Garante Infanzia, Siani: “Intervenga sulla legge di Bilancio e sia nominato dal Capo dello Stato”

Il pediatra e deputato Pd ha presentato una proposta di legge per rivedere le funzioni dell’Autorità

“Così com’è oggi il garante per l’Infanzia non ha nessun potere decisionale: osserva il fenomeno e lo racconta, ma nessuno ne tiene conto. Per questo motivo abbiamo presentato una proposta di legge per chiedere sostanzialmente due cose: l’Autorità garante deve intervenire sulla legge annuale di bilancio approvando o proponendo le misure per l’infanzia; e, per uscire dalle logiche politiche, deve essere nominata dal presidente della Repubblica (oggi il garante nazionale è nominato con determinazione adottata d’intesa dai presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, ndr)”. Così Paolo Siani, pediatra e deputato del Partito democratico, spiega l’obiettivo della proposta di legge (pdl) presentata insieme al collega Paolo Lattanzio, entrambi coordinatori dell’intergruppo parlamentare Infanzia e Adolescenza. “Quello che chiediamo- sottolinea Siani- è un garante dei Minori che possa difendere davvero, in modo proprio e accurato, i diritti dei bambini e delle bambine”. Perché “è una figura necessaria- dice il pediatra- che esiste in tutti i Paesi europei, ma che in Italia ha poco personale e poche risorse e va dunque ripensata”.

Un passo da fare soprattutto in questo momento, secondo Siani, in cui “il Covid ha messo chiaramente in evidenza come il nostro Paese sia indietro sulle politiche per l’infanzia”. Per il deputato “aver chiuso le scuole e abolito ogni socialità porterà ai bambini disagi che pagheremo nei prossimi anni”.

Spia dei ‘danni collaterali’ lasciati dalla pandemia e quindi ancor di più della necessità di accendere un faro sull’infanzia, sono i dati della seconda indagine nazionale sul maltrattamento di bambini e adolescenti in Italia, condotta per l’Autorità garante Infanzia e Adolescenza da Terre des hommes foundation e Cismai. “Dati particolarmente allarmanti- sottolinea Siani- nel nostro Paese sono quasi 402mila i minori in carico ai servizi sociali, oltre 77mila dei quali sono vittime di maltrattamento. I minori sono per lo più vittime di incuria, discuria e ipercura, ma anche di abusi e violenza, talvolta assistita”. A questo “va aggiunto quanto riportato dal secondo ‘Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia’, realizzato dal Censis per Federsicurezza in pieno lockdown- rimarca il pediatra- da marzo a ottobre 2020 le richieste di aiuto da parte delle donne al numero antiviolenza 1522 sono aumentate del 71,9% su base annua. Sono dati che richiedono risposte immediate- dice- è un altro segnale di come l’infanzia venga considerata solo quando accade un episodio e se ne parla, ma si fa molto poco per prevenirlo. Noi pediatri sappiamo che si può prevenire il maltrattamento, ci sono segnali di allarme che si colgono prima che il fatto accada. Dunque- sottolinea- va messo tutto a sistema e creata una rete in grado di poter agire e muoversi anche in prevenzione”.

Sulla scia di questa richiesta di maggiore attenzione nei confronti del mondo dell’infanzia, Siani e Lattanzi hanno commentato con soddisfazione l’inserimento del capitolo ‘Infanzia’ nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi. “Come da noi richiesto- scrivono i deputati in una nota- il Pnrr dà rilievo alle politiche per i ragazzi e i bambini, delineando una serie di misure volte anche a colmare il divario rispetto al resto d’Europa e a intervenire sulla questione della povertà educativa”. In particolare sono previsti “4,6 miliardi di euro per gli asili nido e le scuole dell’infanzia- sottolineano Siani e Lattanzi- al fine di garantire l’accesso a servizi di assistenza all’infanzia e colmare i divari territoriali, lo stanziamento di fondi per l’estensione del tempo pieno scolastico e per il potenziamento delle infrastrutture sportive a scuola- spiegano i deputati- E in particolare promuove l’attività motoria nella scuola primaria, in funzione di contrasto alla dispersione scolastica”. Inoltre sono previsti “1,1 miliardi di euro per il potenziamento delle competenze quantitative, tecnologiche e linguistiche nelle scuole. Infine- sottolineano- 30 milioni di euro sono destinati alla diffusione di conoscenze sul cambiamento climatico e le sfide ambientali, con particolare attenzione all’ambiente scolastico. Come Democratici- scrivono- abbiamo molto insistito sui progetti relativi ad asili, lotta all’abbandono scolastico, contrasto alla povertà educativa che dovranno avere un forte impatto in termini di riduzione dei divari territoriali, aggredendo uno dei fattori strutturali di ritardo in alcune regioni. Tutte questioni sulle quali abbiamo chiesto attenzione e sulle quali abbiamo portato contributi. Rivendichiamo questo risultato, frutto di un lungo lavoro di ascolto con centinaia di realtà del terzo settore che si occupano del tema, che rappresenta un cambio di paradigma fondamentale perché finalmente i bambini e le bambine diventano soggetti attivi per lo Stato e i provvedimenti che li riguardano non vengono più inseriti sotto le politiche di genere o per la scuola ma hanno dignità piena”, conclude la nota.