La riorganizzazione della rete assistenziale pediatrica non è più rinviabile

Di Giovanni Carosello, cattedra di pediatria università di Palermo 

Articolo pubblicato su Pediatria – numero 7-8 –luglio-agosto 2021 – pag. 9

La pandemia da Covid-19 ha messo a nudo e svelato alcune criticità dell’assistenza anche in ambito pediatrico. La diffusa carenza di PPLL di terapia intensiva e semintensiva pediatrica ne è uno degli esempi con maggiore impatto assistenziale anche verso i bambini con patologie croniche e ad alta complessità. La riorganizzazione dell’assistenza pediatrica deve essere centrata su obiettivi di salute che interessano tutte le fasce dell’età evolutiva, anche in situazioni di urgenza e di emergenza, minimizzando le disomogeneità e le disuguaglianze dovute a fattori territoriali o sociali. Gli interventi necessari devono rimodulare contestualmente e con una logica di sintesi le cure pediatriche primarie nel territorio e quelle secondarie ospedaliere, garantendo anche le attività di indirizzo specialistico dell’area pediatrica medica, chirurgica e della salute mentale. La rimodulazione deve svolgersi sul piano organizzativo e gestionale seguendo tre parole chiave principali. 

Prossimità delle cure 

  • Centralità del territorio per le cure primarie e la prevenzione, anche nei confronti di bambini con patologie croniche o disabilità.
  • Ruolo dei Pediatria di Famiglia di intervento e coordinamento anche nell’ambito dei nuovi assetti organizzativi del SSN, per garantire appieno le funzioni di filtro e di appropriatezza della risposta assistenziale globale, riducendo l’impatto sui Pronto Soccorso ospedalieri. 

Specificità delle cure pediatriche 

  • Garantire l’assistenza del pediatra al bambino per tutti i suoi bisogni di salute nel territorio e in ospedale.
  • Realizzazione di un sistema continuo e integrato di risposte e interventi, con la condivisione operativa di tutti i pediatri e gli altri operatori di salute impegnati all’interno dell’area pediatrica, compresi gli infermieri professionali. 

Potenziamento strutturale e tecnologico della rete ospedaliera pediatrica

  • Incremento del numero di PPLL di terapia semintensiva e intensiva pediatrica.
  • Razionalizzazione dei punti nascita.
  • Programmazione e l’effettiva operatività dei centri di riferimento per le patologie croniche e
    per le malattie rare.
  • Adeguamento degli organici esistenti agli standard assistenziali richiesti.

È attraverso interventi di questo tipo che si può ottenere la riduzione della mobilità sanitaria tra le Regioni e degli indici di mortalità infantile svantaggiosi esistenti in alcune regioni del centrosud.
Per quanto riguarda in particolare la carenza dei PPLL di terapia intensiva e semintensiva pediatrica si sente oggi molto forte la necessità di un significativo incremento, anche in vista della possibile ripresa della pandemia nei prossimi mesi. La malattia potrebbe infatti comportare un maggior coinvolgimento pediatrico, dovuto in parte alla comparsa di varianti con maggiore diffusibilità e in parte alla parziale o mancata protezione vaccinale nei soggetti giovani e in particolare in quelli con meno di 12 anni di età.

In tutti i DEA e PS deve essere possibile stabilizzare i pazienti pediatrici che si presentano in condizioni di criticità e disporre di un sistema di trasporto che tenga conto delle peculiarità del bambino, soprattutto di quello della prima infanzia, considerato che lo STEN copre solo il trasporto neonatale e nemmeno in maniera completa in tutte le regioni. per far questo si impongono percorsi di formazione dedicata per il personale medico e sanitario di tutte le aree di emergenza.
È inoltre indispensabile applicare in modo più diffuso e capillare le nuove tecnologie all’insegna della digitalizzazione e della telemedicina anche in ambito sanitario pediatrico. Vanno garantite in contesti sempre più ampi le cartelle cliniche digitalizzate, le consultazioni telematiche plurispecialistiche, il coordinamento a distanza di esami e prestazioni, l’assistenza domiciliare integrata.

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