ROLANDO CIMAZ, DOCENTE REUMATOLOGIA UNIVERSITA’ STUDI MILANO

MALATTIA DI KAWASAKI: NUOVI PROBLEMI E NUOVE SOLUZIONI

La frequenza della malattia di kawasaki è elevatissima nei paesi asiatici, probabilmente per motivi genetici. In Giappone per esempio si contano 350-400 casi ogni 100.000 bambini. In Italia fino a poco tempo fa non c’erano dati precisi, ma da un recente studio realizzato con il Ministero della Salute sui codici di dimissione per questa patologia abbiamo visto che ci sono circa 15 casi ogni 100.000 bambini al di sotto dei 5 anni. Una percentuale un pochino più elevata rispetto ad altri paesi europei dove la cifra si attesta tra i 5 e i 10 casi ogni 100.000 bambini. E’ una malattia che come molte altre dell’area reumatologica ha una causa sconosciuta. I problemi sono sempre gli stessi: come riconoscerla e come curarla precocemente. L’unico problema nuovo può essere quello della diagnosi differenziale con le sequele dell’infezione da Sars-CoV-2: dal punto di vista clinico possono esserci degli elementi simili ma dal punto di vista immunologico non sono proprio la stessa cosa. Per quanto riguarda le soluzioni, invece, ci sono nuovi studi di ricerca, per esempio quelli sul trascrittoma e sulle firme di RNA, che sembra potranno permettere una diagnosi differenziale più precisa e quindi più precoce. Dal punto di vista dei trattamenti ci sono dei farmaci che si possono utilizzare nelle forme refrattarie come il cortisone, che sembra avere un ruolo veramente importante soprattutto per i pazienti ad alto rischio, ma anche gli anti-citochine come gli inibitori del TNF e gli inibitori dell’interleuchina 1.