Allattamento e fake news: sei false credenze da sfatare

Davanzo: "C’è da spiegare la differenza tra controindicazione e ostacolo, a volte non chiara neanche nel mondo sanitario"

Solo la metà delle donne italiane segue la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di allattare in maniera esclusiva al seno nei primi sei mesi di vita del bambino. Le ragioni sono molteplici, di ordine sociale, culturale, ecc. Ma se c’è un ambito che più si presta all’intreccio tra tradizioni popolari e medicina, con esiti talvolta negativi, questo è proprio l’allattamento al seno. “Per la donna in allattamento vi sono credenze, presenti nella memoria storica e nelle raccomandazioni tramandate dal passato che oggi non hanno più senso”, spiega, intervenendo al Congresso della Società Italiana di Pediatria, Riccardo Davanzo, Presidente del Tavolo Tecnico sull’Allattamento (TAS) del ministero della Salute con il quale hanno una fattiva collaborazione la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e la Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP).

“C’è da spiegare, innanzitutto, la differenza tra controindicazione e ostacolo, a volte non chiara neanche nel mondo sanitario”, prosegue Davanzo.  “Ad esempio una mamma con l’HIV ha una controindicazione assoluta in Italia ad allattare, il rischio infatti è che il neonato si infetti. Una mamma con febbre aspecifica che deve prendere dei farmaci, nel 99% dei casi non ha una controindicazione ad allattare, perché il rischio che il neonato si infetti è quasi nullo, ma costituisce certamente un ostacolo, che può essere superato in primo luogo con il giusto supporto nel farla riposare e alimentare correttamente”.

Ma ecco una breve guida sulle false credenze che aiuta a “fare pulizia” delle commistioni pericolose tra sapere e pseudo sapere scientifico.

Ho preso l’influenza, non posso allattare. Falso.

Se una mamma ha un’influenza non dovrebbe smettere di nutrire il piccolo al seno sia perché grazie all’allattamento lei passa al bambino anche gli anticorpi, sia perché smettere sarebbe un intervento tardivo, il bambino potrebbe essere entrato già in contatto con il patogeno. Si tratta quindi di una falsa credenza, che enfatizza un rischio trascurabile, che il bambino contragga un raffreddore. Sul parto, la gravidanza e l’allattamento va piuttosto considerato il bilancio complessivo tra rischi e benefici.

Sono positiva al Covid, stop all’allattamento. Falso.

Un atteggiamento molto precauzionale aveva, a inizio epidemia, fatto considerare l’allattamento un fattore di rischio molto alto, ma la Società Italiana di Neonatologia, d’intesa con la Società Italiana di Pediatria, si sono mosse subito per mettere al sicuro l’allattamento per le donne Covid-positive. Infatti gli studi fatti hanno mostrato che il latte non è un veicolo di trasmissione.

Sono di nuovo incinta, devo smettere di allattare. Falso.

E’ uno dei più diffusi luoghi comuni. Contrariamente a quanto si crede, invece, la madre che rimane incinta mentre sta allattando non deve smettere. Alcune credenze comuni diffuse in passato, come quella che l’allattamento durante la gravidanza possa far male al feto, o che la madre possa ‘non farcela’ perché non ha adeguate risorse nutrizionali o che il latte materno non sia di qualità, non sono suffragate da evidenze scientifiche.

Durante l’allattamento non posso fare attività fisica. Falso.

Fare attività fisica durante l’allattamento non modifica la composizione del latte materno e non riduce la quantità di latte prodotto, anzi la aumenta del 10%. Inoltre l’acido lattico che si produce facendo sport è un metabolita che non produce nessun danno al bambino. Quindi ben venga l’esercizio fisico, senza limitazioni di sport, sconsigliata solo l’attività agonistica intensiva perché si rischia di essere carenti di liquidi (o quantomeno va compensata).

TAC e risonanza magnetica fanno male al lattante. Falso.

Uno dei numerosi falsi miti in allattamento riguarda il mezzo di contrasto di una di queste indagini. Ad una donna che ha fatto un esame diagnostico di tipo TAC o RM con mezzo di contrasto viene talora scorrettamente vietato di allattare senza solide basi scientifiche. Il liquido di contrasto che passa al bambino è pochissimo e non ha senso buttar via il latte prodotto nelle ore successive, interferendo con il naturale e sereno progredire di un allattamento.

La birra ‘fa latte’. Falso.

E’ una notizia che non farà piacere a chi apprezza il boccale, ma non ci sono evidenze sufficienti per suffragare questo luogo comune.