Giornata mondiale della vista, Fortunato (AIOPP): “La prevenzione inizia già durante la gravidanza”

"I pediatri scandiscano il calendario delle visite dall’oculista, si comincia dal primo mese di vita”

La prevenzione della vista inizia già durante la gravidanza, i primi mille giorni di vita risultano dunque determinanti anche per la salute degli occhi. “Alla prima ecografia morfologica bisognerebbe avvisare l’ecografista di controllare i bulbi oculari del feto. Già in questa fase, infatti, è possibile individuare anomalie come differenza di dimensioni dei due bulbi oculari, assenza di una parte della retina, formazione di una cataratta, dimensioni eccessive dei bulbi oculari che potrebbero indicare problemi di pressione intraoculare. La prima visita oculistica, invece, va fatta già alla nascita anche per stabilire il calendario delle visite successive che possono prevenire patologie o problemi come l’occhio pigro”. A indicare le tempistiche dei primi controlli oculistici è Michele Fortunato, Vicepresidente della Società Oculistica Italiana (SOI) e presidente dell’Associazione Italiana di Oculisti Pediatri e dei Pediatri (AIOPP), il quale in occasione della Giornata mondiale della vista, che ricorre il 14 ottobre, fornisce consigli utili a genitori e pediatri per preservare la vista dei più piccoli. “Meglio una visita in più dal neonatologo o dal pediatra e poi dall’oculista piuttosto che una in meno- ribadisce- Tra questi specialisti deve esserci un dialogo costante e per questo abbiamo creato una associazione tra gli oculisti pediatri e i pediatri stessi così che possiamo collaborare, scambiando informazioni utili a garantire una buona salute degli occhi ai nostri bambini”.

LE PATOLOGIE OCULISTICHE PIU’ DIFFUSE TRA I BAMBINI

“La patologia maggiormente conosciuta nei bambini, che li porta nell’ambulatorio dell’oculista prima dei 3 mesi di vita- spiega l’oculista- è la ‘dacriostenosi’, una lacrimazione che viene scambiata per una infiammazione congiuntivale e invece è una dacriocistite, cioè una infiammazione del condotto lacrimale per cui il condotto lacrimale che non porta bene le lacrime dall’occhio al naso e questo comporta una certa secrezione. A volte questo problema può anche essere legato alla grandezza e alla pressione dell’occhio e a una patologia che si chiama glaucoma. Avere gli occhi grandi- dunque- può essere un fattore estetico, ma potrebbe anche indicare una patologia”. Un altro difetto comune è lo strabismo, rispetto al quale il presidente di AIOPP spiega: “La vista inizia a funzionare dal terzo mese di vita e dal sesto inizia la coordinazione dei bulbi oculari e spesso dopo questa età si vede uno strabismo. In questo caso è opportuno portare subito il bambino dall’oculista per stabilire quale terapia seguire precocemente per evitare che il problema peggiori”.

I DIFETTI DI VISTA IN ETA’ PEDIATRICA

“Oltre alle patologie, alla nascita è già possibile individuare anche i difetti di vista attraverso un esame che si chiama ‘schiascopia’, che sfrutta le ombre all’interno dell’occhio. Questo test- illustra lo specialista- permette di prevedere se il bambino avrà un futuro da miope o da ipermetrope o da astigmatico. Se i genitori hanno a propria volta dei difetti di vista può essere opportuno portare i bambini in visita precocemente, per capire se sia il caso di correggere quel difetto prima dell’età scolare”. Individuare presto un difetto di vista è molto importante perché, tiene a precisare Fortunato, “può preservare la funzionalità degli occhi: se c’è un difetto di vista, infatti, il cervello riceve due immagini differenti, una dall’occhio sano e una da quello con il difetto e automaticamente esclude l’immagine offuscata in favore di quella nitida, creando l’ambliopia cioè l’occhio pigro”.

PANDEMIA E SALUTE DEGLI OCCHI

“In questo ultimo periodo, in cui i bambini sono stati costretti a stare più a lungo a casa e meno tempo a scuola o all’asilo e hanno utilizzato per molte più ore smartphone, tablet e schermi del computer, abbiamo registrato un aumento di circa il 30% di disturbi come affaticamento visivo, mancata lacrimazione perché- chiarisce Fortunato- sono talmente concentrati che non ammiccano e quindi non lubrificano l’occhio, convergenza eccessiva degli occhi su un punto ravvicinato e cefalea da stanchezza visiva. Disturbi dovuti in parte anche al fatto che i genitori non hanno più fatto indossare gli occhiali che con la mascherina di appannavano”.

LA PREVENZIONE NELL’AMBULATORIO DEL PEDIATRA

“I pediatri- suggerisce il vicepresidente SOI- devono prima di tutto fare attenzione all’occhio rosso e controllare il riflesso rosso sul fondo dell’occhio. In questo secondo caso, se il pediatra non è sicuro di quello che ha visto, è bene che invii il bambino dall’oculista perché sottovalutare questo dubbio può essere molto negativo per i problemi che potrebbe comportare come una cataratta, un danno della cornea e addirittura un tumore abbastanza frequente nei bambini che si chiama retinoblastoma. I pediatri devono quindi sapere come si esegue l’esame del riflesso rosso e se non può farlo al massimo della dilatazione della pupilla, è bene che prescriva un approfondimento specialistico. Un altro aiuto che i pediatri possono dare alla vista dei bambini è rispettare un calendario preciso di visite specialistiche: a un mese, a sei mesi, 3-4 anni e appena prima di iniziare la scuola”, conclude.

Michele Fortunato ha scritto anche un manuale, intitolato ‘Oculistica pediatrica pratica’, che compendia tutti i consigli utili ai pediatri per tenere sotto controllo la vista dei loro piccoli pazienti.