Covid. SIP Lombardia: Su oltre 800mila casi, 91mila hanno riguardato bambini

La Presidente Marchisio: “Siamo stati la regione più colpita ma anche precursori per la ricerca”

Con 828.701 casi confermati di Covid-19 al 20 maggio di quest’anno, la Lombardia è stata la regione più colpita dal Sars-CoV-2. I casi riguardanti i bambini al di sotto dei 18 anni sono stati 91.968, di cui 2.626 ricoverati (il 40% con meno di 2 anni), 52 i piccoli in terapia intensiva e 6 i decessi, tutti con comorbidità. In totale sono stati 32 i reparti pediatrici della regione che hanno ricoverato pazienti positivi. “La numerosità dei casi ci ha visto dominare la realtà italiana, ma ci ha visto anche essere molto coesi nell’affrontare la problematica”, sottolinea Paola Marchisio, Presidente della sezione lombarda della Società Italiana di Pediatria (SIP), nel corso del suo intervento al 76esimo Congresso italiano di pediatria.

“In Lombardia- continua la pediatra- si è creata una grande rete tra ospedale-territorio-pronto soccorso-pediatri di famiglia che ha portato a realizzare una capacità condivisa di gestione del Covid”. In questo contesto Marchisio evidenzia come la Lombardia abbia contributo a migliorare la conoscenza del Covid-19 in età pediatrica, in particolare mettendo precocemente in evidenza come “non tutto ciò che riguarda questo virus è di tipo respiratorio”.

L’attività assistenziale “è andata di pari passo con una intensa e costante attività di ricerca- dice la Presidente SIP Lombardia- Tutti i principali centri che hanno gestito bambini con Covid-19 hanno contribuito in modo rilevante alla letteratura pediatrica e quindi alla conoscenza sull’argomento, sia in modo autonomo che all’interno di reti di ricerca. In particolare per quanto riguarda la MIS-C, la Lombardia è stata tra i precursori”.

La Presidente SIP Lombardia ci tiene a sottolineare che “il bambino non è un piccolo adulto e proprio per questo durante la pandemia non è mai stato completamente isolato. Contrariamente all’adulto con Covid-19, costretto, se ricoverato, a stare da solo, il bambino con patologia associata o correlata a Covid-19 è stato accolto con un caregiver (solitamente uno dei genitori) per tutta la durata del ricovero- spiega la pediatra- E’ stato garantito il ricovero della coppia genitore/bambino anche nel caso di figlio negativo e genitore positivo, con permanenza pure per periodi prolungati, oppure di diade genitore/figlio positivo”. Ora guardando al post Covid Marchisio sottolinea: “Il Covid ci ha costretto a studiare tanto e cercare di risolvere rapidamente i problemi che man mano si ponevano. Cosa succederà nel futuro non lo sappiamo, spero che le vaccinazioni vengano estese il più possibile all’età pediatrica e che la gente smetta di aver paura dei vaccini”.