Estate, tempo di ‘spannolinamento’? Non sempre e non per forza

Anticipare questo passaggio in un bambino che non è ancora pronto può essere addirittura controproducente

Elena Bozzola  

 

Elena Bozzola

Consigliere SIP

L’estate può sembrare a tanti il periodo migliore per togliere il pannolino ai bambini, sia perché sono vestiti più leggeri, o addirittura solo con le mutandine, sia perché i genitori possono passare più tempo con loro. Il binomio ‘estate-addio pannolino’ ricorre, infatti, con frequenza nelle chat delle mamme e dei papà, così come sui gruppi social perché tutti sono alla ricerca di consigli preziosi, di strategie o di veri e propri trucchi per insegnare ai bambini a usare il vasino. In realtà il cosiddetto ‘spannolinamento’ può coincidere con qualsiasi momento dell’anno. Non bisogna avere ansie perché “a settembre inizia la scuola materna”. Forzare o anticipare i tempi dell’addio al pannolino, per necessità di scuola o della famiglia, in un bimbo che non è ancora pronto può essere addirittura controproducente. Così come è controproducente fare pressioni, rimproverare il proprio bambino o dubitare delle sue capacità se necessita di tempi un po’ più lunghi per abituarsi al vasino.

Il periodo giusto per l’addio al pannolino è tra i due e i tre anni d’età, bisogna anche ricordare che ogni bambino ha i suoi tempi. Se il piccolo avverte lo stimolo, annuncia l’intenzione o appena fa pipì cerca di togliersi il pannolino vuol dire che è prossimo a un buon controllo della vescica. Il bambino va educato ad un progressivo abbandono del pannolino. Tuttavia, non esiste un programma preciso, con step prestabiliti. I tempi e le modalità sono decisi dal bimbo stesso, in base alla sua volontà e raggiunta consapevolezza. E non sempre coincidono con quelli riportati dalle riviste o dal ‘dott. Google’. L’addio al pannolino non è una gara, né una sfida, ma un traguardo di crescita che il bambino raggiunge quando è veramente pronto. Non può quindi essere un passaggio deciso a tavolino, da realizzare in una manciata di giorni. Il passaggio da pannolino a mutandina va vissuto con serenità e pazienza. Insomma, meglio diffidare dai programmi sprint che promettono lo ‘spannolinamento’ in tempi record, ma che generalmente si associano ad un inevitabile carico di stress e ansia per tutta la famiglia.

E’ bene, invece, impostare il training come un gioco, ad esempio insegnando al bambino a bagnare una paperella nel vasino, avere fiducia nelle capacità di imparare del proprio figlio e applaudire ogni piccolo progresso sono strategie vincenti.