia cronica, di dare una stima del tempo tra l’inizio della sintomatologia e l’accesso in Pronto Soccorso, e un giudizio complessivo sul ritardo o meno nell’accesso, inteso come ritardo che poteva portare/aveva portato a problemi nell’approccio terapeutico.

Da segnalare che la survey non ha riscontrato un ritardo maggiore nei pazienti affetti da patologie croniche di base e per le patologie chirurgiche più frequenti, e “in particolare per l’appendicite acuta- si legge nello studio- citata in letteratura come patologia a possibile ritardato accesso e quindi complicanze”. In totale sono stati studiati 455 accessi per il 2020 e complessivamente 1.161 accessi per il 2018 e 2019. “Secondo il parere dei medici- spiega lo studio- i casi di ritardato accesso sono stati 86 nel 2020 (18.9%) e 155 negli anni 2018-2019 (13.4%)”.

“Il messaggio finale che vogliamo inviare- dice in conclusione Rusconi- è in positivo: non bisogna aver timore di portare i bambini in Pronto soccorso per paura che possano prendere delle infezioni, soprattutto il Covid. I Pronto soccorso sono luoghi sicuri. Ci sono dei bambini che arrivano in ritardo e non deve succedere”.  

Qui il link allo studio: https://www.ars.toscana.it/articoli/4505-possibili-effetti-indiretti-pandemia-covid-19-su-salute-bambini-ritardo-accessi-pronto-soccorso-in-toscana.html