Vaccini, Staiano: “Differenziare false notizie da quelle che potrebbero avere substrato scientifico”

L’intervento della Presidente SIP a ‘Porta a Porta’

E’ importante differenziare le cosiddette ‘fake news’ dalle notizie che potrebbero avere un substrato scientifico, in questo modo la popolazione percepisce che la comunicazione sui vaccini anti Covid-19 è esatta e credibile”. Lo sottolinea la Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), Annamaria Staiano, nel corso di un’intervista alla trasmissione ‘Porta a Porta’. Ad esempio “che il vaccino possa compromettere la fertilità degli adolescenti è una falsa notizia- dice Staiano- perché ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica che possa dimostrarlo”. Così come è “una fake news quella che sostiene che i vaccini ad mRNA (come Pfizer, ndr) possano modificare il dna- sottolinea la Presidente SIP- l’mRNA è una proteina messaggero che trasporta solo nella cellula le istruzioni per produrre le proteine spike, poi queste frazioni di mRNA vengono immediatamente degradate- spiega Staiano- quindi questa particella è quella che innesca la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario e che rende il vaccino attivo. Dunque che si modifichi il dna è una falsa notizia”. Per quanto riguarda il rischio di miocarditi negli adolescenti Staiano sottolinea che “ci sono degli studi condotti sia in Israele sia negli Usa dove si è dimostrato un aumento dell’incidenza che varia da 1 a 3.000 fino a 1 a 6.000 vaccinati nei maschi di età compresa tra 16 e 24 anni. Però- precisa la Presidente SIP- i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, sia americano sia europeo, stanno indagando sull’evidenza di un nesso di causalità tra questo evento infiammatorio lieve e il vaccino. E fino ad ora non c’è stata ancora nessuna dimostrazione”.

Pertanto “come Presidente SIP- dice Staiano- mi sento di raccomandare le vaccinazioni anti Covid nella fascia d’età 12-15 anni e lo faccio per tre ordini di motivi: innanzitutto per la protezione individuale perché- dice- se è vero che le manifestazioni cliniche della malattia nei ragazzi sono lievi ed è anche vero che i decessi sono rari, comunque dobbiamo considerare che in Italia 30 ragazzi al di sotto dei 18 anni, la maggior parte con severe comorbidità, sono deceduti, e questo è un dato epidemiologico da tener presente. Il secondo motivo è una protezione generale, dobbiamo bloccare la diffusione del virus e dobbiamo evitare lo sviluppo di altre varianti che potrebbero eludere la protezione vaccinale”. E poi il terzo motivo è “per far riprendere ai ragazzi la loro vita normale in sicurezza”.

E in riferimento al boom di prenotazioni per la fascia d’età 12-15 anni, riportato dai giornali negli ultimi giorni, Staiano sottolinea: “C’è entusiasmo da parte dei genitori e degli stessi ragazzi nel volere accedere alle vaccinazioni. Sono convinta- dice- che la comunicazione in questo senso sia stata molto efficace perché sia i genitori, sia i ragazzi sono consapevoli che l’unica certezza per ritornare alla loro vita quotidiana è rappresentata dalle vaccinazioni”.