Educazione sanitaria nella scuola, dalla materna alle superiori

La SIP si sta preparando per partire con una azione diffusa su tutto il territorio nazionale

di Alberto Villani (Presidente SIP)

Articolo pubblicato su Pediatria – numero 12 –dicembre 2020 – pag. 21

Nulla può garantire il benessere psicofisico in età evolutiva più e meglio di una scuola ben strutturata e che possa favorire l’armonico sviluppo di ogni individuo. La scuola è il luogo principe per la vita di tutti, luogo fisico e non solo. La pandemia ne ha evidenziato l’importanza, ma ancor più l’indispensabile necessità. La pandemia ha dettato regole precise in termini di qualità e dimensioni degli ambienti, di rapporto numerico tra docenti e discenti, di strutture architettoniche che devono essere dedicate alla specifica funzione, di luogo d’incontro e crescita. È in atto da mesi un acceso dibattito sulle aperture e sulle chiusure della scuola, come se questo fosse il problema e non la triste conseguenza di una situazione disastrata. In realtà proprio uno studio promosso dalla Società Italiana di Pediatria ha dimostrato che la scuola italiana è sicura, essendo state adottate misure per minimizzare il contagio (uso delle mascherine, rispetto del distanziamento, attenta cura dell’igiene) e grazie all’impegno dei Dirigenti e di tutti coloro che lavorano nella scuola, nonostante le ben note difficoltà. La Società Italiana di Pediatria ha da anni evidenziato la necessità di una scuola diversa che offra a tutti gli studenti le migliori e più eque opportunità per lo sviluppo armonico delle loro migliori potenzialità. La scuola rappresenta le basi strutturali di una società e deve essere il fulcro degli investimenti per garantire presente e futuro di un Paese.

Il SARS-CoV-2 ha evidenziato e smascherato tutte le inadeguatezze del sistema scolastico italiano. Con una edilizia scolastica radicalmente diversa e con una organizzazione didattica e formativa completamente innovativa, la scuola avrebbe potuto rappresentare, ancora meglio di quello che miracolosamente è riuscita a fare nonostante tutto, il luogo di incontro e di una vita a misura di individuo in evoluzione/crescita

Non è più pensabile nel 2021 che la scuola non possa garantire la refezione scolastica. Offrire ai cittadini di domani la possibilità non solo di consumare i pasti a scuola, ma di imparare a nutrirsi in maniera cosciente, sana e responsabile facendo del pasto il momento per imparare a scegliere, conoscere e preparare gli alimenti, abbatterebbe l’obesità che tanto affligge la popolazione pediatrica italiana e rappresenterebbe un eccellente investimento di salute. Educare a un’alimentazione sana significherebbe tra l’altro evitare gli sprechi dovuti agli eccessi, limitare/azzerare le enormi spese sanitarie per la cura dei soggetti obesi e delle patologie correlate. Questo garantirebbe anche la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale.

Dare la possibilità a tutti, dalla materna alle scuole superiori, di conoscere e praticare attivamente tutti gli sport in scuole in cui siano presenti e fruibili piscine, campi sportivi e palestre impegnerebbe scolare e scolari in attività sane e salubri. L’attività fisica diverrebbe irrinunciabile e parte della vita quotidiana, anche in età adulta. Corretti stili di vita sarebbero patrimonio della gran parte dei cittadini.

Siamo il Bel Paese delle Arti, con un patrimonio che non ha uguali al mondo. Disporre di laboratori per le arti figurative (pittura, scultura, mosaico, ecc.), di piccole sale teatrali per il canto e la recitazione, di aule musicali per insegnare l’ascolto della musica e a saper suonare uno o più strumenti musicali renderebbero le nostre giovani generazioni più ricche, più colte, più sane. Essere educati all’arte e al bello ridurrebbe grandemente molte nocività e dipendenze.

Una scuola a tempo pieno, mattina e pomeriggio, dove poter lasciare in sicurezza i propri figli e trovarli ogni giorno che passa arricchiti di nozioni e di sapere, più colti e cresciuti. Tra le materie, oltre a implementare l’educazione civica, dovrebbe essere introdotta, dalle materne alle superiori, l’educazione sanitaria. La formazione e la conoscenza, in questo ambito, costituiscono il migliore investimento per avere cittadini coscienti, preparati, correttamente informati e formati.

Ci sarebbe spazio per le notizie false (fake news)? No, non avrebbero terreno sul quale attecchire. Ci sarebbero problemi a spiegare il perché nel corso di una pandemia comportamenti responsabili sono indispensabili per la salvaguardia della salute personale e collettiva? No, costituirebbero il bagaglio di nozioni essenziale per e di ogni cittadino. Attualmente la popolazione italiana occupa uno degli ultimi posti, tra i Paesi OCSE, per quanto riguarda la cultura sanitaria: è tempo di porre rimedio a questa imbarazzante situazione.

La pandemia ha portato lutti e dolore, ma è una imperdibile occasione per ricostruire, per investire le risorse che saranno disponibili per il nostro Paese in quanto di più importante ci sia per caratterizzare una società: la formazione, la cultura, il sapere. Ci vorranno anni, ma ora è il tempo di iniziare a cambiare, a cambiare radicalmente, per poter sperare in un futuro migliore. Noi Pediatri cosa possiamo fare da subito? Andare dentro le scuole e iniziare a promuovere l’educazione sanitaria. La Società Italiana di Pediatria si sta preparando per partire con una azione diffusa su tutto il territorio nazionale in cui verrà offerta, a tutte le scuole che vorranno, la disponibilità per incontri, con un programma pensato e realizzato per le diverse fasce di età.

La Società Italiana di Pediatria, da anni impegnata in progetti e collaborazioni con le scuole, continuerà a lavorare per favorire, nell’età evolutiva, la crescita della conoscenza su temi di salute, sanità, benessere: i Pediatri continueranno a fare la loro parte e a essere un pressante stimolo per una scuola migliore, per una scuola che favorisca uno sviluppo armonico di tutti, con attenzione particolare a chi è più fragile, a chi è più debole.

 

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