Il saluto dei ministri Speranza, Bianchi, Bonetti, Stefani e dell’assessore D’Amato al Congresso SIP

IL MINISTRO SPERANZA: “NEL SSN DEL FUTURO GRANDE SPAZIO PER I TEMI DI PEDIATRIA”

“Credo che nel Servizio sanitario nazionale del futuro ci sarà grande spazio per i temi della pediatria. Ora bisogna pensare al dopo, a ridisegnare l’assistenza sanitaria, in cui i temi della pediatria sono importanti e a cui abbiamo dedicato, come primo passo di un percorso, investimenti per la neuropsichiatria infantile e il rafforzamento del servizio di assistenza psicologica”. Ad affermarlo Roberto Speranza, ministro della Salute, in un video messaggio di saluto per il 76° Congresso della Società Italiana di Pediatria.

“Il vostro Congresso – spiega il ministro – cade in una fase molto significativa per la lotta contro il Covid. La campagna di vaccinazione ci ha fatto fare un’accelerazione, un passo in avanti decisivo, e guardiamo con fiducia alle prossime settimane pur mantenendo cautela e attenzione. Dobbiamo però pensare al dopo, a ciò che il Covid ci ha insegnato. Nella discussione sulla sanità del futuro, le materie di cui si occupa la SIP sono particolarmente significative perché riguardano i nostri figli”.

Tanto che il ministro ritiene che “nel Servizio sanitario nazionale del futuro ci sarà grande spazio per i temi della pediatria. Questa sarà la sfida delle prossime settimane: completare la battaglia contro il Covid e disegnare il servizio sanitario nazionale del futuro. In questo disegno la parola chiave sarà prossimità, cioè l’idea di un servizio vicino alle persone e ai loro bisogni. Dovremmo farlo nei territori e negli ospedali. I temi della pediatria sono centrali per concentrare la nostra attenzione: qualche segnale lo abbiamo dato con il rafforzamento del servizio di assistenza psicologica soprattutto sui più piccoli e poi con un primo investimento sulla neuropsichiatria infantile, su questo dobbiamo insistere perché è un ambito che merita la nostra massima attenzione”.

Speranza precisa, inoltre, che questa attenzione avrà necessità di uno sforzo collettivo: “non basta un ministro, un Presidente di regione, un assessore regionale, abbiamo bisogno oggi più che mai di tenere insieme tutte le energie. La discussione della Società Italiana di Pediatria è un patrimonio prezioso e dobbiamo continuare a lavorare con un dialogo permanente, penso agli ordini professionali, alle società scientifiche che sono e devono avere un ruolo prioritario, al mondo dell’università e della ricerca.

“Serve un grande patto Paese per costruire questo Servizio sanitario del futuro”, conclude il ministro.Grazie per il lavoro che avete fatto come pediatri in questi mesi difficili, soprattutto nella fase iniziale in cui non c’era un manuale di istruzioni. Oggi possiamo affrontare con più forza la battaglia contro il Covid e lavorare alla parte più affascinante: la costruzione del nuovo Servizio sanitario nazionale”, conclude Speranza.

IL MINISTRO BIANCHI: “RICERCA ED ESPERIENZA PEDIATRI FONDAMENTALI PER RITROVARE SENSO COMUNITÀ”

“La scuola italiana è il luogo in cui crescono i nostri bambini e bambine, il luogo in cui diventano ragazzi e ragazze, adolescenti, giovani e si preparano per diventare persone che a tutto titolo devono essere partecipi della vita collettiva. ‘In puero homo’: nel bambino e nella bambina ci sono l’uomo e la donna che devono a loro volta diventare il seme di nuove vite. Grazie a tutti voi che state lavorando e avete lavorato in questo periodo così difficile, che ha messo a dura prova tutti, anche i nostri bambini e bambine”.  Così Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, intervenendo con un saluto al 76° Congresso Italiano di Pediatria organizzato dalla Società Italiana di Pediatria (SIP).

La pandemia “ha messo alla prova la nostra capacità di organizzare una vita quando sembrava venir meno l’elemento fondante della vita: la comunità. Dobbiamo ritrovare il senso del vivere insieme- ricorda Bianchi- il senso della gioia del vivere insieme. In questo la ricerca, la pratica quotidiana e l’esperienza dei nostri pediatri diventano fondamentali. Grazie a tutti voi e non solo per l’attività quotidiana che svolgete- puntualizza il ministro- ma anche per l’attività di ricerca che permette di aprire sempre nuove strade per dare risposta ai mali antichi. Grazie per aver celebrato il 25 maggio tutti coloro che quotidianamente si dedicano ai nostri bambini e bambine, ai nostri ragazzi e ragazze, ai nostri adolescenti che in questo momento hanno sofferto moltissimo una fase così difficile ma che ci devono guidare verso un nuovo momento di vita collettiva”.

Bianchi conclude ringraziando, infine, il Presidente della SIP, Alberto Villani, e “tutti voi per aver organizzato questo straordinario congresso- termina il suo saluto- che dimostra quanto ricche siano l’attività di ricerca, le esperienze e la capacità dei nostri professionisti di lavorar insieme”.

LA MINISTRA BONETTI: “IL PREMIO SIP ‘IN PUERO HOMO’ MI ONORA E MI LUSINGA”

“Il premio in Puero Homo mi onora e mi lusinga. Ringrazio la SIP e voglio esprimere gratitudine per aver condiviso con le istituzioni il vostro impegno, per il servizio che avete svolto e anche perché nell’incontro quotidiano che come pediatri vivete con ciascuna bambina e ciascun bambino che si rivolge a voi, siete il volto incarnato di una speranza che a volte, nel momento del dolore, dell’incertezza e della fatica, sembra impossibile. Avete restituito, e saprete restituire, quell’opportunità di prospettiva di un domani che è ciò di cui in questo momento il Paese ha profondo anelito”.

Con queste parole Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, è intervenuta al 76° Congresso italiano di Pediatria organizzato dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) e che conta la partecipazione di oltre 2.000 pediatri. Il premio ‘in Puero Homo – nel bambino c’è l’uomo’ conferito dalla SIP alla ministra è uno speciale riconoscimento per il suo impegno verso l’età evolutiva.

“Sono particolarmente grata- ha sottolineato Bonetti- di come voi pediatri siate stati protagonisti, accanto al governo, nella fatica di intravedere i percorsi da intraprendere nella gestione dell’epidemia. Nel momento dell’esplosione della pandemia abbiamo cercato insieme di affrontare lo sguardo, il vissuto, delle bambine e dei bambini. Ho straordinariamente apprezzato- ha evidenziato la ministra – la vostra capacità di discernere che in quel momento ci fosse bisogno di uno sguardo adulto rivolto ai più piccoli, ma che ancor più ci fosse bisogno di restituire alle bambine e ai bambini, agli adolescenti, uno sguardo consapevole dell’esperienza che stavano vivendo”.

Voi pediatri “siete stati la prima voce che ci ha sostenuto nel portare avanti un approccio integrale di costruzione di una soluzione di benessere per le persone, non un approccio tecnico-individualistico ma un approccio che coglieva la necessità di guardare alle bambine e ai bambini come persone, nella loro unità, complessità, nel loro divenire e nella necessità di riconoscerli non solo come individui, ma collocati all’interno di relazioni fondamentali e fondative per la loro costruzione di visione del sé”.

E poi, riferendosi a ‘in puero homo-nel bambino l’uomo’, Bonetti ha sottolineato: “Nella dimensione dell’infanzia c’è già non solo l’anticipazione ma anche l’espressione della nostra umanità. Io credo che il pediatra svolga un grande servizio: investire ogni minuto della giornata nelle bambine e nei bambini che vi vengono affidati e il cui futuro è in qualche modo custodito anche dalla vostra dedizione, passione e competenza”.

LA MINISTRA STEFANI : “SERVE SISTEMA WELFARE ACCESSIBILE A TUTTI”

“La pandemia ci ha mostrato meglio di ogni altra cosa l’importanza di un sistema di Welfare e di assistenza sanitaria all’altezza, che sia universale, accessibile a tutti e soprattutto incentrato sui reali bisogni e necessità del singolo”. Queste le parole con cui la ministra per le Disabilità, Erika Stefani, ha salutato i lavori del 76esimo Congresso della Società Italiana di Pediatria (SIP).

“Non posso fare a meno di ringraziarvi per l’impegno profuso in questo difficilissimo anno di pandemia- ha poi sottolineato Stefani rivolgendosi ai pediatri- Il tema trasversale della disabilità, infatti, mi ha portato fin da subito a diretto contatto con tutte le problematiche che la vostra professione affronta in questo difficile periodo. Dunque, è con cognizione di causa che posso dire di apprezzare davvero il lavoro svolto, e ringraziarvi a nome del governo per l’impegno. Un ringraziamento particolare, inoltre- tiene a precisare la ministra- a quei giovani medici che hanno iniziato il loro percorso professionale proprio durante questi mesi di emergenza sanitaria, senza tirarsi mai indietro, sempre al servizio del paziente e, in questo caso, dei nostri concittadini più piccoli e anche più fragili”.

Inoltre “come ministro per le Disabilità, non posso poi non ringraziarvi per il lavoro di cura e assistenza svolto in favore di bambini con disabilità- afferma Stefani- durante i mesi più duri della pandemia, e svolto di concerto con i colleghi specialisti e gli operatori dei centri. Le misure anti contagio hanno impattato in maniera rilevante sui servizi dedicati ai bambini e ai ragazzi con disabilità, senza contare le importanti limitazioni alla mobilità fisica e alla socialità. Queste hanno generato conseguenze pesantissime sulle cure- ricorda la ministra- le terapie, i servizi e le abitudini di questi pazienti. Ancora oggi, ricevo numerosi messaggi di famiglie in difficoltà, che chiedono alla politica di risolvere il prima possibile quegli aspetti del nostro sistema di Welfare che ci separano da una società effettivamente inclusiva”.

La ministra evidenzia poi che durante l’emergenza “sono riemerse, in tutta la loro gravità, criticità preesistenti, mettendoci di fronte a sfide importanti di riforma e miglioramento del sistema. Basti pensare, ad esempio, all’importanza di puntare da oggi ancora di più sulla diagnosi precoce e sull’avvio tempestivo di un modello di intervento di alta qualità per i bambini più piccoli. Un salto in avanti- dice il ministro- nella qualità dei servizi offerti, che permetterebbe di migliorare notevolmente la prognosi di disturbi sempre più diffusi nella popolazione, come quello dello spettro autistico. Questi obiettivi, ambiziosi ma certamente raggiungibili-spiega Stefani- richiedono però l’impegno costante e la collaborazione di tutti gli attori in gioco. Per questo- continua- colgo l’occasione per comunicare al consiglio direttivo la mia massima disponibilità e dei miei uffici per un lavoro di squadra, che sia finalizzato all’individuazione dei percorsi migliori per il raggiungimento degli obiettivi appena descritti. Come ho già ribadito in precedenza- sottolinea la ministra- questo richiede l’impegno di tutti e la totale apertura da parte della politica alle idee, le proposte e i suggerimenti di chi lavora sul campo e conosce meglio di chiunque altro le criticità e i punti di forza del sistema. Con l’auspicio che queste giornate possano essere occasione di spunti e riflessioni proficue, i miei auguri di buon lavoro”, conclude la ministra.

LA’SSESSORE D’AMATO: “GRANDE COINVOLGIMENTO PEDIATRI PER VACCINAZIONE BIMBI”

Quando arriverà il via libera delle agenzie regolatorie, internazionali e nazionali, per la vaccinazione della fascia di età 12-16 anni, la Regione Lazio è pronta a “coinvolgere tutti i pediatri, ospedalieri, dei centri vaccinali, di libera scelta, perché sarà un momento particolarmente importante”. Ad annunciarlo è Alessio D’Amato, assessore alla Sanità e all’Integrazione socio-sanitaria della Regione Lazio, durante il suo saluto al 76° Congresso Italiano di Pediatria, organizzato dalla Società Italiana di Pediatria (SIP).

D’Amato ha ricordato “la tre giorni che dedicheremo ai maturandi, i ragazzi di 17 e 18 anni che devono sostenere la maturità e che l’1, 2 e 3 giugno saranno vaccinati e riceveranno in dono una copia della nostra Carta costituzionale”.

Passando in rapida rassegna i risultati raggiunti dalla Regione Lazio nella campagna vaccinale contro il Covid-19, l’assessore ha detto: “Tra alcuni giorni avremo vaccinato almeno un adulto su due e nella giornata di oggi supereremo 3 milioni e 100mila somministrazioni e 1 milione di somministrazioni di doppie dosi. È un traguardo importante quello che la scienza ci ha consegnato grazie ai vaccini, sia quelli già arrivati che quelli che arriveranno presto in commercio”.

Come ha detto il presidente della SIP, Alberto Villani, ha proseguito D’Amato, “questo è un momento particolare anche per la professione del pediatra: la pandemia ci ha messo di fronte all’esigenza di attuare una vera e propria rivoluzione digitale e di rafforzare le reti territoriali, di cui la pediatria è un asse portante”.

Gettando lo guardo oltre la pandemia D’amato ha ricordato che “c’è un’altra emergenza che coinvolge fortemente anche i pediatri: il cosiddetto inverno demografico. Ogni anno battiamo un record negativo per le nuove nascite. Su questo va fatta una riflessione approfondita perché o invertiamo la rotta o- ha concluso- avremo grandi difficoltà in futuro”.