Covid, Villani: “Effetto varianti è esponenziale, da una palla di neve possono diventare una valanga”

L’intervista del Presidente SIP a Radio Anch’io

“Le scuole non sono un castello medievale con intorno un fossato che le separa da tutto il resto. Bisogna chiaramente tener conto di quelle che sono le situazioni locali: 200 casi ogni 100.000 abitanti è un numero che deve far riflettere. Significa 2 ogni 1000, 1 ogni 500. Sono dei numeri che impongono attenzione massima, anche perché la diffusione e la diffusibilità delle varianti del Sars-CoV-2 è esponenziale, cioè c’è un effetto per cui una palla di neve può rapidamente diventare una valanga. Bisogna intervenire per tempo”. A dirlo è il Presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto Villani, intervistato da Radio Anch’io, in merito alla possibilità di chiudere le scuole anche nelle zone gialle e arancioni sulla base dei dati epidemiologici. “E’ molto difficile decidere- sottolinea Villani- ma credo che fino adesso in Italia lo si sia sempre fatto nella maniera più adeguata: in base ai dati che vengono rilevati con una straordinaria capacità dell’Iss, delle Regioni e un po’ di tutta la struttura del nostro Paese, riusciamo ad avere un quadro della situazione. In base a questo quadro la politica può decidere”.

Il Presidente SIP ci tiene poi a ribadire che più che una correlazione scuola-contagi “c’è una correlazione molto forte con i comportamenti non adeguati- sottolinea- quindi se ancora oggi assistiamo a scene con totale assenza di distanziamento, uso improprio o assente delle mascherine, questo è quello che deve preoccupare perché è l’elemento fondamentale, tutto il resto è importante ma marginale rispetto al mancato rispetto delle regole”.

Infine in riferimento all’aumento dei contagi nell’età evolutiva, il pediatra ricorda che “resta confermato che nell’età evolutiva fortunatamente i casi gravi sono molto rari, questo non significa che non ci siano- precisa- quindi in ogni caso bisogna prestare la massima attenzione”. E per quanto riguarda i decessi spiega che “dall’inizio della pandemia documentati e connessi con il Sars-CoV-2 ce ne sono stati ad oggi 19 e quasi tutti, se non tutti, in soggetti che avevano delle malattie importanti di base”.