Lettera aperta al Signor Presidente del Consiglio Prof. Mario Draghi

Signor Presidente del Consiglio Prof. Mario Draghi,

anche quest’anno i dati ISTAT mostrano che il numero delle nascite in Italia è in drammatica riduzione (420.084 nel 2019). Tutto lascia presagire che nel 2020 il dato sarà in ulteriore diminuzione. Paesi nei quali sono state adottate misure di contrasto alla denatalità (Francia, Germania, Paesi Scandinavi) sono riusciti in tempi ragionevolmente brevi a invertire un andamento negativo e ad aumentare il numero dei nuovi nati per anno grazie a misure di concreto e reale sostegno alla genitorialità, con aiuti economici alle famiglie e adeguate strutture dedicate all’infanzia. È indispensabile agire con immediatezza con un piano appropriato. Non è possibile restare indifferenti e inermi: il prezzo che il nostro Paese pagherà è insostenibile. Abbiamo ascoltato nei suoi interventi alle Camere più volte il riferimento al futuro e questo ingenera in noi grandi speranze. Un Paese senza bambini è un Paese senza futuro, ma noi Pediatri sappiamo che è anche senza presente!

La pandemia da SARS-CoV-2 ha evidenziato molte criticità nel nostro Paese. In Italia vivono oltre 1.000.000 di soggetti in età evolutiva con speciali necessità assistenziali (fragili). Queste/i bambine/i e ragazze/i, con le loro famiglie, hanno pagato un enorme prezzo in questo anno in cui non hanno potuto giovarsi neanche della già carente rete assistenziale. Pazienti neuropsichiatrici, con malattie rare, con patologie croniche e degenerative, con deficit sensoriali hanno diritto a una maggiore attenzione e sensibilità da parte del SSN, a un adeguato impegno di risorse, strutture dedicate e personale di assistenza qualificato.

L’Italia è uno dei Paesi al mondo con la più bassa mortalità neonatale e infantile, pur avendo perduto posizioni negli ultimi anni per i tagli operati alla Sanità. È fondamentale continuare a tutelare e cercare d’implementare la specificità pediatrica per offrire a neonati, a bambine/i, a ragazze/i le migliori cure. Urgono iniziative concrete in favore di formazione e ricerca specificamente destinate alla Pediatria. L’epigenetica ha evidenziato l’importanza, per la salute di ogni individuo, dei primi 1.000 giorni di vita: investire in prevenzione e precocemente significa risparmiare in assistenza e favorire la sostenibilità del nostro SSN.

La scuola è in sofferenza da anni; la pandemia ha esaltato tutte le ormai storiche carenze strutturali (edifici scolastici non adeguati) e di personale (vittima di tagli da molti anni). Bambine/i e ragazze/i nel nostro Paese meritano molto di più e molto meglio. Investire nella scuola per renderla un luogo sicuro in cui a tutti, in maniera equa, sia garantito il diritto di sviluppare le proprie potenzialità offrendo la possibilità di praticare sport e arti (dalla musica alla pittura, dal teatro alla danza). La scuola è il più importante investimento per un Paese civile. Una riforma del nostro sistema scolastico sarebbe un segnale concreto verso questa progettualità. Riteniamo fondamentale prevedere un rafforzamento dell’insegnamento dell’educazione civica e l’introduzione dell’educazione sanitaria come nuova materia di insegnamento, dalla scuola materna fino al termine dell’istruzione secondaria.

La Società Italiana di Pediatria è tra le più antiche e prestigiose società scientifiche al mondo con 123 anni di storia (in occasione dei suoi 120 anni di vita ha ricevuto la Targa del Presidente della Repubblica) e rappresenta 11.000 Pediatri che operano nelle Università, negli Ospedali e nel Territorio. È capillarmente presente in tutto il territorio nazionale e rappresenta in maniera completa la realtà dell’età evolutiva nel nostro Paese. La denatalità, la fragilità, la specificità pediatrica, la scuola, sono temi per i quali è urgente un’azione incisiva.

Signor Presidente del Consiglio, confidiamo nel suo ascolto e nel suo impegno per affrontare le criticità segnalate. Come Pediatri sentiamo il dovere di sensibilizzare l’opinione pubblica e di manifestare una grande preoccupazione per l’impatto sfavorevole che questi problemi hanno sulla salute e sulla vita dei nostri bambini, in adesione a quanto recita il nostro statuto: promuovere e tutelare la salute fisica e psichica del neonato, del bambino e dell’adolescente, di ogni cultura ed etnia, difendendone i diritti nella società sin dal concepimento”.

                                                                                                          

Alberto Villani

                                                                                   Presidente della Società Italiana di Pediatria