Covid. SIP-SICUPP: “Con le restrizioni meno infezioni delle vie respiratorie nei bambini”

Indagine in Lombardia: Il 44% dei casi è stato visitato dal pediatra, il 19,8% è stato curato con terapia antibiotica sistemica

Il distanziamento sociale, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e la maggior igiene imposti dalla pandemia hanno ridotto il numero di episodi di infezioni delle vie respiratorie nei bambini. È la conclusione a cui è giunto uno studio realizzato dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) e dalla Società Italiana delle Cure Pediatriche Primarie (SICUPP), condotto da ottobre 2019 e febbraio 2021, i cui risultati sono stati presentati nel corso del 76esimo Congresso Italiano di Pediatria.

Lo studio, che inizialmente doveva approfondire le caratteristiche e l’impatto socio-economico delle infezioni delle vie respiratorie ricorrenti su un campione di 294 bambini lombardi compresi tra 0 e 6 anni di età, è stato inevitabilmente influenzato dalle alterate condizioni di vita dei pazienti arruolati in funzione della pandemia. Se, infatti, per il periodo ottobre 2019-febbraio 2020 la previsione di episodi era di 4,58, nel periodo successivo (marzo-agosto 2020) l’incidenza è scesa a 0,35. Il 44% dei casi è stato valutato presso l’ambulatorio del pediatra. Solo al 3,6% dei pazienti è stato prescritto un tampone naso-faringeo. Nel 60,8% dei casi l’infezione ha comportato assenza dei bambini dalla comunità e nel 20,4% dei casi assenza dal lavoro dei genitori. Il 19,8% è stato curato con terapia antibiotica sistemica.

Gli autori dello studio, pur constatando la consistente riduzioni di infezioni delle vie respiratori nel periodo pandemico, concludono sottolineando come queste patologie, non gravi, abbiano un importante impatto sia socio-economico per le famiglie, con assenze da comunità/lavoro, che sul Servizio sanitario nazionale per le ricorrenti visite presso gli ambulatori pediatrici e le prescrizioni di terapie antibiotiche.