Malattie respiratorie, cosa ci ha insegnato la pandemia da Covid-19?

Bastano quattro misure igieniche per ridurre la circolazione dei virus

Le malattie respiratorie infantili di natura infettiva rappresentano la principale causa di richiesta di visita pediatrica. Nel corso del 2020 e del 2021, invece, si è registrato a livello mondiale un deciso calo del numero delle infezioni respiratorie nei bambini, soprattutto nelle stagioni epidemiche classiche. Quello che colpisce, in particolare, sono le segnalazioni della quasi completa scomparsa delle polmoniti e delle bronchioliti e dei relativi ricoveri anche nel nostro Paese. Non sorprende, quindi, che anche i bambini affetti da malattie respiratorie croniche come l’asma o da infezioni respiratorie ricorrenti abbiano manifestato un buon controllo della propria condizione e rarissime esacerbazioni.

“Risulta evidente come la riduzione dell’incidenza delle problematiche respiratorie acute causate da infezioni sia una conseguenza delle misure di contenimento messe in atto per ostacolare la circolazione di Sars-CoV-2 che si sono dimostrate, come atteso, estremamente efficaci nel ridurre la circolazione anche di tutti gli altri patogeni respiratori”, sottolinea Maria Elisa Di Cicco, Consigliere  della Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), pediatra e ricercatrice presso la UO di Pediatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa.

Oltre al distanziamento sociale, quattro misure igieniche si sono dimostrate importantissime per ridurre le infezioni respiratorie in età pediatrica: 

  • il lavaggio accurato delle mani e/o l’utilizzo frequente del gel idroalcolico;
  • l’utilizzo delle mascherine;
  • l’allontanamento dal contesto scolastico dei bambini con rinite, febbre, tosse, diarrea, ecc;
  • l’abitudine a starnutire o tossire nel gomito.

“Questo rappresenta un importante insegnamento di cui dovremo far tesoro per il futuro, considerando i conseguenti benefici in termini di riduzione dei ricoveri, dei giorni di lavoro persi dai genitori e delle esacerbazioni nei pazienti cronici- precisa Giampaolo Ricci, Consigliere SIMRI, Professore Alma Mater , Università di Bologna. Una volta conclusa la pandemia sarebbe opportuno continuare a educare i bambini e le famiglie e mantenere alcune buone pratiche igieniche allo scopo di ridurre la circolazione dei virus respiratori”.

Infine, è da sottolineare “come la pandemia abbia condotto anche nel nostro Paese alla diffusione e all’impiego delle tecnologie digitali, anche in ambito sanitario, mediante un notevole ricorso alla telemedicina e alle televisite, che rappresentano un bagaglio importante per il prossimo futuro”, conclude Di Cicco.