Il miracolo dell’allattamento al seno

“Allattamento al seno. Suggestioni artistiche” sono il titolo e il sottotitolo del ben volume appena pubblicato da Raffaele Domenici, per i tipi dell’editore Pacini Fazzi con l’egida della Società Italiana di Pediatria. L’allattamento materno è una delle fonti di ispirazione più diffusa nella storia dell’arte. Dai reperti archeologici alle arti pittoriche e scultoree medioevali e del Rinascimento, dal realismo all’impressionismo e oltre si può tracciare una mappa dell’evoluzione delle arti figurative attraverso il modo di rappresentare il bambino al seno materno.

Un’effige che ha avuto per molti secoli anche una forte valenza religiosa, nella rappresentazione delle Madonne Litte o con il bambino. Non sono rari i significati allegorici che l’allattamento materno ha assunto, simboleggiando di volta in volta fertilità, carità o abbondanza. Di questo, e di molto altro, è ricco il volume che ci offre Raffaele Domenici, pediatra da sempre impegnato nella diffusione di temi scientifici e culturali, affrontando con cura e nei dettagli gli aspetti storici e artistici collegati con l’allattamento materno. I benefici, i valori e i vantaggi sia per la madre sia per il bambino dell’allattamento al seno sono ben noti ai pediatri e hanno anche il crisma delle evidenze scientifiche. Le testimonianze artistiche, e il culto della bellezza che da esse emana, costituiscono un valore aggiunto che rafforza l’importanza cruciale del latte materno per la nostra specie. Attraverso la lettura piacevole dei testi dei vari capitoli e le immagini scelte con cura, si potrà scoprire quanto di antico e di moderno insieme ruoti intorno all’allattamento materno e quanto ci sia ancora da conoscere su un fenomeno naturale, fisiologico e ancora per certi versi misterioso quale quello rappresentato da un neonato o un lattante che si attacca al seno della propria mamma in cerca del suo latte. Un miracolo che si rinnova ogni volta che vediamo compierlo nella nostra pratica pediatrica quotidiana e ogni volta che lo ammiriamo nelle opere d’arte che lo effigiano.

Giovanni Corsello, Università di Palermo