Pandemia e ‘gaming disorder’, ecco i segnali a cui stare attenti

di Elena Bozzola, Segretario Nazionale SIP

La pandemia da Covid-19 non arretra ma, al contrario, ci tiene sempre più in casa. In questo contesto, aumentano inevitabilmente i rischi per la salute dei nostri bambini. I più giovani, infatti, nell’ultimo anno hanno sempre più imparato a familiarizzare con tablet, smartphone e console.

Niente piscina, niente feste con gli amichetti. Che fare?  Sempre più ragazzini passano il tempo libero davanti agli schermi, dedicandosi ai giochi online. Un’esplosione che ha addirittura causato in alcune realtà problemi di connessione Internet per sovraccarico della rete. È stato infatti registrato un incremento di oltre il 70% del traffico internet negli ultimi mesi, a cui hanno contribuito in gran parte giochi online come Fortnite.

Alcune iniziative online, tra cui #PlayApartTogether, hanno risvolti utili, perché promuovono la socializzazione, riducono lo stress e la solitudine. I videogiochi non sono infatti solo divertimento ed intrattenimento puro come nell’immaginario collettivo, ma sono anche un mezzo per migliorare l’apprendimento e la creatività. Tuttavia, se da una parte l’aspetto sociale di alcuni giochi può aiutare i bambini a sentirsi parte di una comunità, dall’altra parte, senza una giusta guida, può esporli a pericoli. Il problema sorge per lo più quando si scelgono giochi online non appropriati oppure se si passa dall’uso all’abuso di console e giochi online. Si può in questo caso creare una vera e propria dipendenza, come quella da alcool o droghe. Si parla in questo caso più propriamente di ‘gaming disorder’.  Per questo i genitori devono stare attenti ad alcuni segnali, evidenti, che fanno intendere un cambiamento nel comportamento dei ragazzi.  Tra i più immediati e facili da riconoscere c’è la ricerca frenetica di tempo libero per dedicarsi ai giochi online. E così, il bambino torna da scuola e rinuncia alla merenda per finire in fretta i compiti e poter giocare a Brawl Stars con gli amici. “Non posso fare tardi, altrimenti iniziano senza di me e io resto senza coppe”, spiega alla mamma. Alessandro, già al risveglio, pensa all’appuntamento delle 18.00, quando giocherà online con i suoi amici.  E combatterà, in modo virtuale, in squadre rivali, guadagnando sempre più punti. “Perché più tempo giochi, più punti guadagni”, spiega il bambino.

Se i ragazzi non hanno la possibilità di giocare, diventano nervosi, irritabili.  

Ma un cambiamento del loro stato d’animo si può notare anche durante la partita: si agitano, diventano rossi in volto e spesso piangono in caso di sconfitta. I giochi non sono sempre svolti alla pari tra i bambini. Perché, se è vero che alcuni giochi online sono scaricabili gratuitamente, in realtà offrono spesso la possibilità di fare acquisti. Insomma, alcuni utenti decidono di spendere soldi veri per acquistare gli elementi di gioco che possono aiutarli a progredire più rapidamente nelle proprie sessioni.

La strada per vincere facile diventa un passaparola tra i giovanissimi, che chiedono qualche euro ai genitori. “Il papà di Giulio glieli dà tutte le settimane e lui così è più forte e vince le battaglie”, dice Gabriele, piangendo, perché la mamma dice seccamente di no. Il problema non è una manciata di euro, ma la lezione di vita che va persa. Ai giovani va spiegato che la vittoria non si compra, ma si guadagna. Proprio come a scuola.

Per cui, oggi ancora di più, è importante un’ attenta guida e supervisione sui giochi online da parte dei genitori. Basta tenere presenti poche ma fondamentali regole: non lasciateli soli, fissate tempi e limiti e soprattutto ricordatevi quanto sia importante il dialogo costruttivo.

Le regole stabilite poi devono essere sempre valide. Il fine settimana e il periodo di vacanza non dovrebbero essere destinati a trascorrere più tempo davanti ai giochi online, ma meglio utilizzati per trascorrere del tempo in famiglia, per uscire, per fare un po’ di sport o per leggere insieme un libro.