È possibile vaccinare gli adolescenti con malattie reumatologiche?

Aggiornamento: luglio 2021

Dal 3 giugno 2021 il Ministero della Salute ha approvato l’estensione del vaccino a mRNA Comirnaty (BioNTech/Pfizer) per la fascia di età tra i 12 e i 15 anni. Tutti i vaccini attualmente in fase di sviluppo contro il Covid-19 sono basati su componenti virali non vive, pertanto tutti i preparati disponibili sul mercato possono essere utilizzati in sicurezza nei pazienti con malattie reumatologiche.

Tuttavia il Ministero della Salute suggerisce l’uso del vaccino a mRNA nei soggetti con malattie autoimmuni e/o immunodepressione secondaria al trattamento farmacologico e nei loro conviventi. Inoltre le recenti disposizioni indicano i vaccini a mRNA come unici somministrabili nei soggetti in età pediatrica. È attualmente disponibile uno studio sul vaccino Comirnaty (BioNTech/Pfizer) somministrato a 1131 soggetti di età compresa fra 12-15 anni, che ha dimostrato efficacia e sicurezza a breve termine della vaccinazione, con una risposta immunitaria maggiore rispetto al gruppo di età compresa fra 16-25 anni, con un titolo di anticorpi neutralizzanti maggiore di circa 1,8 volte. Inoltre, sono in corso studi relativi ad efficacia e sicurezza del vaccino Moderna (mRNA-1273), su circa 3000 ragazzi fra 12 – 17 anni, e su 6.750 bambini di età compresa fra 6 mesi e 11 anni.

Si avverte che al momento non esistono informazioni sufficienti sulla sicurezza dei vaccini nelle interferonopatie monogeniche. L’indicazione alla vaccinazione nei pazienti affetti da queste patologie deve essere valutata caso per caso con lo specialista di riferimento.

In considerazione dell’importanza di raggiungere la massima copertura nella popolazione viene raccomandato di vaccinare contro il Sars-CoV-2 i pazienti pediatrici con malattie reumatologiche di età maggiore o uguale a 12 anni con bassa attività di malattia o malattia in remissione e in terapia con farmaci immunomodulatori (ad esempio Methotrexate, Salazopirina, Ciclosporina), farmaci modificatori della risposta biologica (ad esempio antagonisti del TNF, dell’Interleuchina-1 o dell’Interleuchina-6, Abatacept), immunosoppressori (ad esempio Azatioprina, Micofenolato mofetile, Ciclofosfamide) o Glucocorticoidi a qualunque dosaggio. Allo stato attuale della situazione epidemica, non è consigliata la vaccinazione di soggetti con elevata attività di malattia. Si raccomanda, ove possibile, di inoculare il vaccino prima di avviare una terapia immunomodulatoria e/o immunosoppressiva. Tuttavia, in considerazione del rischio di riacutizzazione della malattia, non è raccomandata la riduzione della terapia in atto per effettuare la vaccinazione. È possibile che la risposta alla vaccinazione anti-Covid-19 nei pazienti con malattie reumatologiche che ricevono un trattamento immunomodulatorio sia ridotta in termini di entità e durata rispetto alla popolazione generale. Pertanto si raccomanda di sottolineare l’importanza dei dispositivi di protezione individuale e del distanziamento sociale anche dopo la vaccinazione. Non si ritiene indispensabile verificare la risposta anticorpale dopo l’esecuzione della vaccinazione. I familiari e i conviventi dei pazienti con malattie reumatologiche dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, ove le condizioni cliniche e l’età degli stessi lo consentano, per favorire un effetto di protezione nei confronti del paziente con malattia reumatologica.

– PRES (Pediatric Rheumatology European Society) update regarding COVID-19 vaccines in pediatric rheumatic patients https://www.pres.eu/clinical-affairs/guidelines.html

– EULAR View-points on SARS-CoV-2 vaccination in patients with RMDs https://www.eular.org/eular_sars_cov_2_vaccination_rmd_patients.cfm


COVID-19 Vaccine Clinical Guidance Summary for Patients with Rheumatic and Musculoskeletal Diseases.

– Developed by the ACR COVID-19 Vaccine Clinical Guidance Task Force. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1002/art.41734