Prevenire gli annegamenti, ecco poche e semplici regole da seguire

Sono una delle principali cause di mortalità infantile accidentale nel mondo

Giulia Spina

Sabrina Criscuolo

Università Tor Vergata

 

L’annegamento è una delle principali cause di morbilità e di mortalità infantile accidentale nel mondo, seconda solo agli incidenti stradali. I più alti tassi di mortalità da annegamento si osservano nei bambini tra il primo ed il quarto anno e nei giovani di 15-19 anni. Come prevenirlo?

Ecco qualche semplice regola:

1) Non lasciare i bambini sia piccoli che grandi, da soli o affidati alle cure di un altro bambino mentre si trovano in vasche da bagno, piscine, terme, vicino a canali di irrigazione o altre acque stagnanti aperte. Occorre inoltre ricordare che i seggiolini per il bagnetto o gli anelli di supporto non sostituiscono la supervisione di un adulto.

2) Garantire che un adulto supervisore con abilità natatorie si trovi ad una distanza di un braccio (supervisione tattile), non distratto o impegnato in altre attività come parlare al telefono, socializzare o occuparsi delle faccende domestiche. La supervisione deve essere stretta, costante e attenta.

3) Riconoscere immediatamente un bambino in difficoltà al fine di eseguire in sicurezza un soccorso.

4) Imparare le tecniche di sicurezza in acqua ed insegnare ai bambini a nuotare, monitorando i progressi. Si ricorda ai genitori che acquisire la capacità del nuoto non esenta i bambini al rischio di annegamento.

5) Prestare attenzione ai tuffi in acqua per i rischio di trauma; è importante conoscere la profondità dell’acqua e la posizione dei pericoli sottomarini prima di saltare o tuffarsi.

6) Attenzione a un corretto utilizzo di acquascivoli, sempre più diffusi per la felicità di grandi e bambini.

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